Acqua inquinata? Puoi chiedere un risarcimento, vediamo come fare

Sebbene si pensi che dal rubinetto di casa possa uscire dell’acqua inquinata, questa convinzione è spesso frutto di un preconcetto che non ha alcuna evidenza materiale.

Basti pensare che la qualità dell’acqua potabile italiana la vede collocarsi al quinto posto in Europa, e quindi in una posizione di tutto rispetto.

Nonostante questi dati confortanti e confermati dal CNR, siamo i terzi consumatori mondiali di acqua minerale.

La gestione degli acquedotti
Casi di mala gestione verificatisi in Italia

Sebbene la sicurezza dell’acqua potabile proveniente dall’acquedotto non sia in discussione è anche vero che non sono mancati casi in cui gli utenti hanno avanzato delle richieste di risarcimento danni alle aziende fornitrici a causa di contaminazioni che avevano costretto i Sindaci a vietare l’uso del prezioso liquido.

Questo fenomeno, sebbene a fasi alterne, ha riguardato svariate zone d’Italia, da nord a sud e generalmente si è accompagnato ad una avaria dei sistemi di depurazione che devono essere perfettamente manutenuti dalle aziende che gestiscono la rete idrica.

Una delle componenti fondamentali della bolletta dell’acqua è proprio il costo di depurazione, che viene appunto fatto gravare sull’utente finale, che ha quindi il diritto di pretendere che questa procedura venga svolta nel massimo rigore e nel rispetto delle regole di correttezza e diligenza stabilite dalla legge.

Va poi ricordato che trovare una forma alternativa all’acqua che esce dal rubinetto può risultare particolarmente ostica, stante la difficoltà nello stoccaggio di grosse quantità di acqua in attesa che passi l’emergenza ed il costo che invece potrebbe comportare l’uso dell’acqua in bottiglia in luogo di quella pubblica.

La Corte di Cassazione, con sentenza 2182 del 4 Febbraio 2016 ha riposto nel Comune la responsabilità verso il cittadino che dovesse trovarsi in una situazione come quelle sopra descritte, stante il dovere di vigilare sul territorio e sulle imprese che vi insistono, specie se queste possano produrre gravi problemi di inquinamento delle falde, che devono essere adeguatamente prevenuti.

Pertanto, a tale responsabilità segue anche quella di risarcire l’utente dal danno subito.

Dissesto idrogeologico
Quando si rimane vittima di una alluvione

Non è certamente una novità che il dissesto idro geologico che caratterizza la nostra penisola porti ad eventi infausti come è il caso delle alluvioni.

Per quanto riguarda il risarcimento dei danni da infiltrazioni d’acqua, siano queste minime o delle dimensioni di un’alluvione, la competenza al ristoro di quanto subito spetta al Comune oppure alla Regione.

È un dato di fatto che spesso tali generi di eventi si verificano a causa della rete fognaria che si trova in pessimo stato di manutenzione e pertanto non riesce a far fronte a fenomeni di intense precipitazioni che possono verificarsi e che non sono poi così rari negli ultimi anni.

In questo senso si sono pronunciati, tra gli altri, il Tribunale dell’Aquila con sentenza del 13 Settembre 2011 oppure quello di Treviso, con sentenza del 24 Giugno 2010, tutte conformi nell’indicare il Comune quale soggetto responsabile della custodia e manutenzione della rete fognaria.

Diverso è il caso di allagamento dovuto all’esondazione di corsi d’acqua, poiché in questo caso intervengono diversi Enti nella manutenzione come le Regioni, le città metropolitane ed i consorzi di bonifica, ove presenti.

La causa può essere instaurata innanzi al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche.

Leave a Comment