L’Irlanda di cui ci siamo innamorati

Il 23 giugno prossimo Kay McCARTHY sarà in concerto a Villa Ada a Roma per Roma incontra il Mondo (www.villaada.org) con un concerto dal titolo emblematico e provocatorio: “I can’t stop singing, but I will…”. Al suo fianco Piero Ricciardi: a bodhrán e cnámha; Susanna Valloni a flauti, ottavino, tin whistle; Cristinao Brunella al violino; Fabio De Portu alla chitarra; Stefano Diotallevi a pianoforte e tastiere. In programma il suo repertorio più noto, di recente uscito peraltro con Quintessence (label Helikonia, distribuzione Egea).
 
Kay McCarthy è a tutti gli effetti la portavoce della musica irlandese in Italia e nei suoi concerti presenta il sunto di una carriera trentennale: un distillato dello straordinario repertorio cantato e raccontato fino ad oggi. Una carriera segnata da suoni ed album che hanno raccontato con passione e freschezza l’Irlanda, i suoi usi e costumi, le leggende. Una musicalità gioiosa capace di ammaliarci con toni melanconici e appassionati, che da anni cattura il suo pubblico.
 
Un viaggio tra le note di una voce e le corde di un’arpa, un viaggio tra tradizione orale e misticismo, tra natura e protesta: un viaggio nella terra d’Irlanda.
La musica scorre nelle vene degli irlandesi e per comprendere quanto sia importante la musica per gli irlandesi basta pensare che l’Irlanda è l’unica nazione al mondo ad avere uno strumento musicale – l’arpa – come simbolo nazionale.
L’arpa è il primo strumento musicale citato nella letteratura irlandese e fin dal Medioevo é stato adottato come emblema ufficiale. La musica irlandese, importante espressione della musica celtica – accanto alla bretone, alla gallese, alla scozzese e alla galiziana- è rappresentata da melodie raffinate ispirate anche alle saghe degli antichi bardi.
 
 
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Kay Mc Carthy
 
Nata a Dublino ma italiana d’adozione, Kay McCarthy è da oltre trent’anni portavoce della tradizione musicale irlandese.  Artista apprezzata sia in Italia che all’estero, Kay si contraddistingue per lo stile musicale unico, espressivo ed elegante, ma al contempo lontano dalle mode edagli standard del mercato.
Ma facciamo un passo indietro fino alla nascita della passione di Kay  per il canto e per la musica in generale. Fin da bambina la nonna materna le cantava antiche melodie irlandesi, alimentando così quellapassione che già l’animava. La nonna la incoraggiava a cantare cercando di infonderle quella sicurezza che negli anni le è servita ad emergere in un mondo difficile quale è quello della musica, senza peraltro diventarne schiava.
Il repertorio di Kay Mc Carthy, considerato tra i più interessanti nell’attuale panorama della musica irlandese, si compone di melodie tradizionali alle quali si aggiungono brani di sua composizione, spesso ispirati a tematiche di denuncia sociale. Kay ancora oggi è legatissima all’Irlanda – sua terra natia – da cui trae ispirazione. Questo perché il forte e appassionato rapporto che lega gli irlandesi alla musica musica della loro terra affonda le sue radici nella storia stessa del paese. Nella tradizioneirlandese, infatti, le canzoni rappresentavano un mezzo per raccontare, tramandare e far viaggiare velocemente per tutta la nazione non solo le gesta degli eroi d’Irlanda, ma anche la vita di tutti i giorni, con i suoi problemi e le sue ingiustizie.
La prima formazione guidata da Kay McCarthy nasceva trent’anni fa e l’attuale ensemble l’opera di ricerca e di proposta musicale che ebbe inizio con uno spettacolo al leggendario Folkstudio di Roma. Oggi Kay è alla guida di un gruppo di cinque strumentisti italiani di formazione classica, che hanno appreso lo stile musicale irlandese attraverso l’ascolto e l’insegnamento della cantante Dublinese.
Ma tracciamo un rapido excursus della carriera musicale di Kay, la cui storia è costellata di successi, a partire dalle performance degli anni ’70 fino all’incisione del primo album, nel 1978. A questo è seguito, nell’82, il Tour con i Chieftains e la realizzazione di un secondo lavoro discografico. Si tratta di una fase di grande fervore artistico caratterizzata dalla partecipazione a Festival, Rassegne e Tournée. Punto d’arrivo è il cd “Arís” del 1995 a cui l’anno successivo seguì “Níl Sé ‘na Lá”, distribuito da un autorevole settimanale con oltre 100.000 copie vendute. Nel ‘98 esce l’album “Fadó, fadó…”, intriso di melodie orchestrali ricercate, dove la voce di Kay McCarthy  esprime una straordinaria vocalità, per certi versi magica e fatta di carezzevoli dolcezze e malinconie, di emozioni dai ritmi trascinanti e suggestivi. Nel 2000 esce un Cd di brani inediti, dal titolo “AM”; e ancora nel 2003, la prestigiosa rivista bimensile World Music pubblica una ri-edizione del CD “Stormy Lullaby” che ha riscosso notevole successo di vendita. Sempre nel 2003  esce “Rìanta”, “tracce, percorsi, frammenti….”,  un cd dove il gruppo propone ben tredici composizionioriginali di grande fascino e suggestione.

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