Come cambiano i tempi: l’approccio nella generazione delle chat e facebook

Sembra passato un secolo da quando i maschietti dovevano armarsi di tanto coraggio per conoscere la ragazza che tanto li aveva colpiti con un sorriso, uno sguardo o un gesto che ispirava chissà quali fantasie. E in realtà, se ci si riflette un attimo, è appena un ventennio il lasso di tempo che separa la generazione di cui sopra dalla generazione delle chat senza registrazione, delle webcam e di Facebook.

Ma come sono cambiate le modalità di approccio oggi tra ragazze e, perché no, tra adulti?

Già il telefonino, che ha visto una diffusione capillare negli ultimi 12-15 anni, ha modificato radicalmente il concetto di approccio, alleggerendo di molto il carico di “coraggio” e sfacciataggine necessario per instaurare un primo contatto, posto che la stessa cosa, con le dovute proporzioni, vale sia per l’uomo che per la donna.

Il filtro di uno schermo, infatti, prima il cellulare, poi pc, chat, tablet e chi più ne ha più ne metta, ha permesso di azzerare tutti quegli elementi di presunta debolezza che si manifestano (manifestavano) in un primo approccio: voce tremula, silenzi imbarazzante, rossore in viso, sudore, gesti impacciati, che palesano (palesavano) una certa fragilità e umanità che oggi, la società digitale, non può e non vuole permettersi.

Ed è così che si moltiplicano i canali di comunicazioni digitale che sono allo stesso tempo dei canali di sfogo non solo per essere chi si vuole, ma per inventarsi o divertirsi ad inventare nuovi e postmoderni modi di essere e di agire: se prima infatti era quasi uno scandalo manifestare anche solo la propria omosessualità, oggi le chat donne o le chat per soli uomini sono tra le più frequentate. Ben venga la diversità e la libera espressione, purché questi non diventino bacini di perversi giochi di adescamenti che, ahinoi, troveranno sempre modo di venire a galla. Digitale o meno che il mondo sia.

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