Andare “a bottega” dai manager per imparare la loro arte.

Abbiamo incontrato Mario Fanfani alla vigilia della presentazione del suo nuovo progetto Strategicamente Business. Imprenditore cinquantacinquenne di Rubano in provincia di Padova, con un eclettico percorso formativo e professionale alle spalle, Fanfani presenta in questi giorni il progetto, che inizierà a fine marzo. Abbiamo colto l’occasione per farci spiegare direttamente di che cosa si tratti.

Che cos’è StrategicaMente Business?

è un nuovo modo di formare le persone alla professione del manager.

Esistono le nozioni e il sapere teorico ed è relativamente semplice procurarsele entrambe.

Vi è poi il saper fare, la conoscenza applicata, quella che un tempo si imparava “a bottega” e che oggi poco si insegna. Infine vi è il saper vivere. Di questi due ultimi ambiti di competenza si occupa prevalentemente StrategicaMente.

L’arte di vivere è in fondo quella che si dà inconsciamente più per scontata, ma è in realtà la più complessa, un po’ come ci si aspetta che qualsiasi ragazzina sappia fare la mamma, che in realtà è uno dei mestieri più difficili.

Noi non forniamo molte conoscenze teoriche specialistiche, i così detti hard skill verticali. Quelli li lasciamo, quando possibile, alla scuola ed all’università.

In altre parole, noi insegniamo i così detti “soft skill”, ovvero le competenze “morbide” o “trasversali”.  Esse sono fondamentali nell’arte della strategia. In particolare, chi pratica arti marziali sa bene come l’antico detto orientale “il morbido vince il duro” sia una profonda verità universale.

Noi insegniamo a sciogliere il rigido ghiaccio che imprigiona la mente e lo spirito delle persone, senza che se ne rendano conto, ed a liberare l’acqua, fluida ed adattabile che i suoi cristalli imprigionano. Non abbiamo la presunzione di voler cambiare l’essenza delle persone, aspiriamo invece a cambiare il loro stato. I più fortunati impareranno, col tempo, a trasformare quel ghiaccio in vapore, la vera maestria.

Com’è nato StrategicaMente Business?

Come spesso succede, è nato apparentemente per caso. Fulvio ed io non ci vedevamo dai tempi del liceo alla Scuola Navale di Venezia. Lo scorso settembre ci siamo ritrovati ed abbiamo scoperto di aver percorso sentieri per certi versi paralleli e per altri complementari, seppur Fulvio con maggior successo di me. Così è accaduto ad ottobre che due ex marinai, uno laureato in ingegneria e l’altro in psicologia, dopo una carriera da manager internazionali ed esperienze da formatori, abbiano deciso di unire le forze e creare qualche cosa di nuovo.

In realtà, il progetto è nato su di un terreno arato e concimato per lungo tempo. I semi semplicemente sono germogliati quando è giunto il momento.

Per quanto mi riguarda sono oltre 30 anni che lavoro ed oltre dodici da quando ho cominciato ad occuparmi di coaching e di psicologia. Le professioni focalizzate sul cambiamento evolutivo della persona e delle organizzazioni, come quella del coach, si fanno meglio quando la vita ti ha lasciato un po’ di cicatrici sulla pelle.

Mi piace far notare come il nostro approccio, ad un manager operativo, risulti sensato, forse quasi ovvio: si tratta cioè di unire alla buona grammatica un bel po’ di pratica, senza lasciare che l’una prevalga sull’altra.

A chi è rivolto?

In generale è rivolto a chi senta e sappia di aver qualche cosa da dare, da dire e da fare e voglia intimamente e profondamente, realizzare le cose più giuste per la sua persona e per la sua azienda, al meglio delle sue potenzialità e nei limiti, naturalmente, del realisticamente possibile.

In particolare pensiamo a tre segmenti di clientela:

Il primo comprende imprenditori “illuminati” che desiderino migliorare le competenze dei propri dipendenti in posizioni di dirigenti o quadri, specie quelli impiegati in posizioni prettamente tecniche o i giovani commerciali. 

Il secondo comprende i professionisti che aspirino ad una crescita manageriale ma che non ritengano adatta, per loro stessi, la strada del tradizionale master universitario o MBA e preferiscano una via più pragmatica, più orientata al saper fare ed al saper vivere che non al tradizionale “sapere accademico”.

Il terzo io lo identifico con piccoli imprenditori ed artigiani, specialisti del proprio prodotto e del proprio settore, che considero le vere eccellenze della nostra terra.  Questi ultimi, in particolare, debbono concretamente voler apprendere l’antica arte del comando, che comprende, tra le altre cose, comunicazione, teamwork e strategia.

In fondo noi stessi, oggi, apparteniamo a questa ultima categoria. StrategicaMente è un servizio di nicchia rivolto ad una clientela ben specifica e quindi selezionata. Inoltre accettiamo un numero limitato di allievi, per garantire un alto livello qualitativo, in quanto il servizio lo eroghiamo prevalentemente in prima persona noi due stessi

Perché iscriversi a StrategicaMente Business?

