Claudio Descalzi a Med 2018: la volatilità del mercato ha cause geopolitiche ed è transitoria

Gli interventi di Claudio Descalzi, AD di Eni, alla Conferenza Med – Mediterranean Dialogues 2018 si sono concentrati sulla volatilità del mercato, sul gap nord-sud e sull’importanza di creare un nuovo mix energetico, per avvicinarsi sempre più alla completa decarbonizzazione.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: la questione della volatilità

Il mercato petrolifero sta attraversando una fase di volatilità innegabile: se ne è occupato Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, durante uno dei suoi interventi in occasione della quarta edizione della Conferenza Med – Mediterranean Dialogues 2018. L’evento è stato organizzato dall’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e si è svolto a Roma dal 22 al 24 novembre. L’AD di Eni ha sottolineato che la fase di volatilità è causata principalmente da questioni geopolitiche, e non dalla logica della domanda e dell’offerta. Per questo, è transitoria. “A noi non piace la volatilità, anche se possiamo fare progetti anche a 60 dollari al barile, non è un grosso problema”, ha spiegato Claudio Descalzi. Ha aggiunto che, essendo una fase temporanea e dettata da elementi di geopolitica, “può turbarci un po’, ma non è un grande problema”.

Claudio Descalzi: le potenzialità del Mediterraneo

Il Mediterraneo è un’area primaria per Eni, fondamentale per il suo sviluppo: “Il Mediterraneo rappresenta il 45% della nostra produzione e delle nostre riserve”, ha sottolineato Claudio Descalzi, ricordando che negli ultimi quattro anni la società ha investito per l’area circa 10 miliardi in esplorazione ed energia. “Il potenziale del Mediterraneo è ancora inespresso”, ha spiegato l’AD. Il gap tra la sponda sud e la sponda nord rimane importante: è necessario colmarlo per far emergere tutto il potenziale e il fattore che può innescare l’unione è proprio il mercato energetico. L’AD di Eni ha spiegato infatti che esiste una forte “complementarità”, in quanto “il nord del Mediterraneo ha bisogno di gas e il sud ha risorse e ha bisogno di investimenti”. C’è però un secondo punto importante che consentirebbe di costruire un ponte tra nord e sud, ed è rappresentato dall’obiettivo di creare un mix energetico differente. Eni punta già alla decarbonizzazione, per sfruttare l’energia solare ed eolica accanto al gas. Il mercato dell’energia consentirebbe così di superare anche i problemi geopolitici, per far sì che il Mediterraneo diventi un’unica grande forza. Claudio Descalzi ha dichiarato di essere già al lavoro col Governo per questi obiettivi, e si auspica di portare i primi risultati concreti già durante il corso del prossimo anno.

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