Progett’Azione propone un Piano Salva-Piemonte

 

“Non solo un patto di legislatura tra le forze politiche ma un progetto condiviso con tutte le realtà economiche e sociali della regione”. Progett’Azione chiede di individuare gli obiettivi strategici su cui puntare per rilanciare occupazione, crescita, reddito e profitto: per esempio nei settori della green economy, dell’ICT, dell’integrazione tra la ricerca e la sperimentazione universitaria per una buona sanità pubblico-privata

“Serve una forte assunzione di responsabilità, per consentire ai cittadini piemontesi, alle famiglie e alle imprese di poter contare su una buona politica, in grado di contribuire a far ripartire la produzione e lo sviluppo nell’interesse di tutta la collettività”. Così Maria Teresa Armosino, presidente dell’associazione Progett’Azione, al termine della riunione di maggioranza con il presidente Cota venerdì scorso (20 luglio) a Torino aveva sintetizzato la necessità di mettere da parte le polemiche e di lavorare tutti insieme con spirito costruttivo nell’interesse del Piemonte. E oggi il capogruppo in Consiglio regionale Angelo Burzi chiede “un Piano Salva-Piemonte condiviso con tutte le realtà economiche e sociali della regione”. Non è più il tempo delle schermaglie e degli arroccamenti, perché la situazione socioeconomica richiede un impegno corale per affrontare un’emergenza che diventa sempre più pesante.
Per Progett’Azione è indispensabile il recupero di efficienza della pubblica amministrazione, a partire da quella regionale: per evitare il default ma anche per reperire risorse da destinare allo sviluppo. Via dunque con la dismissione, urgente e indifferibile, di una parte consistente e non strategica del patrimonio pubblico e con l’immediata gestione privatistica degli asset non immediatamente alienabili. Il recupero di efficienza passa anche attraverso un migliore impiego del personale che lavora nel pubblico, valorizzando merito e professionalità: dunque si apra alla mobilità interna, tra amministrazioni diverse, tra contratti diversi, tra territori diversi. Perciò non tagli, ma riorganizzazione per il recupero di efficienza.

Di solo rigore però si può anche morire e per questo Progett’Azione propone di individuare gli obiettivi strategici su cui puntare per rilanciare occupazione, crescita, reddito e profitto: per esempio nei settori della green economy, dell’ICT, dell’integrazione tra la ricerca e la sperimentazione universitaria per una buona sanità pubblico-privata. Le opportunità non mancano e Progett’Azione chiede a tutte le forze economiche e sociali del Piemonte di impegnarsi per sfruttarle a fondo, per evitare nuove tasse regionali e per far crescere il Piemonte.

 

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