I 1000 anni della Torre di Londra su Facebook

Non e’ solo la Tate Modern una delle storiche attrazioni londinesi ma anche ; La Torre di Londra, una delle più antiche e visitate attrazioni della capitale britannica, non perde il proprio aplomb neppure davanti alla modernità. Anche se sono in molti a lamentarsi dell’avvento del nuovo Diario di Facebook, il quale consentirebbe il libero accesso a vecchie immagini che si vorrebbero consegnare all’oblio, la Torre vanta un intero millennio di storia da mettere in mostra.

Per questo motivo, la storica icona londinese ha iniziato a pubblicare su Facebook alcuni degli avvenimenti più salienti dei suoi mille anni di storia grazie alla recente decisione, da parte del social network, di permettere gli utenti di retrodatare i post fino a dieci secoli fa. Se i più dispongono di pochissime immagini di qualche interesse risalenti a prima del Novecento, la Torre di Londra potrà sfruttare al massimo questa opportunità, grazie a un passato affascinante e turbolento.

 

Gli eventi pubblicati fino ad oggi sul Diario della Torre riguardano l’insediamento di Guglielmo il Conquistatore nel 1066, l’esecuzione di Anna Bolena, seconda moglie di Enrico VIII, ripudiata nel 1538 con le accuse di stregoneria e incesto, oltre al racconto della tortura del cattolico ribelle Guy Fawkes, che fece dono alla città della Congiura delle Polveri del 1605.

 

Un particolare poco conosciuto riguardo la Torre di Londra è che un tempo servì da Serraglio Reale. Tuttavia, in seguito a diversi incidenti, le “bestie di sua Maestà” varcarono i confini della Torre, avventandosi le une contro le altre e contro il personale.

 

Altri avvenimenti più recenti annoverano la nomina del primo Guardiano Reale donna, Moira Cameron, avvenuta (alla buonora!) nel 2007.

 

Tim Powell, Digital Media Manager dei Palazzi Reali Storici, afferma: “Si tratta di un mezzo potentissimo per avvicinare il pubblico moderno alla Torre e alla sua ricchissima storia, facendolo interagire con le stesse modalità utilizzate per contattare gli amici o per raccontare la propria vita.

 

Ci chiediamo solo se Enrico VIII e altri famigerati protagonisti della Torre avrebbero gradito che il loro passato venisse passato al setaccio dalla generazione di Facebook!”

 

In onore del Diario della Torre abbiamo pensato di inserire ulteriori eventi relativi alla sua storia.

 

Secondo la leggenda, i corvi, altresì noti come guardiani della Torre, sono parte integrante della sua fama. Si narra infatti che, qualora i sei corvi residenti nella Torre se ne dovessero andare per sempre, causerebbero il suo crollo e quello del Regno. Carlo II prese questa storia tanto seriamente da ordinare che i corvi venissero protetti. Tuttavia, la decisione causò qualche difficoltà al suo astronomo di fiducia, John Glamsteed, che lamentava di non riuscire a lavorare sulla Torre Bianca a causa degli uccelli. Da allora ai corvi vengono tarpate le ali, ma se alcuni di loro continuano ad assentarsi senza lasciare mai la Torre, altri sono stati mandati via.

 

È un miracolo che i Gioielli della Corona si trovino ancora oggi intatti sulla Torre, nonostante l’enorme sventura di passare di mano in mano a una sfilza di re e regine scriteriati nel corso dei secoli. Il primo sovrano di cui si serbi memoria ad aver perduto i Gioielli della Corona è Re Giovanni, che si pensa abbia preso congedo da loro nel 1216. Più tardi, nel Quattordicesimo secolo, Edoardo III li utilizzò come garanzia per pagare le truppe. Poi fu la volta di Henrietta Maria, moglie di Carlo I, che impegnò i gioielli allo scoppiare della Guerra Civile. Come simbolo del crollo della monarchia, il Lord Protettore Oliver Cromwell dispose che i Gioielli della Corona venissero distrutti. Grazie al cielo essi sono sopravvissuti all’irresponsabilità di re e regine come questi, oltre che a un certo numero di tentativi di furto, cosicché la monarchia inglese è l’unica a utilizzarli ancora oggi nelle cerimonie di incoronazione.

 

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