Investimenti, via dalla Turchia: si rischia il collasso come in Venezuela

Chi fa investimenti su azioni e valute, quando si imbatte nella Turchia suda freddo. La situazione del paese guidato da Erdogan sembra sempre sul punto di esplodere, e far vivere un crollo economico simile a quello tipico dei regimi populisti.

Turchia, caos e investimenti

investimenti turchiaAnche se la struttura economica della Turchia è molto diversa rispetto a quella del Venezuela (che dipende quasi esclusivamente dal petrolio), il percorso dei due paesi sembra smilie. Erdogan come Maduro vuole controllare i capitali, vuole nazionalizzare molti settori produttivi e vuole controllare la Banca Centrale. Anche se i funzionari turchi smentiscono di voler imporre controlli sui capitali e gli investimenti e annunciano di seguire i principi del libero mercato, nessuno ci crede.

Ma quale soluzione si dovrebbe adottare? Serve un cambio di rotta, imporre un ordine limite al tracollo. Sicuramente sarebbe molto costoso, ma il suo costo sarebbe sempre minore rispetto a quelli che ci sarebbero se questa decisione venisse ancora ritardata. Tuttavia, proprio la durezza della svolta la rende una soluzione raramente applicata dai politici eterodossi, perché minerebbe il loro consenso. E questo quasi sempre comporta la crisi finale.

Cause e sintomi

In Turchia, come spesso accade in casi analoghi, anziché curare le cause del problema economico di fondo, chi governa punta ad alleviarne i sintomi. Ovvero l’inflazione e la crescita economica sempre più lenta, ma pure la moneta più debole e gli investimenti in rallentamento. A proposito di moneta, la Lira continua a precipitare, e chi sa come fare trading sul forex da un bel po’ di tempo ci si tiene alla larga. Quelli che sono i problemi reali invece vengono ignorati.

Non c’è da stupirsi quindi se si sta assistendo a una fuga dei capitali dal paese, nonché un calo degli investimenti.

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