CAMPIONATO REGIONALE DI BURRACO A FAVORE DI MELVIN JONES

Vincitori_torneo_burraco2.jpgSI È CONCLUSO CON LA PREMIAZIONE DEI VINCITORI
IL CAMPIONATO REGIONALE 2009 DI BURRACO
I PROVENTI DEVOLUTI ALLA FONDAZIONE BANCA DEGLI OCCHI
 

SEIMILA EURO PER IL PROGETTO “UNA PINELLA PER LA LUCE”
 

Domenica 29 Marzo 2009, presso il Club di San Giuliano Lido in Corso Italia, si è concluso, con la premiazione dei vincitori, il Campionato Regionale Ligure 2009 di Burraco, organizzato dalla F.I.Bur. – Federazione Italiana Burraco (Internet: www.fibur.it), con il Patrocinio della Provincia di Genova. Un’iniziativa solidale, perché parte dei proventi delle iscrizioni sono stati devoluti alla Fondazione Banca degli Occhi Melvin Jones del Distretto Lions 108 Ia 2 – Onlus di Genova (Vico San Matteo 2/4, tel. 010 2461266; Internet: www.banca-occhi-lions.it). I campioni regionali del 2009 sono la coppia Marco Barisone e Marisa Piccardo; Vice Campioni regionali sono Claudio Ponte e Giovanna Masante. Il totale dei proventi devoluti alla Fondazione Banca degli Occhi Melvin Jones è stato di 6.000 euro. Il Campionato Regionale Ligure 2009 di Burraco è iniziato lo scorso 11 Gennaio e si è svolto in un totale di dodici appuntamenti. Organizzazione del torneo a cura di Francesca Manservigi, Tina Torti e Massimo Minetti (Direzione), Beppe Marini (Gestione tecnica). «Si tratta – spiega l’Ing. Gabriele Sabatosanti, presidente della Fondazione Banca degli Occhi Melvin Jones e giocatore di Burraco – di una iniziativa che ha coinvolto sia Genova che Chiavari. Con una presenza media di oltre duecento persone ad ogni appuntamento». I Circoli organizzatori dei tornei hanno versato a favore della Banca degli Occhi lo stesso importo donato dal singolo giocatore. I Circoli che hanno partecipato sono: Circolo Polisportiva Quinto, Joker Club Chiavari, Sporting Club Genova, Circolo Lanternino, Circolo Chiavarese, Club San Giuliano Lido, Club Artisti Torre Cambiaso. «Il Burraco – prosegue Sabatosanti – si sta diffondendo alla grande. Tutte le sere a Genova si gioca. Per questo siamo ben felici di essere stati coinvolti dalla F.I.Bur. con questa iniziativa di solidarietà. Abbiamo anche coniato lo slogan: nel Burraco, il jolly si chiama Pinella, ed ecco quindi “Una Pinella per la Luce”». Il Campionato Regionale Ligure 2009 di Burraco è stato reso possibile grazie al prezioso contributo di Vittorio Lazzareschi, vice presidente della F.I.Bur. e grazie alla collaborazione della Costa Crociere. La finale infatti, oltre al normale montepremi, ha aggiudicato alla coppia vincitrice della gara una crociera per due persone, denominata “I Colori dell’Egeo”, a bordo della motonave Costa Fortuna, con partenza da Venezia il prossimo 13 Aprile. Le migliori 3 coppie, oltre alla quarta, formata da Torti e Mascaretti, inoltre, parteciperanno a Roma alle finali nazionali dei Campionati di Burraco. Nel frattempo, la Banca degli Occhi Melvin Jones prosegue la sua instancabile attività e lancia un appello. Devolvere il proprio cinque per mille sulla dichiarazione dei redditi alla Fondazione. Basta scrivere questo codice fiscale nell’apposito spazio del modulo per la dichiarazione: 95047960109.
 

 

IL BURRACO
Secondo la tradizione, questo gioco sempre più popolare proviene dall’Uruguay, dov’era in voga negli anni Quaranta. Si tratta di una derivazione della canasta. Altri, invece, lo collegano alla parola portoghese “buraco”, che vuol dire “setaccio”. In Italia, agli inizi degli anni Ottanta, nel Sud, e precisamente in Puglia, è scoppiato il fenomeno Burraco. Già qualcuno giocava, ma a partita libera e con delle regole diverse da tavolo a tavolo. Un gruppo di ex bridgisti, stanchi del solito gioco, stabilirono che il Burraco si potesse giocare anche a torneo, e inventarono una tabella che trasformava i punti partita in punti torneo. Si cominciavano a fare i primi tornei e a sperimentare questa novità, che attraeva moltissimi giocatori. Intanto il Burraco stava dilagando a macchia d’olio e dalla Puglia – sua patria indiscussa di origine, almeno relativamente ai tornei – passava rapidamente nelle altre regioni d’Italia. Allora non esistevano gli score, le tabelle dei Match Points e dei Victory Points, i vari tipi di tornei. Poi, però, arrivarono le prime regole scritte e i vari metodi per organizzare e gestire i tornei, con suggerimenti e tecniche di gioco. Nacque così il “fenomeno Burraco”, che nel giro di pochi anni è riuscito a far appassionare due milioni di giocatori in tutta Italia. Le signore, prime depositarie e le più appassionate del gioco, dai loro salotti pomeridiani lo hanno portato nei circoli. Un’attrazione particolare ha fatto sì che i giovanissimi si lanciassero in questo nuovo gioco. Oggi il Burraco è una realtà concreta; non c’è regione d’Italia dove non si giochi, dove non siano sorti circoli e associazioni in cui si svolga rilevante attività agonistica. È sorta anche la F.I.Bur (Federazione Italiana Burraco) che raccoglie tutti i giocatori unificando regole e comportamenti sotto l’egida del divertimento e del fair play, garantendo arbitraggi professionali e validi, che tutelano ogni giocatore sia dal punto di vista etico che da quello tecnico. Il Burraco giocato inizialmente negli anni Quaranta, riproposto negli anni Ottanta, esploso letteralmente negli anni Novanta, si prepara a diventare – nel terzo millennio – il gioco prevalente nei salotti e nei circoli della nuova Europa. Si gioca, infatti, anche in Grecia – lo chiamano “Birimba” – in Spagna, in Francia e ultimamente si comincia a vedere in Inghilterra e in Germania. In Italia, tra i giocatori più famosi c’è il senatore a vita Giulio Andreotti.
 

