Banca centrale di Turchia, ecco un altro taglio ai tassi di interesse (-100 pb)

Si allunga la scia di tagli al costo del denaro effettuati dalla Banca centrale della Turchia (CBRT). L’istituto guidato dal governatore Murat Uysal ha infatti sforbiciato il costo del denaro di 100 punti base, il doppio di quanto si aspettavano gli analisti. Adesso i tassi di interesse sono stati portati all’8,75%.

Si tratta dell’ottavo taglio consecutivo del costo del denaro. La serie di ritocchi è cominciata la scorsa estate, dopo che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan cambiò il governatore della Banca centrale, restio a manovre accomodanti, per sostituirlo col più fidato Uysal. All’epoca il costo del denaro era al 24%. In pratica è stato ridotto di circa il 60%.

La mossa della Banca centrale

banca centrale turchia

La decisione presa dal TCMB (Türkiye Cumhuriyet Merkez Bankas) è frutto dell’emergenza coronavirus. L’economia turca è stata colpita come tutte dalla crisi scaturita dai lockdown. A tal proposito il presidente Erdogan ha annunciato un blocco di quattro giorni in 31 città. Il blocco comincerà il 23 aprile e durerà fino al 26 aprile. In un comunicato, la banca centrale afferma che “le misure fiscali e monetarie che verranno attuate nel breve e nel medio periodo contribuiranno a sostenere l’economia in termini di potenziale produttivo, stabilità finanziaria e ripresa dalla crisi“. La CBRT ha dichiarato che continuerà a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per perseguire gli obiettivi di stabilità dei prezzi e stabilità finanziaria.

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Lira turca in piena svalutazione

L’ultima mossa della CBRT non poteva non avere ripercussioni sulla Lira turca. La valuta di Ankara, come tutte le emergenti, sta già patendo notevolmente il clima di risk-off che si respira sui mercati a causa del Covid-19. Basta aprire il miglior sito trading Forex per vedere che, dopo la decisione della banca centrale, il cambio cambio Usd-Try si è riavvicinato in prossimità della soglia psicologica di 7 lire per dollaro, sul minimo di due anni (ovvero agosto 2018, quando la svalutazione spinse il cambio al record storico di 7,23).

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