VIGNALE (PROGETT’AZIONE): CAMBIAMO LA CULTURA ANTICACCIA ORAMAI TROPPO RADICATA IN PIEMONTE

Domenica la caccia aprirà. Con le delibere che verranno approvate nel pomeriggio di domani si potranno cacciare ungulati, lepri, mini lepri e fagiano. Non è il calendario che avremmo voluto, ma in Piemonte cambiare la cultura anticaccia è una difficoltà a cui non ci sottraiamo e che affronteremo con una nuova legge sulla quale, insieme all’assessore Sacchetto, stiamo già lavorando.

In una Regione in cui da oltre 25 anni c ‘e’ chi vorrebbe abolire l’attività venatoria, non bastano pochi mesi, né il lavoro di un assessore e di alcuni consiglieri, per debellare una cultura anticaccia profondamente radicata.

Soprattutto in queste settimane sarebbe servito un impegno unanime da parte dell’intera maggioranza per sostenere l’attività venatoria in Piemonte.

È proprio su questi temi infatti che il centro destra, al governo della Regione, deve saper tralasciare simpatie e posizioni ideologiche per proporre in modo compatto una cultura della caccia più sana, che riesca finalmente a inquadrarla come risorsa e non come problema.

Per questo motivo sono convinto che il presidente Cota con un atto di responsabilità non accetterà le ventilate dimissione dell’assessore Sacchetto.

Di fronte agli eventi di questi giorni l’unica incapacità è quella di chi non si rende conto che in queste vicende prima della caccia gli unici sconfitti sono gli agricoltori e tutti i lavoratori dell’indotto venatorio che dovranno subire, da un punto di vista economico, un parziale ritardo dell’avvio della stagione venatoria.

Gian Luca Vignale
Presidente della Commissione Caccia Regione Piemonte.

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