Vignale: Pista di Cesana: si faccia garante la Fondazione 20 marzo 2006

È evidente che, rispetto alla decisione di rimozione dell’ammoniaca dalla pista di Cesana, la Regione, né tantomeno la Fondazione 20 marzo possano volgere lo sguardo altrove, ma che anzi sia loro compito attivarsi al fine di evitare la chiusura dell’impianto olimpico, promuovendo – se necessario – gli imprenditori privati interessati.

In questa vicenda è infatti bene capire chi fino ad oggi ha fatto cosa con i soldi di chi. Perché se è vero che la Parcolimpico srl (società che gestisce ad oggi l’impianto di Cesana) ha una quota maggioritaria privata è altrettanto vero che l’impianto, il terreno su cui sorge e i finanziamenti fino ad ora elargiti per la pista sono pubblici.

Come pubblici sono i 1,5 milioni di euro utilizzati dalla Fondazione 20 marzo a favore della Parcolimpico per interventi di ‘ripristino, qualificazione e per le spese di manutenzione’ degli impianti (tracciato per bob slittino e skeleton compreso), di cui 500.000 euro stanziati direttamente dalla Regione per l’impianto di Cesana .

Inoltre la Delibera regionale 3 – 10879 Conferimento di beni olimpici di proprietà regionale alla Fondazione 20 marzo 2006. Definizione del titolo giuridico del conferimento dove si specifica che “per effetto del suddetto conferimento la Fondazione 20 marzo 2006 assumerà in proprio ogni onere ed adempimento relativo alla gestione ed amministrazione dei beni (ovvero gli impianti olimpici)”.

La soluzione è, volendo, semplice. Gli Enti pubblici (Regione, Comune, di Torino e provincia) fondatori della Fondazione 20 Marzo e, di conseguenza, proprietari del 30% delle quote di Parcolimpico srl intervengano garantendo, tramite la Fondazione, la società Grandi Eventi Valle Susa srl, ma soprattutto garantendo che milioni di euro non vadano buttati in fumo e che la Val Susa non subisca un danno turistico rilevante.

Per questo motivo, in qualità di presidente della Commissione montagna del Consiglio Regionale, inviterò da subito la giunta regionale ad intervenire presso la Fondazione 20 Marzo affinché diventi da subito garante della fideiussione.

 

Sintesi eventi:

Nel marzo 2006 la Regione Piemonte, insieme a altri enti e istituzioni, costituisce la Fondazione 20 marzo 2006, con il compito di (art. 3 dello statuto fondativo) amministrare il patrimonio mobiliare ed immobiliare costituito dai beni realizzati, ampliati o ristrutturati in vista dei Giochi Olimpici Invernali Torino 2006, favorendone l’utilizzo e lo sfruttamento. All’interno di questo patrimonio ovviamente rientrava a pieno titolo la pista di bob di Cesana.

Compito della Fondazione è anche di “favorire lo sviluppo economico regionale e ultraregionale, con particolare riferimento alle attività turistiche sportive, culturali e sociali attraverso la gestione del proprio patrimonio”.

Per meglio sviluppare i propri compiti, la Fondazione si dota di altre due società, una delle quali è Parcolimpico srl, prima di proprietà al 100%, poi in house, poi solo partecipata al 30% (il restante proprietà per il 70% della società Get Live 2 Srl), a cui è stata affidata la gestione del patrimonio immobiliare olimpico e nei confronti della quale la Fondazione ha poteri di controllo e verifica.

Parcolimpico ha ricevuto dalla Fondazione un contributo di 20 milioni di euro per procedere all’acquisto del cosiddetto ‘know how’ olimpico.

Nel 2010 la Regione aveva stanziato 4 milioni di euro alla Fondazione 20 Marzo a “copertura degli investimenti realizzati sulle strutture realizzate per i Giochi di Torino 2006”.

Febbraio 2011: la pista di bob chiude.

2012: Eventi Valle Susa srl si rende disponibile al riavvio dell’impianto.

La Parcolimpico srl chiede in cambio dell’affidamento della gestione una fideiussione di 650 mila euro.

La società Parcolimpico ha avviato le operazioni di prelievo dell’ammoniaca determinando di fatto una chiusura dell’impianto.

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