E-commerce: Mauro Ticca si occupa di tecnologie e modalità per la gestione del magazzino

La crescita dell’e-commerce ha richiesto nuove tecnologie e modalità di gestione del magazzino e del picking: l’analisi del manager Mauro Ticca spiega in maniera esaustiva le soluzioni adottabili e le tecnologie sfruttate per far fronte a queste nuove necessità.

Mauro Ticca

Magazzino e picking: le modalità di gestione in ambito e-commerce secondo Mauro Ticca

“Il commercio elettronico B2C ha esigenze molto specifiche per far fronte alle quali anche i magazzini devono essere riprogettati sia nelle infrastrutture che nell’organizzazione. Esistono nuove tecnologie nate e implementate per far fronte a questi nuovi fabbisogni operativi che sono in grado di garantire velocità, flessibilità ed efficienza in contesti logistici dove migliaia di referenze devono essere correttamente prodotte, approvvigionate, stoccate, prelevate, spedite e, sempre più spesso, rese”. È questo lo scenario sul quale pone l’accento Mauro Ticca, il punto di partenza del manager per affrontare il tema della gestione del magazzino e del picking in ambito e-commerce. Prima di tutto è necessario distinguere tra due tipi di prelievo da effettuare: in caso si tratti di prelievo “uomo a merce”, sono possibili diverse modalità di gestione. Il “Batch Picking”, ad esempio, prevede un operatore che si muove all’interno del magazzino: a ogni giro si completano diversi ordini. Il “Wave Picking” invece riguarda il prelievo di numerosi prodotti, che verranno solo alla fine suddivisi per ordine (attività di “sorting”). Lo “Zone Picking” è un sistema adatto alle grandi realtà, dove ogni operatore che ritira è responsabile di una zona. Come spiega Mauro Ticca, ci sono diverse modalità anche per quanto riguarda i prelievi “merce a uomo”: dai magazzini verticali, che utilizzano vassoi traslanti simili ai “Miniload”, all’utilizzo dei “Kiva Robots” che sfruttano sistemi wireless per muoversi autonomamente su tutta la superficie del magazzino.

“Zone Picking”: il manager Mauro Ticca analizza le tecnologie più utili

Secondo Mauro Ticca, lo “Zone Picking” è un metodo sfruttato in grandi realtà, “come ad esempio nel sistema logistico di Alibaba, in cui sono stoccate grandi quantità di articoli differenti, in cui ci sia un alto numero di ordini da processare e in cui il numero di prelievi per area sia moderato”. In questo contesto, gli operatori possono utilizzare diverse tecnologie per facilitare e velocizzare il picking. Tra le più utilizzate, vi è la tecnologia “Pick to Light”: si tratta di scaffalature particolari, costituite da un display, una luce e un tasto che caratterizzano ogni ubicazione. La luce accesa indica l’ubicazione da cui è necessario effettuare il prelievo, il display indica la quantità da prelevare e il tasto serve all’operatore per spegnere la luce e confermare l’avvenuto prelievo. Un’altra tecnologia molto utilizzata è il “Voice Picking”, che consente all’operatore di lavorare sempre con le mani libere. Si tratta di un dispositivo composto di ricetrasmettitore, cuffia e microfono che trasmette informazioni all’addetto con comandi vocali. La realtà aumentata ha eliminato la documentazione cartacea grazie a dei particolari occhiali in dotazione all’operatore, sui quali le informazioni vengono proiettate direttamente. La tecnologia più consolidata invece, spiega Mauro Ticca, è la Radiofrequenza: “l’operatore è dotato di un terminale collegato in radiofrequenza al sistema gestionale WMS-warehouse Management System. Sul display del terminale l’operatore legge le attività di prelievo, le ubicazioni, le quantità da prelevare e spesso l’immagine del prodotto”.