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Economia Europa in fibrillazione, venerdì il consiglio UE per discutere sul Recovery Fund

Il mondo degli investitori guarda con grande attenzione a quello che accadrà venerdì, quando si terrà il Consiglio Europeo. All’ordine del giorno c’è il confronto sul piano da 750 miliardi che servirà a sostenere la ripresa dell’economia Europea.

Appuntamento clou per l’economia europea

I capi di stato e di governo dei 27 paesi dell’Unione si riuniranno in via telematica, anche se nessuno si aspetta che verrà assunta una decisione definitiva sul Recovery Fund. La speranza però è che dalla teoria si passi alla pratica, e dalle idee alle cose concrete. Il problema è riuscire a vincere la resistenza dei paesi cosiddetti “frugali”, ovvero Austria, Svezia, Paesi Bassi e Danimarca. Questi ultimi non hanno mai digerito l’ipotesi di solidarietà diffusa per dare respiro all’economia Europea, perché temono che ciò si tradurrà in un aumento dei contributi da versare nel bilancio comunitario.

Ma ci sono anche alcuni Paesi dell’Est che sono scettici. Ad esempio Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia. In questo caso la lamentela riguarda la suddivisione dei fondi, giudicata iniqua. Toccherà soprattutto a Germania e Francia fare in modo da giungere alla condivisione del piano misto di prestiti e sovvenzioni a fondo perduto.

Strada lunga per i 27

Lo scopo della riunione di domani è iniziare le trattative concrete. In questo modo si potrebbe giungere alla riunione di luglio con un piano già definito a grandi linee. Poi spetterà ai singoli Parlamenti nazionali arrivare all’approvazione, che dovrebbe giungere in autunno. La strada quindi è lunga, ma la UE vuole renderla il più breve possibile per non farla accavallare con l’altrettanto spinoso tema della Brexit. Tema che peraltro si intreccia proprio con quello dei finanziamenti comunitari.

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La BCE lancia l’allarme

A mettere altra pressione nella Eurozona ci ha pensato la BCE, come evidenziano gli analisti dei broker opzioni binarie non Esma (extra UE). Nel bollettino pubblicato in mattinata infatti parla di “una riduzione della crescita a un ritmo senza precedenti nel secondo trimestre di quest’anno prima di un suo successivo ritorno all’espansione nel secondo semestre”, grazie al sostegno delle politiche di bilancio e di quella monetaria.

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