Tutto Quello Che C’è Da Sapere Sul Linguaggio per Ciechi

Il linguaggio per ciechi è la chiave con cui una persona non vedente può leggere il mondo. Quando diciamo linguaggio per ciechi, in realtà se stiamo riferendo ad un’ampia gamma di comunicazioni possibili. I non vedenti possono iniziare a comunicare con una serie di codici ben strutturati che si differenziano in base al note di caratteristiche. A seconda del tipo di menomazione e della gravità che un paziente, è possibile che si possa pensare di scegliere un tipo di linguaggio per ciechi rispetto ad un altro. Vediamo nel dettaglio quali sono i linguaggi per ciechi più utilizzati e soprattutto come funzionano.

I Più Diffusi Linguaggi Per Ciechi

In sanità ci sono tanti tipi di linguaggi per ciechi a cui fare riferimento. È importante sottolineare che comunicare per un sordo cieco o per un cieco vuol dire non solo imparare a parlare, ma anche entrare in contatto con gli altri imparare a conoscere il mondo. Del resto, questo è l’unico modo per superare la barriera di isolamento in cui queste persone molto spesso si ritrovano. In genere, chi ha delle difficoltà sia visive che uditive si trova in una prigione fatta di silenzi e di buio. Comunicare perciò significa vivere, parlare e uscire da questa prigione. Ma come bisogna fare? Utilizzando il linguaggio per ciechi. Tra i vari tipi di linguaggio per ciechi che esistono vi è il metodo Malossi, la comunicazione gestuale, la comunicazione comportamentale, la comunicazione pittografica e poi la concettuale. Vi è anche lo stampatello su mano, la dattilologia, il Braille ed il tadoma. Tra i tipi di comunicazione che rientrano nell’ambito della comunicazione gestuale vi è anche la Lis tattile. A proposito di comunicazione gestuale, bisogna fare una differenza tra quella che ha un sistema codificato ben preciso e quelle invece, che sono fatte con gesti personali.

I Linguaggi Per Ciechi, Come Funzionano

I linguaggi per ciechi funzionano i modi differenti a seconda della metodologia scelta. Vi è anzitutto il metodo Malossi. Questo metodo viene utilizzato attraverso la mano usata come strumento di comunicazione. È come se fosse una macchina da scrivere dove ogni parte del dito corrisponde a una lettera: pizzicandola e toccandosi sopra si possono comporre concetti e frasi. Poi vi è la comunicazione gestuale. Attraverso dei gesti si riesce a diffondere una parola o un concetto. Questo linguaggio per ciechi può essere sia codificato come ad esempio con la Lis e la lista tattile oppure può essere invece fatto con delle regole diciamo un po’ più personali. In questo caso ogni gesto va a richiamare un’azione. Mentre Lis e la Lis tattile, ovvero la lingua italiana dei segni sia visiva che tattile, hanno un sistema di codici ben definito, qQuella invece personale è specifica per determinate persone. Stesso discorso per la comunicazione comportamentale, pittografiche del gestuale che funzionano rispettivamente con determinati comportamenti, con l’uso di alcuni specifici oggetti e attraverso dei disegni. Quest’ultimo caso vale per chi ha una capacità visiva residuale.

Altri Tipi Di Linguaggio Per Ciechi

Vi sono altri tipi di linguaggio per ciechi che possono essere utilizzati. Innanzitutto, vi è la dattilologia. Questa pratica è composta da una serie di movimenti fatti con le dita delle mani che vanno a rappresentare le singole lettere dell’alfabeto. Poi, vi è lo stampatello sulla mano che invece è un metodo immediato che consiste nel scrivere con la propria mano sul palmo di un’altra mano la parola che si vuole. Vi è anche il metodo tadoma che è un linguaggio per ciechi che si fa riconoscendo i suoni vocali appoggiando il pollice sulle labbra e il palmo della mano sulle guance di chi parla. Infine, il linguaggio per ciechi per eccellenza è il Braille. E’ metodo di scrittura e di lettura usato dai non vedenti con dei punti a rilievo che corrispondono alle lettere dell’alfabeto.

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