Conto Corrente Base: Cos’è e Come Funziona

Arriva il Conto Corrente Base senza spese e commissioni per l’utenza con reddito basso: questa la nuova iniziativa introdotta dal MEF in vigore da Giugno 2018. Vi raccontiamo in questo articolo tutti i dettagli: che cos’è, come funziona, e quali sono i requisiti necessari per accedervi.

Il decreto di attuazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 70 del 18 Giugno 2018 ha stabilito un importante passo in avanti, per far fronte alle sempre più onerose spese di gestione del conto corrente. I pensionati e i lavoratori che apparterranno ad una determinata fascia di reddito potranno usufruire dell’iniziativa, risparmiando notevolmente sulle tasse imposte dal proprio ente bancario per la fruizione dei servizi legati ad un conto corrente.

I titolari delle pensioni che non superano i 18.000 € lordi l’anno e coloro che posseggono un ISEE con valore non superiore agli 11.600 € potranno ottenere l’azzeramento delle spese di gestione e l’annullamento dell’imposta di bollo sui propri conti. Il miglior conto corrente base, però, prevede un numero di servizi limitati e i titolari potranno pertanto effettuare soltanto alcune operazioni.

Le caratteristiche del Conto Corrente Base: definizione e limiti d’uso

Con la direttiva 2014/92/UE e con il decreto MEF del 2018 si è dato il via alla creazione di un conto basic che dà a tutti la possibilità di poter usufruire di un conto corrente senza dover sostenere gli eccessivi costi di gestione. Questo in considerazione del fatto che non tutti i correntisti godono della stessa posizione reddituale e che alcuni di essi possono trovarsi in particolari difficoltà economiche.

Tra i requisiti necessari per poter accedere al conto corrente gratis troviamo i già citati limiti di reddito. A fronte del vantaggio del canone ridotto, però, l’utente potrà effettuare soltanto un numero limitato di operazioni. Esaminiamo le principali più da vicino.

Nell’arco dei 12 mesi si può effettuare il seguente numero di operazioni:

  • richiesta elenco movimenti fino a 6 volte,
  • i prelievi di contante allo sportello possono essere 6 allo sportello, 12 in ATM di altre banche, illimitati in ATM della propria banca,
  • versamento di contante o assegno massimo fino a 12 volte,
  • accrediti SEPA fino a 36,
  • pagamenti SEPA con addebito in conto fino a 12 se si tratta di pagamenti ricorrenti, 6 negli altri casi.

Nel rispetto dei suddetti limiti, il canone è gratuito. Resta salva la possibilità per l’istituto bancario di addebitare degli importi relativi a tasse di operazioni aggiuntive eventualmente svolte.

La certificazione di reddito richiesta dal conto corrente base

Per l’ottenimento di un conto corrente a costo zero, l’utente dovrà certificare il proprio stato di reddito entro il 31 Maggio di ciascun anno, dandone comunicazione alla banca. Accertata la presenza di un reddito non superiore a:

  • 18.000 euro l’anno per i pensionati
  • 11.600 euro di ISEE per tutti gli altri contribuenti

la banca procederà con l’apertura del conto ex novo o l’azzeramento delle spese di quello già in uso.

Le operazioni basiche del conto corrente in questione saranno gratuite, per tutte le altre invece la banca potrà applicare i costi previsti dal servizio.

Per operazioni base s’intendono:

  • accrediti stipendi o pensione
  • bonifici
  • rilascio bancomat legato al conto
  • pagamenti tramite rid
  • prelievo contante tramite sportelli della banca.

Anche le operazioni compiute con la carta di debito non avranno costi di gestione.

Per chi non rientra nelle fasce di reddito

Gli altri correntisti che non posseggono i requisiti di reddito pagheranno un canone annuo commisurato ad un importo ragionevole e coerente con finalità di inclusione finanziaria. Non vi sono altre specificazioni, dunque, sull’ammontare del canone annuo richiesto, il quale resta a discrezione della banca.

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