LA BANCA DEGLI OCCHI MELVIN JONES
La Fondazione Banca degli Occhi Melvin Jones, costituita nel 1997 e riconosciuta dal Ministero della Sanità, è l’unica struttura regionale in Liguria dedicata alla raccolta, certificazione, conservazione e distribuzione di tessuti corneali destinati a tutte le strutture sanitarie della Regione Liguria. È nata all’interno delle attività del Distretto Lions 108 Ia ed è stata dedicata a Melvin Jones, il dirigente d’azienda americano fondatore nel 1917 del Lions Clubs International. Obiettivi della Banca degli Occhi sono: ridurre le liste di attesa o i viaggi della speranza verso strutture lontane; disporre di una cornea subito, in caso di necessità; garantire la qualità e la sicurezza delle cornee che vengono trapiantate, considerando che il trapianto della cornea consente il recupero della vista in oltre il 90% dei casi; non è un intervento complesso e può essere affrontato da chiunque, anche da persone anziane, senza rischi.
Quando, per incidenti o malattia, la cecità si presenta, viene di solito dolorosamente accettata. Pochi sanno che è possibile risolvere, nella maggior parte dei casi, questo stato di sofferenza; la possibilità reale, a portata di tutti, è il trapianto di cornea, che consente il recupero della vista. Ma ecco come funziona la Banca degli Occhi, nelle sue quattro fasi principali: prelievo della cornea, valutazione, conservazione della cornea e distribuzione.  Successivamente al decesso, viene proposto ai familiari dello scomparso la possibilità di donare le cornee del proprio caro. In caso venga rilasciato il consenso alla donazione, si procede a una verifica dell’idoneità delle stesse. Il prelievo dei tessuti corneali viene eseguito da un medico oculista, incaricato dalla Banca degli Occhi, nell’assoluto rispetto della fisionomia del donatore e della qualità dei tessuti prelevati. Le cornee disposte in un opportuno liquido di trasporto vengono inviate al laboratorio della Banca degli Occhi. I medici specialisti, incaricati di prelievo all’interno dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino di Genova, rendono il servizio disponibile 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno. Il prelievo è una operazione rapida e consiste nell’asportazione di una piccola porzione di tessuto trasparente, spesso circa mezzo millimetro. Viene effettuato su donatore deceduto da almeno sei ore e non lascia alcun segno visibile. Tutti, a qualsiasi età, possono essere donatori, anche chi ha problemi visivi come la miopia o la cataratta. Le cornee vengono selezionate accuratamente, al fine di minimizzare il rischio di trasmissione di patologie dal donatore al ricevente e per garantire un risultato funzionale ottimo e duraturo. A tal fine, il donatore viene selezionato attraverso una valutazione dell’anamnesi patologica e sociale, ispezione fisica e degli esami sierologici. Si procede quindi all’esame della trasparenza e della vitalità cellulare dei tessuti mediante sofisticate apparecchiature e personale qualificato. In seguito alla valutazione, le cornee vengono conservate e monitorate a 4º C nel liquido di conservazione, che contiene sali minerali, amminoacidi, vitamine e antibiotici per il sostentamento dei tessuti, fino al momento del trapianto. I dati relativi a ciascun tessuto vengono catalogati in una banca dati per rendere possibile la tracciabilità in ogni momento. Le richieste di cornee a scopo di trapianto terapeutico con l’indicazione delle caratteristiche necessarie al tipo di intervento vengono quotidianamente inoltrate alla Banca degli Occhi da strutture ospedaliere distribuite su tutto il territorio regionale. La Banca degli Occhi gestisce un programma di lista di pazienti in attesa di trapianto di cornea dove tutte le richieste vengono registrate. Tenendo conto della priorità acquisita dalla richiesta e individuato il tessuto idoneo all’esigenza, la Banca degli Occhi invia, a proprie spese, le cornee alle strutture richiedenti, corredate da una scheda informativa, riguardante le caratteristiche delle stesse.
 

INFORMAZIONI
Fondazione Banca degli Occhi Melvin Jones
Vico San Matteo 2/4
Tel. 010 2461266
Internet: www.banca-occhi-lions.it

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