L’economia dopo il Coronavirus: le considerazioni dell’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia

L’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia a “Otto e Mezzo”, l’approfondimento quotidiano di La7: sostegno a imprese e famiglie in crisi, maggiori investimenti pubblici e più fiducia nel Paese sono indispensabili per far crescere i consumi e agevolare la ripresa.

Cristina Scocchia

L’Italia durante e dopo la pandemia: intervista all’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia

“L’Italia non si salva se non tornano a crescere i consumi, che da soli rappresentano il 60% del Pil”: lo ha sottolineato l’Amministratore Delegato di Kiko Milano Cristina Scocchia intervenendo lo scorso 11 dicembre a “Otto e Mezzo” su La7. I consumi portano occupazione, i risparmi no: secondo l’AD mai come in questo momento è necessario sostenere famiglie e imprese in crisi aumentando gli investimenti pubblici. E altrettanto importante è creare ottimismo e fiducia nel Paese: un unico obiettivo che devono perseguire insieme partiti di maggioranza e di opposizione perché “più aumentano le polemiche e l’incertezza, più crescono i risparmi e i consumi si abbassano”. Parole che si riflettono nell’esperienza di Kiko Milano in questi mesi: “È un anno estremamente duro. Abbiamo dovuto chiudere tutti i negozi per oltre 2 mesi nella prima ondata, l’estate è andata un pochino meglio. E ora dobbiamo fare i conti con le restrizioni in tutti i 26 Paesi in cui operiamo”. Nonostante per il 2020 si stimi un calo del fatturato di circa il 35% “abbiamo continuato ad assumere e a investire”: 300 persone di cui 50 in Italia, come sottolineato da Cristina Scocchia, e l’intenzione è “continuare a investire in digitalizzazione e innovazione di prodotto perché la ripresa ci sarà”. L’importante infatti è “essere pronti a coglierla” quando arriverà.

Recovery Plan: l’analisi di Cristina Scocchia, AD di Kiko Milano

Nell’intervista Cristina Scocchia si è espressa sul Recovery Plan: l’AD di Kiko Milano ne ha evidenziato gli aspetti positivi e si è soffermata inoltre sulle aree che, a suo avviso, meriterebbero una riflessione più approfondita. A colpirla particolarmente l’attenzione riservata all’innovazione e alla trasformazione digitale delle aziende: “Vedere che questi fondi sono dati nel medio-lungo termine grazie al Recovery Fund è positivo”, ha commentato in merito Cristina Scocchia parlando di un impegno già evidente anche nel Piano Industria 4.0. “Mi stupisce in negativo l’ammontare molto limitato riservato alla sanità”, ha rilevato inoltre l’AD di Kiko Milano: “Noi investiamo poco in sanità: 2400 euro in media per ognuno dei nostri cittadini. La Germania investe il doppio. E il risultato lo abbiamo visto: noi dopo tanti sforzi in terapia intensiva abbiamo quattordici posti-letto ogni 100 mila abitanti, loro trentaquattro. Noi possiamo contare su cinque infermieri ogni 100 mila abitanti, loro dodici. E mentre noi non arriviamo neanche a cento presidi territoriali, loro ne hanno 385”. In quest’ottica i nove miliardi stanziati non sembrano essere sufficienti: “Bisogna investire in medicina territoriale, in prevenzione. E aumentare le cure domiciliari sia per pazienti con patologie croniche che per anziani. Bisogna ammodernare i nostri ospedali e digitalizzarli. Nove miliardi non bastano”.

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