La strada sul palco

Il 26 ottobre prossimo alle ore 21.00 l’arte di strada sale sul palco del Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica di Roma (www.auditorium.com, biglietto €. 15,00) con lo spettacolo “La Strada sul Palco”. Protagoniste due formazioni di musicisti e cantastorie di strada presenti a Roma: i Circolabili e il Ponentino Trio. Un evento unico e irripetibile perché non nasce da uno schema fisso e stereotipato, ma cambia forma a contatto con il pubblico, mutando in base al feeling che viene a crearsi con esso; un viaggio attraverso l’animo e il cuore, che viene plasmato dagli impulsi di chi suona e di chi ascolta. Non mancano mai sorprese, improvvisazioni, scherzi a scena aperta, interazioni con la platea… si direbbe che la musica de I Circolabili e del Ponentino Trio diventi anche “visibile” e non manchi mai di divertire e far riflettere al momento stesso. In programma ospiti a sorpresa (cantanti, acrobati, giocolieri, ballerini) che contribuiranno a rendere l’esibizione ancora più intrigante.

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I Circolabili
“I Circolabili” sono un gruppo composto da 8 elementi con base a Roma. Nei suoi 6 anni di attività ha già collezionato partecipazioni importanti a festival nazionali, fra cui due apparizioni al “Villa Celimontana Jazz Festival” 2006 , 2007 e 2011 (Roma), e internazionali, “Actual 2010” (Logrogno, Spagna), ma anche apparizioni in programmi televisivi per Raisat e Rai Futura. Il disco d’esordio, “Accordo Ricordo” (Helikonia , 2007) distribuito in Italia, Inghilterra e Giappone dalla “Egea Distribuzione” a partire da aprile 2010.
Il repertorio è principalmente strumentale pur non mancando brani cantati; le composizioni,tutte originali, nascono da esperienze e influenze diverse: musica popolare, balcanica, Tango, Jazz. Il nome del gruppo suggerisce uno stile bizzarro, circense e, nel suo doppio senso, fruibile in diversi contesti, dal teatro di giro a luoghi deputati all’aperto. Ogni performance è un evento unico e irripetibile perché non nasce da uno schema fisso e stereotipato ma cambiaforma a contatto con il pubblico, mutando in base al feeling che viene a crearsi con esso; non più una fruizione passiva quindi, ma un viaggio attraverso l’animo e il cuore, che viene plasmato dagli impulsi di chi suona e di chi ascolta. Non mancano mai sorprese, improvvisazioni, scherzi a scena aperta, interazioni con la platea… si direbbe che la musica de “I Circolabili” è anche “visibile” e non manca mai di divertire e far riflettere al momento stesso.

Ponentino Trio
Il Ponentino Trio nasce durante la “Festa de Noantri” 2004. Nel corso di questi anni ha preso parte a numerosi festival in Italia e all’estero.
Ha partecipato a varie sagre e celebrazioni dell’agro romano e dei quartieri della città, riuscendo sempre ad incontrare l’entusiasmo e la partecipazione del pubblico. L’intenso e costante lavoro nelle strade di Trastevere e la presenza all’interno del mercato di Porta Portese, ha garantito lo sviluppo di un repertorio sempre vivo della cultura romana.

LA RICERCA
Il popolo romano subì la perdita del dialetto originale durante il sacco di Roma dei lanzichenecchi del 1527. La popolazione di Roma scese sotto le 30.000 unità e fu reintegrata da papa Clemente VII con la deportazione forzata di contadini dalle campagne. Da qui, si sviluppò una sonorità nel parlare e un uso di alcuni termini particolari, tanto da far considerare il romanesco, più una “parlata” che un vero e proprio dialetto.

Il senso d’identità di un popolo passa attraverso l’uso della stessa lingua. E, quest’ultima, è composta dal suono delle voci delle persone che ognuno ha amato.

La ricerca del Ponentino Trio è focalizzata sul vissuto di chi vive le strade di Roma. Nelle strade si ama, si incontrano gli altri, si ammira il paesaggio e le bellezze della città, si condivide la convivialità delle celebrazioni e le sofferenze delle disgrazie. Una porta, una strada, una statua, come una canzone, una poesia, fanno parte dei ricordi dell’infanzia, delle emozioni significative familiari ed amicali di ognuno, che contribuiscono a creare il senso di identità. L’insieme di tutti questi vissuti identifica il popolo romano.

Lorenza Somogyi Bianchi
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