Alessandro Benetton: da 21 Investimenti alle sfide dell’innovazione

“Nella vita, ogni nuovo inizio richiede un mix di coraggio e sana follia”: Alessandro Benetton esprime la sua visione del futuro, lasciando trasparire la propria fiducia verso le capacità dell’uomo. Per l’imprenditore, l’innovazione è una sfida che va colta e sfruttata.

Alessandro Benetton

Il futuro secondo Alessandro Benetton

“La distribuzione della ricchezza così com’è non è più sostenibile, con questa forchetta che si amplia sempre di più fra chi sta bene e chi non sta bene. Il capitalismo oggi non è morto, non è finito, ma sicuramente si deve porre dei punti interrogativi per diventare qualcosa di più contemporaneo”. Si apre così l’intervista di Alessandro Benetton per Il Sole 24 Ore. L’imprenditore e investitore non si è mai tirato indietro di fronte alle sfide, ed è con la stessa positività e determinazione che guarda al futuro e ai cambiamenti epocali che stiamo vivendo. “Nella vita, ogni nuovo inizio richiede un mix di coraggio e sana follia. Quando si incomincia qualcosa di nuovo si costruisce un tesoro di esperienze, da cui attingere per correggere il tiro, quando necessario”. L’imprenditore nomina chi, come Bill Gates, parla già da tempo di capitalismo creativo: chi è più fortunato deve pensare a chi ha bisogno, per uno sviluppo che punti alla sostenibilità, alla social corporate responsability e alla trasparenza con clienti e fornitori. Sono questi i punti cardine che anche 21 Investimenti ha sempre sostenuto e sui quali ha basato il proprio modello. “Ci sono statistiche che possono spaventare”, ammette Alessandro Benetton: “basta pensare che secondo alcune stime di McKinsey nel 2030 tra i 15 e i 50 milioni di posti di lavoro saranno sostituiti dalle macchine negli Stati Uniti”. Questo può far paura, ma è una sfida che va affrontata: “L’innovazione, la digitalizzazione e la tecnologia sono opportunità che l’uomo saprà cogliere e governare in modo appropriato”.

Alessandro Benetton: da Harvard alla sfida di 21 Investimenti

Con la sua società 21 Investimenti, Alessandro Benetton ha raccolto un fondo da un miliardo di euro con il partner inglese Aberdeen Standard Investments. “Lavoro in questo mercato da 25 anni”, spiega l’imprenditore, “le partecipate da 21 Investimenti contano oggi un fatturato aggregato di un miliardo e mezzo e circa 8 mila dipendenti e il rendimento sugli investimenti è stato del 20% nell’ultimo ventennio.” Sottolinea poi che il rapporto con la sostenibilità è un punto fondamentale, insieme all’attenzione verso la formazione, la ricerca, lo sviluppo e la crescita occupazionale. Nato a Treviso, classe 1964, Alessandro Benetton ha dato il via a un’attività sua a 28 anni, un’industria diversa da quella di famiglia: 21 Investimenti è la holding di partecipazioni che è arrivata dopo gli anni di studio ad Harvard, terminati con il Master in Business Administration nel 1991. “Avevo in mente una sorta di algoritmo che è diventata poi la strategia della 21 Investimenti per aiutare le piccole e medie imprese a crescere e per come sono andate le cose dopo 25 anni, ora posso dire che la sfida è stata vinta”. L’imprenditore vive con la moglie Deborah Compagnoni e i tre figli a Ponzano Veneto, in una casa che lascia trasparire tutto il suo amore per l’arte, per la bellezza e per la privacy. Nella sua vita, così come nella professione, Alessandro Benetton non si è mai tirato indietro davanti alle sfide: questa visione del futuro la condivide con l’ex segretario di stato americano Henry Kissinger: “Quando parli con lui non ci sono limiti storici alle sue analisi, ha un pensiero lucido sul futuro. È come un geniale giocatore di scacchi che fa le previsioni sulle mosse dei diversi Paesi”.