Le Voci della Russia Ortodossa in Italia

Programma realizzato con la collaborazione
del Ministero della Cultura della Russia e del Ministero per i Beni
e le Attività Culturali d’Italia

Dal 3 al 9 ottobre 2009
ROMA Domenica 4 ottobre ore 20,30
Basilica di San Clemente
L’AQUILA Lunedì 5 ottobre, ore 19
Auditorium della Caserma della Guardia
di Finanza, Coppito
BARI Martedì 6 ottobre,ore 20.30
Basilica di San Nicola
FIRENZE Mercoledì 7 ottobre, ore 20.30
Chiesa di Santo Stefano al Ponte
VENEZIA Giovedì 8 ottobre, ore 20.30
Scuola Grande di San Rocco
MILANO Venerdì 9 ottobre,ore 21
Chiesa di San Marco

Assolutamente unico nel suo genere , cento giovani coristi russi in sette città italiane , nel mese di ottobre , per diffondere la cultura musicale nelle sue diverse espressioni divenendo un importante strumento di conoscenza e arricchimento culturale per entrambi i paesi.

La Fondazione Internazionale per l’Unità dei Popoli Ortodossi, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali d’Italia organizza una tournée dal titolo Le Voci della Russia Ortodossa in Italia dal 3 al 9 Ottobre nelle città di Roma, L’Aquila, Bari, Firenze, Venezia e Milano.

I concerti saranno tenuti da tre celebri cori russi custodi delle tradizioni dell’arte vocale ortodossa: il Coro da camera femminile classica della Fondazione Internazionale per l’Unità dei Popoli Ortodossi, diretto da Nina Koroleva; il Coro riunito del Seminario e dell’Accademia di Teologia di Mosca, solo Voci maschili diretto da Higoumène Nikifor, infine il Coro misto Orphée del Collegio Musicale di Stato Gnessine, diretto da Valery Kalinine.

L’altissimo livello delle esecuzioni è testimoniato dalla regolare partecipazione ai più importanti festival europei (Bulgaria, Gran Bretagna Francia e Gerusalemme) e dalle performance abituali nelle più prestigiose sale da concerto internazionali.

In programma canti che vanno dal XIV al XVI secolo, senza contare i capolavori dei più celebri compositori russi e ancora opere classiche russe, canti popolari e composizioni contemporanee.
I concerti sono ad ingresso libero previo ritiro dei cartoncini invito

La Fondazione Internazionale per l’unità delle nazioni cristiano ortodosse (IFUOCN) è stata fondata nell’aprile 1995, sotto la benedizione del Santo Patriarca Alessio II di Mosca e di tutta la Russia.
Sua Santità è alla testa del Consiglio fiduciario della Fondazione fino dalla sua creazione. La Fondazione è fondata e agisce principalmente nel ravvivare e rafforzare i legami della fratellanza spirituale delle nazioni Ortodosse, e nell’attivare il proprio impegno nella cooperazione culturale e sociale

Molti gerarchi ed ecclesiastici delle Chiesa Russe e Ortodosse locali, ben noti politici, uomini di stato, uomini d’affari dalla Russia e altri paesi della tradizione Cristiana Orientale sono tra i membri della fondazione e del suo Consiglio e Assemblea.

Mr Valere Alexeev, professore all’Università di Stato Lomonosov di Mosca , uno dei fondatori e consigliere dell’Assemblea Interparlamentare sull’Ortodossia, guida la Fondazione dalla sua nascita nel 1995.

Nota informativa

VOCI DELLA SLAVIA ORTODOSSA

La musica liturgica della chiesa ortodossa russa si presenta come un deposito di strati alluvionali sedimentati nel corso dei secoli da grandi maree rinnovatrici. Sull’antichissimo tronco delle intonazioni in canto fermo (neumatiche, greche, kieviane, bulgare e serbe), ora autoctone, ora provenienti in successive ondate dalla madrepatria Bizanzio e da altre aree della sterminata Slavia ortodossa, s’innestarono durante il Cinque-Seicento i risultati delle riforme ecclesiastiche di Ivan il Terribile e dell’annessione di Ucraina e Bielorussia, coi loro stili nazionali riccamente differenziati. Si imposero così nuovi stili di polifonia, denominati stroc*noe penie («canto lineare» a tre o quattro parti, caratterizzato da movimenti per quarte e quinte parallele, vagamente somigliante all’organum medioevale europeo) e partesnoe penie, ossia «canto per parti», influenzato dalla maggior eufonia e dal più libero movimento contrappuntistico del canto ucraino. Gli scambi culturali con le aree confinanti, come la cattolica Polonia e la Germania protestante, condussero infine tra Sei e Settecento alla nascita di una varietà russa, diatonica e a cappella, dello stile concertato europeo; ma dopo la lunga parentesi italianizzante rappresentata dal regno della Grande Caterina (1762-1796), la tradizione slavofila riprese fiato nell’Ottocento, per culminare con l’opera riformatrice di Aleksandr Kastal’skij (1856-1926), l’insigne didatta, compositore e folklorista cui si deve la quasi integrale armonizzazione delle originarie monodie in base ai principi del canto popolare: modalismo e altri procedimenti messi al bando dall’armonia classica, come unisoni, ottave parallele e quinte vuote.
Perfino Sergej Rachmaninov, nel momento in cui scelse di dedicarsi alla composizione sacra, si trovò insieme condizionato e guidato da questa eredità ben più di quanto potesse accadere a un collega dell’Occidente. A dispetto delle proteste di alcuni irriducibili rigoristi, né lui né C*ajkovskij (con le sue opere 41 e 52, più i Nove cori) trovarono difficoltà insormontabili nel produrre lavori liturgicamente funzionali, e di fatto ancor oggi utilizzati. Solo due esempi fra i tanti possibili per illustrare il respiro di lunghissima durata del canto liturgico russo, tale da offrire ad orecchie occidentali un’erronea impressione di atemporalità simile a quella delle icone dipinte, dove l’eternità dei simboli di fede s’incarna in stilemi apparentemente identici sotto il pennello di umili artigiani di villaggio o grandi artisti di corte, dalla più remota antichità medioevale sino ai primi del Novecento.
Se tuttavia un’assidua frequentazione di questo repertorio musicale può aiutarci a meglio precisare e distinguere, un altro dato non cessa di sfidare la nostra mentalità: il basso profilo biografico, ai limiti dell’anonimo, dei suoi creatori; spesso igumeni (abati) o monaci che non lavorano per il successo e la fama, ma per “il servizio di Dio e il salario dei Cieli”. Ciò è vero anche per gli esponenti delle più recente scuole. Gli scarni dati disponibili riguardano soprattutto quei compositori che in qualche modo riuscirono a sopravvivere ai cambiamenti di regime politico e a trasmettere il loro insegnamento fino alle odierne generazioni. Tale fu ad esempio Pavel Grigorevic* C*esnokov (1877-1944). Allievo di Kastalskij, fra il 1895 e il 1916 insegnò alla Scuola Sinodale di Mosca, dal 1917 al ‘22 diresse il Coro di Stato nella stessa città, e dal 1921 al ’28 ancora la Cappella di Mosca, pur mantenendo una cattedra al Conservatorio statale. Compositore fecondo di lavori sacri e profani, legò il suo nome a un grande trattato di arte corale.

Carlo Vitali

Per informazioni e prenotazioni
Studio PRP – canella@studiopierrepi.it
049-8753166

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