Cosa dice la legge in merito all’utilizzo dei Gilet o Giubbotti Catarifrangenti?

I DPI

L’acronimo DPI indica, letteralmente, i dispositivi di protezione individuale. Questa sigla si rivolge, per l’appunto, a tutti quei dispositivi quali ad esempio: il casco della moto, i giubbotti protettivi, le scarpe apposite per lavorare o anche i guanti. Sono quindi tutti quegli accessori che servono per salvaguardare la protezione personale da rischi, incidenti e per la sicurezza in generale sul luogo di lavoro ma non solo.
Come possiamo vedere sul sito web protezioneindividuale.it essi si distinguono soprattutto in base all’ambito lavorativo di riferimento. Esistono quindi, ad esempio, dispositivi di protezione individuale usati nell’ambito sanitario come camici, mascherine, i guanti, i dpi per la protezione respiratoria o quelli per la protezione del capo e del corpo dal rischio di infezioni.
In generale comunque i DPI devono essere in grado di proteggere adeguatamente e devono essere coerenti con l’ambito lavorativo e del lavoratore.

GILET E GIUBBOTTI CATARIFRANGENTI

La legge è molto chiara in merito all’utilizzo dei DPI e, soprattutto, per quanto riguarda specificatamente l’uso di gilet o giubbotti catarifrangenti. Entrando più nel dettaglio, per quanto riguarda il giubbotto catarifrangente, che è chiamato anche giubbotto salva vita per via della sua funzione di fondamentale importanza nei casi di emergenza, va indossato sempre quando si scende dalla macchina ferma fuori dai centri abitati (quindi in tangenziale, autostrada, super strada…) ed anche in condizioni di scarsa visibilità nella quale risulta quindi importante farsi vedere in qualche modo, per evitare incidenti gravi o per evitare di causare incidenti ad altre persone.

L’uso di questo particolare giubbotto è stato reso obbligatorio per legge dall’anno 2004, quando, con il decreto 30 dicembre 2003, il ministero delle infrastrutture e dei trasporti stabiliva che sono appunto tenuti ad indossare obbligatoriamente il giubbotto salva vita tutte quelle persone che si ritrovano in situazioni come quelle che abbiamo appena descritto prima, quindi: scarsa visibilità, in presenza di nebbia e forti piogge e comunque sempre se fermi fuori dai centri abitati.
Il codice stradale, all’articolo 162 prevede che in alternativa al giubbotto possano essere usate anche delle bretelle, purché siano adeguatamente fluorescenti.

Al primo comma dell’articolo del codice della strada inoltre viene esplicitato che, sono tenuti ad avere sempre il giubbotto o le bretelle anche i conducenti di quad e mini auto e non solo di automobili in generale.

Il decreto che ha reso obbligatorio l’uso di questo particolare giubbotto salva vita ha poi fornito anche delle indicazioni chiare, e ben precise, sulle caratteristiche che deve avere per risultare idoneo per un corretto utilizzo.
Il decreto infatti stabilisce che il giubbotto e le bretelle devono rispettare obbligatoriamente l’omologazione con il marchio CE ed anche la sigla UNI EN 471. Per quanto riguarda il colore invece non è necessario averlo giallo, esistono anche rossi o arancioni. Fondamentale è, invece, il fatto che sia fluorescente e che abbia le strisce in grado di poter riflettere la luce.

LE SANZIONI

Oltre a fornire indicazioni precise su come deve essere il giubbotto catarifrangente e su chi deve averlo sempre con sé, il decreto fa poi riferimento anche alle eventuali sanzioni alla quale si può incorrere se non si rispettano le regole ed i limiti previsti dalla legge sul corretto utilizzo del dispositivo di protezione individuale.
Infatti, le sanzioni previste sono sanzioni di tipo amministrativo che possono andare dai 41 euro fino ai 169 euro di multa e possono anche portare alla sottrazione di due punti dalla patente per il conducente.

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