Pubblicità Programmatica nel Digital Marketing

In un mondo sempre più digital, dove ormai nemmeno per andare a fare la spesa c’è bisogno di uscire di casa (con un paio di click Glovo ti fa trovare tutto davanti la porta), la pubblicità programmatica è l’esatto incontro tra gli sforzi che ogni direttore marketing deve impiegare per veicolare il messaggio al giusto target, nel giusto orario, con il canale più adatto e una soluzione che accorpa in un unico strumento tutte le necessità del suddetto manager, che grazie ad esso non dovrà più spendere ore e soldi in analisi che molte volte non portano nemmeno i risultati sperati.

Cos’è e come funziona?

La pubblicità programmatica o “programmatic advertising” (perché in inglese è tutto più bello), è un semplice, quanto efficace, canale di acquisizione che alla base fa un lavoro di “setaccio” per portare un’utenza di qualità più alta possibile rispetto al proprio business di riferimento. Avete presente quando per caso vi capita di finire a cercare “scarpe da uomo tendenza 2020” e dopo aver vagato su qualche sito, mentre cercate altro da altri siti, i banner pubblicitari di tali siti vengano bombardati da pubblicità sulle scarpe da uomo? Ecco, quello è l’esempio più semplice di pubblicità programmatica. A livello tecnico si tratta di software che acquistano banner pubblicitari digitali, esattamente come quando camminate per strada e vedete i cartelloni dell’ennesimo circo che è passato in città, e li rivendono agli inserzionisti che ne hanno bisogno, facendo avvenire il famoso incontro tra domanda e offerta (che in economia si narra essere una leggenda). Tutto questo rende possibile agli inserzionisti di personalizzare i propri annunci quasi in toto,  rivolgendo la comunicazione in base a target, parole chiave, orari, etc.. e rende possibile a chi possiede un sito che genera traffico di lucrare mettendo a disposizione questi display pubblicitari (il cartellone che citavamo prima). Così facendo si ottimizzano gli investimenti e si minimizzano gli sprechi. Un esempio di questo nel mondo reale sta venendo testato da Amazon che ha creato un supermercato fisico dove non ci sono casse ma il negozio si collega all’app del telefono tramite varie connessioni (bluetooth, gps, etc..) e mentre cammini per lo store ti fa visualizzare sconti e promozioni ad hoc per te, personalizzando l’esperienza al massimo. Ritornando alla pubblicità programmatica, per entrare ancora più nello specifico, vengono utilizzate tre piattaforme: il data-management platoform che si occupa di raccogliere i dati degli utenti per definire il target, il demand-side platform che si occupa di acquistare spazi pubblicitari da parte degli inserzionisti e il supply-side platform che si occupa di collocare le offerte nei vari siti, analizzando i dati forniti dal data-management.

Perché sceglierlo?

Abbiamo in parte parlato riguardo alle motivazioni per cui scegliere questo tipo di approccio comunicativo sia altamente efficiente ed efficace, ma proviamo ad andare ancora più a fondo. In primo luogo è altamente personalizzabile, ogni criterio può essere deciso a tavolino dall’inserzionista, quindi massima trasparenza, inoltre è preciso, ogni variabile viene definita da subito, sia in termini di target, di obiettivi, e la mole di dati che si ricevono permettono un ulteriore ottimizzazione in tempo reale, senza lasciare nulla al caso. Nulla toglie che ovviamente è possibile fare programmatic ads in contemporanea con altri campagne di comunicazione, che siano digitali o non, essendo questo uno strumento che si affianca a qualunque altro,  diversificando in questo modo il rischio. Ricordiamo inoltre che a supporto di tutto questi ci sono sempre e comunque dati e algoritmi, e se le persone sono imprevedibili, i dati non mentono. Per concludere è importante stare al passo con i tempi, soprattutto in un ambiente così volatile come il digital, e gli investimenti in programmatic ads aumentano ogni giorno di più.

Quale sarà la tua prossima campagna?

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