Sclerosi multipla: quanto conta la ricerca

Tutti sanno che la sclerosi multipla è una delle malattie più insidiose del nostro tempo; solitamente inizia con un offuscamento della vista, un formicolio alle estremità e con una progressiva perdita di sensibilità sino a sfociare in una stanchezza prolungata che va degenerando.

Oggi in Italia sono all’incirca 65mila le persone colpite da sclerosi multipla, con una particolare incidenza in alcune regioni come ad esempio la Sardegna, dove si registra un caso ogni 700 abitanti.

Le medicine oggi utilizzate per tenere sotto controllo la malattia e per alleviarne i sintomi incidono per una spesa nazionale pari a 2.2 mld all’anno, circa 34mila euro a paziente.

Dal punto di vista medico si interviene soprattutto sull’infiammazione che viene causata dal sistema nervoso centrale, tramite l’impiego di cortisonici ai quali si sommano altri farmaci per il trattamento della malattia a lungo termine.

Per quanto concerne le fasi ambientali, queste sono ancora in fase di studio, mentre non è stata ancora appurata la trasmissione genetica della malattia e l’eventuale influenza di fattori esterni che potrebbero portare ad un forte indebolimento immunitario.

Solitamente la malattia si manifesta tra i 15 e i 50 anni, sebbene la fascia di età più colpita sia quella tra i 20 e i 30 anni; inoltre la sclerosi multipla sembra colpire principalmente le donne, con un rapporto di 3 a 1 rispetto agli uomini.

Ogni anno in Italia sia fanno circa 1.800 nuove diagnosi e una persona ogni 1.000 viene colpita dalla malattia.

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