“Ut pictura poësis” Mostra personale di pittura e fotografia di: Giovanna La Falce A cura di Massimiliano Bisazza

Comunicato Stampa

“Ut pictura poësis”

Mostra personale di pittura e fotografia di:

Giovanna La Falce

A cura di Massimiliano Bisazza

-Opening: 28 gennaio 2015 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 10 febbraio 2015 mattino

Presso: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13
Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano

Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato

“Un quadro è come la poesia”.

L’arte di Giovanna La Falce è sicuramente innovativa ma questo nuovo progetto artistico lo trovo senza dubbio poetico.

Gli antichi sostenevano che esiste un tipo di pittura che piace maggiormente se vista da vicino, e un’altra che piace solamente se guardata da lontano, o riosservata una seconda volta, o analizzata con un occhio critico, come avviene per la poesia.

I quadri e le fotografie – la commistione di tecniche è un elemento portante che appalesa una moltitudine di contenuti e di intenti – di Giovanna La Falce sono poesia dunque, ci narrano storie di bellezza, di danza e movimento dove i corpi eterei, sono evidenziati riccamente nel chiaro scuro dei bianchi e dei neri o nelle tonalità di mezzo che sono portavoce delle ombre del tempo e dello scorrere degli attimi evidenziati dall’intensità di un’emozione.

L’attenzione verso la sinuosità insita nel corpo femminile è vincente e palpabile nelle opere di Giovanna La Falce. E’ sicuramente presente una ricerca diretta alla scultura, verso ciò che è statutario, maestoso e plastico ma allo stesso tempo morbido, flessuoso, sensuale.

Le architetture rappresentate nelle opere dell’artista La Falce sono principalmente di tre tipologie: due differenti templi indiani e il soffitto del Padiglione presso i Giardini della biennale di Venezia e l’intento concettuale è quello di unire l’antico al moderno, il sacro al profano.

Le silhouettes danzano vorticosamente, si aprono al mondo o si chiudono nel proprio dolore, si librano all’interno di luoghi ameni, archeologie industriali, dove convergono angoli bui e spazi intrisi di luce che combattono tra loro.

Un ritorno alle origini, così definisce i suoi lavori, l’artista che esprime la bellezza non fine a se stessa ma come filosofia di vita positiva, con un anelito di passione.

Per informazioni:

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