strumenti di medicina e diagnostica

Tutto Quello Che C’è Da Sapere Sulla  Diagnosi Funzionale

Certificare la disabilità oggi giorno è molto più facile rispetto al passato grazie a nuovi strumenti di medicina e diagnostica. Per fare in modo che venga certificata una specifica diagnosi è opportuno però che ci sia la redazione di un atto sanitario, medico legale. La diagnosi funzionale è appunto questo atto sanitario di tipo medico legale che descrive la compromissione funzionale dello Stato psichico di un paziente che ha una situazione di handicap. Viene utilizzato nell’amministrazione scolastica per coloro che hanno la necessità di chiedere l’insegnante di sostegno. Ad esempio, i sordociechi e chiunque abbia delle disabilità, può aver diritto ad un supporto per affinché sia garantito il diritto allo studio. Per ottenere questo ausilio da un punto di vista scolastico è necessario avere una diagnosi funzionale. Vediamo che cos’è e come funziona.

Che Cos’è La Diagnosi Funzionale

La diagnosi funzionale è una tipologia particolare di atto sanitario che bisogna presentare all’amministrazione scolastica per ottenere l’insegnante di sostegno. Per far sì che ci sia l’assegnazione di questo supporto da parte del Provveditorato degli Studi in termini utili, è necessario che i genitori sollecitano la scuola con questa documentazione. In questo atto si specifica quali sono le menomazioni del bambino che possono essere sia sensoriali che multisensoriali. All’interno di questo documento, si va ad individuare, tutto l’insieme di disabilità e delle difficoltà che il bambino ha a causa della menomazione che presenta. Inoltre, si specificano anche eventuali problemi legati a contesti culturali e sociali in cui tale paziente è inserito. In più nella diagnosi funzionale viene anche esplicitato il quadro generale della capacità di attenzione, la recuperabilità e i residui funzionali. E’ importante inoltre redarre l’interno di una diagnosi funzionale anche le potenzialità di sviluppo e con cui elaborare un intervento educativo successivo. La diagnosi funzionale è stata resa necessaria dopo la pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica del 24 febbraio del 1994.

Cosa Si Legge Nella Diagnosi Funzionale

La diagnosi funzionale ha come obiettivo quello di fornire un quadro clinico generale in modo tale da mettere in campo interventi terapeutici, riabilitativi ed educativo didattici per la persona con menomazioni multisensoriali. È importante che venga redatto con il coinvolgimento di varie figure professionali affinché possa essere un quadro il più esaustivo possibile. All’interno della diagnosi funzionale si analizza un comportamento complessivo del soggetto. Si prende in considerazione l’aspetto cognitivo, quello affettivo-relazionale, quello linguistico e l’aspetto sensoriale. Inoltre, si considerano anche gli aspetti motorio-prassici, nonché quelli neuropsicologici. A redarre il documento sono vari specialisti. Vi è un medico che è esperto nella patologia segnalata, uno specialista in neuropsichiatria infantile, operatori sociali e un terapista della riabilitazione. Il documento, così sarà valido e va presentato in tempo utile all’amministrazione scolastica, in modo tale da ottenere l’assegnazione di un insegnante di sostegno.

La Fase Successiva Alla Diagnosi Funzionale

Una volta arrivata la diagnosi funzionale, è anche possibile che gli operatori possono mettere a segno un piano un profilo dinamico funzionale. Questo documento indica tutte le caratteristiche psichiche, fisiche, affettive e sociali dell’alunno specificando quali sono le sue difficoltà. Le difficoltà che vanno segnalate riguardano l’apprendimento, le possibilità di recupero nonché anche tutti i modi che possono essere utilizzati affinché possa ottenere l’apprendimento. In più, è bene sottolineare anche quali sono le capacità possedute dell’individuo e in che modo interagire con esso. Il profilo dinamico funzionale rientra nel decreto legge 297 del 1994 ed è utile per formulare anche un piano educativo specifico per l’alunno. Insieme alla diagnosi funzionale, rappresenta quindi uno strumento necessario per garantire il diritto allo studio di persone con esigenze particolari.

La diagnosi funzionale è una tipologia particolare di atto sanitario che bisogna presentare all’amministrazione scolastica per ottenere l’insegnante di sostegno. Per far sì che ci sia l’assegnazione di questo supporto da parte del Provveditorato degli Studi in termini utili, è necessario che i genitori sollecitano la scuola con questa documentazione. In questo atto si specifica quali sono le menomazioni del bambino che possono essere sia sensoriali che multisensoriali. All’interno di questo documento, si va ad individuare, tutto l’insieme di disabilità e delle difficoltà che il bambino ha a causa della menomazione che presenta. Inoltre, si specificano anche eventuali problemi legati a contesti culturali e sociali in cui tale paziente è inserito. In più nella diagnosi funzionale viene anche esplicitato il quadro generale della capacità di attenzione, la recuperabilità e i residui funzionali. E’ importante inoltre redarre l’interno di una diagnosi funzionale anche le potenzialità di sviluppo e con cui elaborare un intervento educativo successivo. La diagnosi funzionale è stata resa necessaria dopo la pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica del 24 febbraio del 1994.

Cosa Si Legge Nella Diagnosi Funzionale

La diagnosi funzionale ha come obiettivo quello di fornire un quadro clinico generale in modo tale da mettere in campo interventi terapeutici, riabilitativi ed educativo didattici per la persona con menomazioni multisensoriali. È importante che venga redatto con il coinvolgimento di varie figure professionali affinché possa essere un quadro il più esaustivo possibile. All’interno della diagnosi funzionale si analizza un comportamento complessivo del soggetto. Si prende in considerazione l’aspetto cognitivo, quello affettivo-relazionale, quello linguistico e l’aspetto sensoriale. Inoltre, si considerano anche gli aspetti motorio-prassici, nonché quelli neuropsicologici. A redarre il documento sono vari specialisti. Vi è un medico che è esperto nella patologia segnalata, uno specialista in neuropsichiatria infantile, operatori sociali e un terapista della riabilitazione. Il documento, così sarà valido e va presentato in tempo utile all’amministrazione scolastica, in modo tale da ottenere l’assegnazione di un insegnante di sostegno.

La Fase Successiva Alla Diagnosi Funzionale

Una volta arrivata la diagnosi funzionale, è anche possibile che gli operatori possono mettere a segno un piano un profilo dinamico funzionale. Questo documento indica tutte le caratteristiche psichiche, fisiche, affettive e sociali dell’alunno specificando quali sono le sue difficoltà. Le difficoltà che vanno segnalate riguardano l’apprendimento, le possibilità di recupero nonché anche tutti i modi che possono essere utilizzati affinché possa ottenere l’apprendimento. In più, è bene sottolineare anche quali sono le capacità possedute dell’individuo e in che modo interagire con esso. Il profilo dinamico funzionale rientra nel decreto legge 297 del 1994 ed è utile per formulare anche un piano educativo specifico per l’alunno. Insieme alla diagnosi funzionale, rappresenta quindi uno strumento necessario per garantire il diritto allo studio di persone con esigenze particolari.

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