Attilio Pavin. Storie di assenza di sguardi, volti e figure.

In
concomitanza della Grande Mostra

RAFFAELLO
VERSO PICASSO
 

Storie di ASSENZA di sguardi, volti e figure

dal 7 dicembre al 6 gennaio 2013

 

 

Presso la Sala del Capitolo di ViArt, in concomitanza con la mostra Raffaello verso Picasso, due
mostre sul tema dell’assenza di sguardi, volti e figure. Due artisti molto
diversi tra loro per tecnica e percorso formativo, ma in grado di paralizzare
il fruitore per la forza espressiva dello sguardo inanimato di donne digitali o
manichini newyorkesi. Dopo l’esposizione di Daniele Cazzola, direttamente dalla
mostra “Fotografie 1970-2010” tenutasi ai Magazzini del Sale di Venezia,
Attilio Pavin.

 

Attilio Pavin , fotografo professionista ed artista contemporaneo Vicentino dal 1972.

Le sue prime sperimentazioni sono “off-camera” fotogrammi e fotografie in cui forme geometriche “pure” e figure umane o legate alla natura, dialogano sui toni dei bianchi e dei grigi, dando origine ad un nuovo spazio, all’interno del quale si muovono le forme, in una sorta di equilibrio tra astrazione e realismo. In seguito approfondisce le possibilità espressive
insite nei materiali fotografici; il contatto fisico, reale, con essi gli permette di conoscere la fotografia toccandola e vivendola, iniziando un dialogo giocoso, inteso soprattutto come libertà di interpretazione e di espressione.

Nelle sue produzioni si trovano punti d’incontro con l’Espressionismo, l’Astrattismo e l’Informale. Osservando un’istantanea di New York ci si sente risucchiati da un vortice di colori, suoni e persone che vivono la frenesia di questa città che, tra contrasti e
competizione, riesce a rendere arte un semplice manichino in vetrina e, nelcontempo, deve specchiarsi quotidianamente con la solitudine, l’impassibilità, l’impersonalità di migliaia di persone che, come dei manichini, corrono e si rincorrono sfiorandosi senza vedersi.

Pavin, si dedica a questa arte con tecniche e linguaggi vari, perché trova sempre in essa un aiuto e un mezzo per “osservare, studiare, provare a comprendere e a conquistare la vita, esprimendo nelle sue immagini segni, colori, riflessioni della sua anima, in una strada sempre aperta all’esperienza del momento” (Attilio Pavin).

L’artista indaga i volti di New York attraverso i “non volti” dei manichini di importanti vetrine della città.

Nasce prepotentemente uno scambio continuo di ruoli tra manichini e uomini. La grandiosità della metropoli giunge a schiacciare l’individuo cosciente della sua piccolezza.

I manichini, privi di anima, assorbono le emozioni degli uomini e, come guerrieri fatti di luce, con fierezza ne trasmettono l’intensità facendosi al contempo portavoce dell’umana fragilità, più accettabile dall’uomo.

I manichini escono prepotentemente dal nero dello sfondo e con fierezza si impongono al nostro sguardo; dalla loro bianca superbia emerge la necessità di comunicare: ognuno cerca l’altro affannosamente ma gli sguardi non riescono a incontrarsi.

Le persone si sfiorano senza riuscire a toccarsi, si guardano senza riuscire a vedersi, consapevoli e timorose della loro “comune solitudine”. La tecnica del bianco e nero, a forti contrasti di luce, evidenzia le forme salienti e i volti indefiniti, privi di individualità, dagli occhi vuoti.

 

 

La mostra sarà ospitata nel Piano Nobile di ViArt,
nella Sala del Capitolo, prima sede della Biblioteca Bertoliana all’interno del
Palazzo del Monte di Pietà e sarà visitabile

dal martedì alla domenica 10:00-12:30 / 14:00-19:00; lunedì chiuso.

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