Gli Acustimantico e il Concerto alla Luna

Il 4 giugno prossimo alle ore 20.00 gli ACUSTIMANTICO saranno al Parco della Caffarella di Roma (ingresso L.go Tacchi Venturi, entrata a sottoscrizione) per l’annuale Concerto alla Luna organizzato dall’Associazione Lorenzo Cuneo.

Una nuova occasione per ascoltare vecchi successi, ma soprattutto i brani del recente TEMPO DI PASSAGGIO, la nuova creatura discografica di questo storico gruppo italiano uscita di recente per Helikonia: ritmi coinvolgenti e ballate suggestive, frammenti di pianoforte e musiche dal mondo. E una sorprendente cover dei CCCP di Giovanni Lindo Ferretti: a sette anni dal precedente album, tornano gli Acustimantico con un nuovo disco e nuove storie da raccontare.

Sette anni in cui questo gruppo di poeti e musicisti si è guardato intorno ed ha osservato il mondo, ne ha raccolto suggestioni, ne ha respirato i ritmi e i pensieri.

Il titolo del disco – che è anche il titolo del brano voce-chitarra che chiude il lavoro – si riferisce a una sorta di sospensione, ma anche di cammino, di attraversamento. Tempo di passaggio è una riflessione libera, non didascalica (c’è sempre un non-detto nell’arte di Acustimantico), sul tempo che viviamo: difficile, sconnesso, “diviso”, per molti versi oscuro e tuttavia entusiasmante. Un tempo di crisi della società, della cultura, dell’arte, dell’esistenza, di molti progetti rivelatisi illusori, ma che ha in sé gli elementi e la potenza per un profondo cambiamento. Su tutto aleggia quella che è da sempre la filosofia degli Acustimantico: il sogno che si incontra con la realtà alla ricerca delle ragioni di una nuova utopia. Come recita un versodella title-track: “fare l’elogio dei castelli in aria”.

Nel dettaglio di Tempo di Passaggio

Un evento di cronaca di grande importanza occupa, nel disco, un luogo privilegiato: è la cosiddetta “primavera araba”, alla quale è dedicata la trilogia Punk islam (avvincente cover dei CCCP), Piccolo carro di frutta in fiamme e Libano. Una vicenda che nasce dalla storia di Mohamed Bouazizi e del suo carretto ambulante di frutta: lapolizia lo sequestra, per l’ennesima volta, e allora Mohamed protesta, urla la propria rabbia, si da fuoco, muore. Così, quelle fiamme, quelle urla, quel gesto estremo attraversano l’intero Nord Africa e il Medio Oriente facendosi rivoluzione.

Le fiamme che avvolgono Mohamed e il suo piccolo carro di frutta diventano l’occasione, artistica e culturale, per riflettere su un frammento importante dei tempi presenti, sul mondo che cambia, sulle sfide contemporanee della democrazia, sulle cose che ci avvicinano alla gente del Mediterraneo (la musica, le danze, la voglia di essere giovani e cambiare il mondo) così come sulla necessità di costruire, nelle differenze, un destino comune. “A Istanbul sono a casa”, cantava in Punk islam Lindo Ferretti. “Le lingue si imitavano, si mescolavano” cantano gli Acustimantico in Libano.

Attorno a questo nucleo di cronaca si snodano le tante storie del disco, ricche di stili, temi, spunti letterari e musicali, nella pura estetica Acustimanticoeppure non prive di momenti estranianti e di sorprese.

Itemi letterari vanno dall’esempio illuminante dei maestri (Il buon insegnamento) al valore salvifico delle canzoni e dell’arte (Assoluto); dal coraggio di disobbedire, correre il rischio (Il cane infedele) all’esperienza del disorientamento (Psico A); dalle trasformazioni della storia (Libano, Piccolo carro di frutta in fiamme, Punk islam) alle trasformazioni della vita (Canzone di Giugno, Febbre alta, Canzone del fiore di pietra, Canzone del mattino), fino all’elogio del coraggio e della speranza che, con la title-track (Tempo di passaggio), chiude il disco.

Quanto agli stili, sono ricchi e multicolori come al solito, sebbene attraversati da quelle note unificanti che sono uno dei marchi di fabbrica di Acustimantico: le marcette e le grandi melodie di Canzone di Giugno e Il buon insegnamento, le ballate sognanti di Febbre alta e Canzone del fiore di pietra, il delicatissimo folk notturno di Assoluto, i toni malinconici di Libano, la rumba ubriaca de Il cane infedele, la frenesia di Canzone del mattino, il punk rivisitato di Punk islam, i ritmi e la melodia mediorientale di Piccolo carro di frutta in fiamme, la psichedelica e il free jazz di Psico a, la pura ballata d’autore di Tempo di passaggio. E poi frammenti di pianoforte, lampi di avanguardia e improvvisazione, poesie, piccole citazioni famose. E soprattutto l’idea che la musica non sia un passatempo ma un “tempo di passaggio”, che porta con sé le gioie e i dolori, la voglia di cantare/ballare e il bisogno di riflettere. Le ferite del tempo e le sue medicine.

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