Ci possono essere molte cause diverse e molti scopi ma in realtà il processo che aspiriamo ad insegnare nel nostro percorso può concretizzarsi in infinite maniere diverse rimanendo sostanzialmente identico a sé stesso. Si tratta del processo di crescita ed evoluzione personale che mira a far germogliare e crescere il meglio possibile il seme che è da sempre racchiuso nel cuore di ognuno, ciò che si è destinati ad essere ed ancora non si è diventati. In senso sia umano che professionale.

Chiaramente un ciliegio è diverso da una quercia che a sua volta poco assomiglia ad un salice. Ecco, a noi interessa che la persona riconosca a che specie appartiene, che albero può divenire e che imbocchi la strada che le permetterà di diventarlo.

Non insegneremo ad arrampicarsi a dei delfini né a volare a delle gazzelle, bensì a nuotare ai primi e a correre ai secondi. Naturalmente capiterà di incontrare dei cigni convinti di essere brutti anatroccoli o dei galletti che si comportano come pavoni ma, una volta intuiti e col tempo compresi i propri punti di forza ed accettati i propri limiti, potranno diventare bellissimi cigni i primi e splendidi galli i secondi.

Fuor di metafora, per apprendere i fondamenti della strategia e del comando si deve necessariamente passare attraverso un processo di approfondimento della comprensione di sé, degli altri e del mondo. A questi livelli di consapevolezza corrispondono esattamente i tre moduli di StrategicaMente. La strategia è infatti indissolubilmente legata al modo profondo di funzionare della psiche, mentre l’arte del comando implica conoscere i segreti del funzionamento dei gruppi umani ed infine, l’arte di condurre un’azienda nei mercati globali è per molti versi simile al mestiere che esploratori e capitani di marina hanno fatto per secoli. Non per nulla si usa parlare di “far impresa” e nel passato era comune l’espressione “capitani d’industria”.

Di che cosa trattano i tre moduli del percorso formativo?

Il modulo “coaching” insegna tecniche che per prima cosa si rivolgono all’individuo e ma sono indispensabili anche per il lavoro. Definire corretti obiettivi aziendali e di business non è così semplice né così credibile da parte di una persona che non sappia porsi dei giusti obiettivi di sviluppo personali, sia nella vita privata che nel lavoro.

Il figlio dell’imprenditore che sognava di fare l’art director ma si ritrova a dirigere un’officina meccanica, deve compiere uno sforzo non da poco per essere credibile ed avere successo come professionista e come dirigente. La credibilità è sorella della coerenza e cugina di armonia e serenità.

Questo primo modulo è forse quello fruibile da un pubblico più ampio, non solo da dirigenti o aspiranti tali ma anche da project manager, key account o da chi comunque debba affrontare problemi lavorativi complessi nel quotidiano.

Il modulo “management”, come lascia intuire il titolo, è pensato per persone che debbano condurre gruppi di lavoro ed organizzazioni; i temi guida sono la leadership e la gestione dei gruppi di lavoro. Imprenditori e dirigenti che non si siano specificamente formati su questi temi ne possono trarre un aiuto concreto.

Nei primi due moduli la disciplina della comunicazione è centrale e si affrontano tematiche collegate alla retorica ed al personal selling.

Mentre il primo modulo lavora sull’individuo, le sue personali capacità di porsi obiettivi corretti e sensati e saper risolvere i problemi ad essi correlati, il secondo lavora sui gruppi di persone e sull’arte del comando, il terzo, “StrategicaMente Export”, prepara le persone a relazionarsi col mondo globale e coi mercati internazionali. Qui il marketing management, cioè il marketing inteso nel senso più ampio, ovvero come l’arte del gestire l’impresa in relazione ai mercati, e l’internazionalizzazione sono il focus principale. Nel modulo “Export” tratteremo espressamente di vendita complessa in ambito internazionale.

Il filo conduttore tra tutti e tre i moduli resta la strategia.

Nel primo modulo s’insegna ad essere strategici nel proprio modo di pensare ed agire, nel secondo dell’esserlo in relazione al comportamento da tenere con i propri collaboratori, stakeholder ed organizzazioni esterne alla propria. Nel terzo ed ultimo modulo si tratterà della vera e propria strategia d’impresa applicata in ambito internazionale.

Cosa vi augurate da questa prima edizione?

Ci siamo posti come obiettivo di preparare un piccolo gruppo di manager, al massimo otto persone per ciascun modulo, con la cura maniacale che è propria delle nostre migliori botteghe artigiane. La microeconomia ed il coaching noi le consideriamo arte più che scienza ed è con lo spirito degli antichi maestri d’arti e mestieri che Fulvio ed io ci apprestiamo all’opera.

Quello che serve oggi al Veneto ed all’Italia riteniamo sia un nuovo rinascimento, il quale è stato in primis la rinascita dell’umanesimo. Noi intendiamo dare il nostro contributo, con modestia e capacità di servizio. Ripartiamo dalle donne e dagli uomini di questa nostra splendida terra e specialmente dal lavoro ben fatto, dal lavoro di eccellenza.

One Thought to “Andare “a bottega” dai manager per imparare la loro arte.”

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