Daniele Cazzola. Storie di ASSENZA di sguardi, volti e figure

In concomitanza della Grande Mostra

RAFFAELLO VERSO PICASSO

ViArt propone due mostre sul tema della

ASSENZA DI SGUARDI, VOLTI E FIGURE

 

Nella Sala del Capitolo di ViArt, saranno proposte, in concomitanza con la mostra Raffaello verso Picasso, due mostre sul tema dell’assenza di sguardi, volti e figure.

In esposizione due artisti molto diversi tra loro per tecnica e percorso formativo, ma in grado di paralizzare il fruitore per la forza espressiva dello sguardo inanimato di donne digitali o manichini newyorkesi.

Daniele Cazzola – Dal 3 novembre al 2 dicembre 2012

Grafico e Art Director di professione, creativo inesauribile per natura. L’arte figurativa è solo una delle molteplici sfaccettature del suo apparato espressivo, forse non ancora approdo finale ma sicuramente tappa essenziale. L’eclettismo che lo pervade lo esorta a cambiare ciclicamente tecnica e supporto: esordisce con la tecnica pittorica, sperimenta l’astrattismo, ma è il digitale che si rivela il mezzo idoneo per dar forma alle sue visioni che solitamente coincidono con ieratiche figure femminili riccamente adornate di simbologie metafisiche. Attinge dall’arte antica, dalla simbologia e dalla storia del costume, trae suggestioni dal cinema e dalla fotografia di moda. Reimpasta tutto e la chiama pittura digitale. I tradizionalisti della disciplina storcono il naso, i concettuali lamentano l’esuberanza di figure e di significati. Ma se l’Arte vera si nutre di visioni le sue opere non ne sono che una chiara e
autentica manifestazione.”

“L’artista offre all’osservatore immagini atmosferiche che colpiscono per la profonda forza visiva magistralmente rappresentata nella sua opera grazie ad uno stile unico ed impressionante dove l’impatto emotivo, tipico del suo lavoro, si fonde ad un surrealismo enigmatico, straniante e ricco di elementi simbolici. Le sue figure, spesso donne statuarie dallo sguardo misterioso, sono immerse in una sospensione magica e vivono all’interno di una realtà ben precisa e definita in uno spazio immobile ed inquietante che richiede all’osservatore uno sguardo attento e capace di sciogliere il rebus insito nella sua opera. La poetica dell’artista fonde dunque aspetti fantastici ad una profonda cultura letteraria penetrando l’intima essenza dell’inconscio. Sogni, incubi, paesaggi sospesi, sono circondati da elementi che forniscono la chiave di lettura capace di trasportare l’osservatore all’interno del suo mondo. La perfetta tecnica realistica, declinata attraverso l’utilizzo dell’arte digitale, rende possibili
le visioni oniriche dell’artista.” (Anna Z. Pezzin)

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