Materie prime energetiche, preoccupa il volo del prezzo del GNL

Nel mondo vastissimo delle materie prime energetiche, non esistono soltanto il petrolio e il gas naturale. Anzi, negli ultimi giorni chi bazzica questo settore è particolarmente interessato allo scenario di mercato del gas liquefatto (GNL).

Il suo ruolo tra le materie prime energetiche

Il gas naturale liquefatto viene prodotto con raffreddamento e condensazione del gas (a pressione atmosferica sino a 161° C sotto zero), così da ridurre il suo ingombro e facilitarne il trasporto. Essenzialmente è fatto di metano, con una percentuale più modesta di butano, etano e propano. Si tratta del combustibile più pulito usato nelle abitazioni, per riscaldamento o per cucinare. Tra le materie prime energetiche quindi ha un ruolo di primo piano.

Ebbene, la domanda di questo composto liquido è schizzata alle stelle in Asia, provocando un fortissimo aumento dei prezzi.
A spingere la crescita dei consumi di Gnl in Asia sono soprattutto le condizioni climatiche. Infatti un’ondata di gelo sta investendo gran parte del continente asiatico, tanto da aver reso arduo reperire forniture spot di questa materia prima energetica.

Prezzo record e timori dell’Europa

Secondo gli ultimi dati, Cina e Giappone hanno importato una quantità record di Gnl a dicembre. Si parla di circa 17 milioni di tonnellate nel mese di dicembre, ossia il 40% in più rispetto ai volumi, già da record, di novembre. Chiaramente questo boom di domanda per questa materia prima energetica, sta esercitando una pressione al rialzo sui prezzi. Secondo Bloomberg, un carico diretto in Corea del Sud per consegna febbraio, sarebbe stato venduto alla cifra record di 20,80 dollari per milione di British thermal units (MBtu). Per dare un’idea, si tratta di un prezzo decuplicato rispetto al minimo toccato ad aprile, nel pieno della crisi Covid. Purtroppo non esiste la possibilità di negoziarlo sulle Consob piattaforme trading.

Questa tendenza minaccia anche di provocare rincari sul mercato europeo. Nel Vecchio Continente infatti già esiste un problema riguardo alla fornitura di materie prime energetiche. I permessi di emissione, in rialzo di oltre il 40% da ottobre, hanno superato 34 euro per tonnellata. E anche il petrolio sta crescendo di prezzo, e dopo le decisioni dell’Opec Plus è sui massimi di 11 mesi. L’oro nero infatti, dopo aver stampato una inverted hammer trading, ha preso a marciare con forza al rialzo.

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