Da smartphone a 40 mm in 2 secondi

Vi porgo un piccolo indovinello, è relativamente piccolo, dicono che sia intelligente, ve lo portate sempre in tasca e squilla quando qualcuno vi cerca. Avete indovinato? Esatto, stiamo parlando proprio di lui, lo smartphone. Quante cose si fanno oggi con lo smartphone, puoi chiamare, puoi mandare messaggi, puoi fare ricerche su internet, puoi addirittura pagare con lo smartphone e con la crescente necessità di salvare sempre più dati, gli amrtphone diventano di anno in anno sempre più capienti, ricordo ancora quando agli albori reggevano massimo 2 GB mentre oggi abbiamo telefoni da 256 gb. Ma se un giorno dovessimo smaltire questi smartphone facendo in modo che i dati all’interno vadano eliminati per sempre (come spesso non accade) e che quindi non siano più recuperabili? Ecco che entra in campo lei, la nosta macchina tritatutto.

 

Cos’è la macchina tritatutto

In origine questo ormai dispensabile attrezzo da ufficio era stato pensato per svolgere un singolo compito, tanto basilare e semplice, quanto indispensabile: distruggere documenti. E lo faceva (e fa) al meglio, con precisione e dedizione, talmente bene che riesce a distruggere fino a 500 fogli alla volta, con diversi tipi di taglio in base alle proprie necessità e diversa gestione delle risorse energetiche e dello spazio di scarto. Ed è stato grazie alla sua performance che ha ottenuto la possibilità di evolversi ed arrivare a distruggere un altro tipo di dati: gli hard disk. A seguito del suo impiego industriale ci si accorse che si sarebbe potuto eseguire l’upgrade definitivo, in grado di ottimizzare ancora di più il suo utilizzo, ovvero l’implementazione della distruzione di supporti di memoria.

 

Dai documenti agli smartphone

 

Hard disk, solid state disk (SSD), usb, cd, dvd e tanto altro ancora non avevano scampato quando arrivava lei. Grandi quantità di supporti ditrutti in pochi secondi, con tagli estremamente piccoli, da rendere irrecuperabile qualsiasi eventuale dato presente all’interno di tali supporti di memoria. E oltre all’impiego industriale questa macchina vede ancora oggi un impiego “statale” poiché grandi enti come l’NSA o l’FBI utilizzano questi “Shredder” per sbarazzarsi di documenti che contengono dati sensibili sia analogici che digitali. E quale strumento colmo di dati sensibili più dello smartphone? Ne cambiamo così tanti che ogni volta fare i vari passaggi, eliminare il superfluo, smaltirli, è un’operazione troppo lunga e faticosa, così il nostro distruttore prende e appunto “distrugge” tutto nel giro di un semplice “swoosh”. Gigabyte su Gigabyte eliminati in pochi istanti, con un taglio da 40 mm che non lascia via di scampo. E ovviamente tutte le misure di sicurezza possibili e inimmaginabili vengono installate nel nostro distruttore affinchè tutto avvenga al meglio, perché oltre che un lavoro efficace noi ricerchiamo un lavoro efficiente. E non solo smartphone, anche dispositivi digitali leggermente più grandi come i tablet ad esempio, possono essere smaltiti in modo facile e veloce. Insomma, non si sono più scuse, oggi sbarazzarsi del telefono non sarà più un problema, senza se e senza ma e mi raccomando di pensarci bene, perché poi non si torna più indietro.

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