Cosa evitare quando si fanno i lavori in casa

Quando si fa una ristrutturazione, bisogna comprendere per bene quali sono i difetti e i dettagli che vanno evitati. Molti ad esempio non conoscono il concetto dei ponti termici , si tratta sostanzialmente di un’area in cui si va a manifestare una discontinuità tra l’interno e l’esterno.

Una discontinuità che risulta essere quasi sempre maggiore rispetto a tanti altri punti, con il risultato di ottenere in determinate zone, dei punti freddi. Le situazioni da evitare possono essere svariate, come la scelta di materiali eterogenei, quando la discontinuità è di tipo geometrico.

Situazioni queste due che si possono riscontrare ad esempio negli angoli delle vecchie finestre. Ecco perché è importante avere nella propria casa, degli infissi di ultima generazione. Non si tratta di estetica come molti, erroneamente tendono a pensare, si tratta invece di riuscire a conservare una temperatura interna idonea al mantenimento della temperatura che si è raggiunta.

Ponti termici però, non si riscontrano solo negli infissi, tale situazione avviene anche in zone come il pilastro angolo, mentre nelle travi è molto più frequente in prossimità dei balconi, delle finestre o dei davanzali. Quindi questi, sono tutti fattori negativi che in primis portano alla dispersione termica, dall’interno dell’abitato verso l’esterno.

Con l’andar del tempo le conseguenze peggiorano, creando così condensa e muffa, questo ovviamente porta al proliferarsi di batteri, i quali a loro volta, non sono solo un danno estetico ma sono principalmente dannosi per la salute. La muffa in alcuni casi, insieme alle sue spore che si disperdono nell’area e che quindi vengono respirati, ha portato a danni irreparabili.

Situazioni spiacevoli queste che in assenza totale di ponti termici, non capiterebbero mai. Quindi anche in caso di condensa e di muffa, una volta effettuati correttamente i lavori, tutto questo sparisce definitivamente e non si ripropone più. Insomma i ponti termici in un ambiente, sopratutto se domestico, vanno eliminati.

Inoltre tale termine, non va per nulla d’accordo con il concetto di efficienza energetica, anzi dal punto di vista economico si riscontrano grandi perdite che si attenuano in maniera definitiva, una volta terminati i lavori da svolgere, con la minima attenzione a questa tipologia di dettagli.

Gli esperti del mestiere sanno bene che vanno calcolati i “Ponti termici lineari” e i “Ponti termici forfettari”. Calcolo questo che con l’andar del tempo e con il cambiamento dei materiali che vengono utilizzati per le ristrutturazioni, di fatto in passato lo scambio termico era determinato, diciamo così, in modo forfettario.

Adesso tutto è cambiato, tutto è più pratico e dettagliato, nulla è lasciato al caso. Oggi tutto, all’interno di una ristrutturazione, deve essere svolto seguendo le normative vigenti e non a caso o solo per proprio gusto. Considerando inoltre che da ottobre 2014, sono stati stabiliti i nuovi criteri per la valutazione delle prestazioni energetiche.

Criteri che valgono sia per gli edifici già esistenti che per gli edifici di nuova costruzione. Con questi nuovi criteri infatti, non è più possibile fare dei rilevamenti e prendere delle decisioni così, semplicemente ad occhio. Anzi va indicato tutto, nella valutazione di calcolo che poi va allegato all’APE.