Gianpietro Benedetti (Gruppo Danieli): “ABS pronta per l’Europa. Prosegue progetto riconversione Ilva”

In un’intervista pubblicata su “Repubblica”, Gianpietro Benedetti ha dichiarato che la divisione steel making raddoppierà i ricavi in due anni. Prosegue intanto la collaborazione con Saipem e Leonardo sulla riconversione dell’Ilva.

Gianpietro Benedetti

Gianpietro Benedetti: “In ABS realizzato nuovo impianto pilota ad alta efficienza”

Acciaierie Bertoli Safau, meglio nota come ABS, è pronta a diventare uno dei fiori all’occhiello di Gruppo Danieli. La divisione steel making dell’azienda di Buttrio ha in progetto di affacciarsi ancora oltre i confini nazionali. Lo ha affermato il Presidente del Gruppo Gianpietro Benedetti: “ABS punta ad acquisizioni su scala europea, tra i maggiori operatori negli acciai speciali – ha detto il manager ad “Affari & Finanza” – Da cenerentola ne vogliamo fare una principessa”. Oltre a proseguire nel percorso ormai consolidato di espansione, Gruppo Danieli è pronto ad aumentare il fatturato dei prossimi due anni, che secondo le previsioni raggiungerà gli 1,2-1,4 miliardi. Il tutto grazie al costante impegno portato avanti nello sviluppo di nuove tecnologie. Il forno elettrico ad alta efficienza messo a punto recentemente da ABS, ha spiegato Gianpietro Benedetti, avrà lo scopo di mettere fine agli impianti di carbone, sempre meno competitivi e soprattutto non compatibili con la transizione energetica in atto.

Gianpietro Benedetti: Gruppo Danieli unica realtà che declina il concetto green steel

L’obiettivo zero emissioni viene perseguito anche in relazione allo stabilimento dell’ex-Ilva. Il Gruppo guidato da Gianpietro Benedetti continua infatti a lavorare con Saipem e Leonardo alla realizzazione di un progetto di riconversione sostenibile degli impianti primari energy intensive. L’accordo quadro, siglato lo scorso febbraio, prevede investimenti per 6 miliardi: “Con l’idrogeno di Saipem arriveremo a zero emissioni a fine revamping – ha dichiarato il Presidente di Gruppo Danieli – con la nostra tecnologia avremo tre step, uno ogni 2-3 anni, e già dal primo con il forno elettrico ridurremo il 30-40% delle emissioni”. Un intervento tale, ha aggiunto, da permettere agli impianti di Taranto di produrre la metà di CO2 rispetto ad esempio al noto stabilimento di Linz, in Austria. Il percorso sostenibile è ormai tracciato. Gianpietro Benedetti si è detto fiducioso al riguardo: “La prospettiva è buona, anzi challenging. Stiamo affermando le nostre tecnologie, esito di idee e di sperimentazioni al centro ricerche e messe a punto che arrivano sul mercato dopo 5-10 anni. In piena umiltà – ha concluso il manager – dico che siamo gli unici a interpretare la nuova generazione di acciaieria che declina il concetto green steel”.

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