Inaugurazione del Monumento agli Antichi

Si inaugura il prossimo 13 Maggio, a Due Carrare (Pd), il Monumento agli Antichi: la Rotatoria di Via Dell’Industria a Cornegliana sarà allestita con diversi elementi scultorei, tra cui la bellissima “Dama degli Alberi”, opera dedicata alla Madre Terra e a Reitia, antica dea dei Paleoveneti. L’installazione, creata dalla scultrice Alessandra Urso (già autrice del Monumento simbolo delle Due Carrare del 2009) è il primo dei progetti ad ispirazione archeologica destinati al Parco Tematico del Vigenzone; con la sua collocazione sarà il punto di riferimento per chi vuole raggiungere l’Oasi Naturalistica che un giorno ospiterà il percorso monumentale, intitolato “La Valle degli Antichi”.Nel corso della cerimonia inaugurale, moderata dal giornalista Walter Lotto, verrà presentato il progetto, il video e il catalogo del Parco Tematico con introduzione di Paolo Luca Bernardini, docente di storia e critico d’Arte, e Cristina Genesin, giornalista del Mattino di Padova. Tutta l’iniziativa è patrocinata dalla Regione Veneto e dalla Provincia di Padova, per l’importante aspetto di valorizzazione culturale, turistico e ambientale del territorio delle Due Carrare. Invitati alla cerimonia il Governatore del Veneto Luca Zaia e il Presidente della Provincia di Padova Barbara Degani. L’opera della rotatoria ha potuto essere realizzata grazie al contributo essenziale di molti sponsors, che sostengono la promozione del progetto: Ditta Errezeta, Ditta Cimel, Ditta LM Alimentare, Ristopizza Re di Mezzo, Ditta Litek, Banca di Credito Cooperativo di Cartura, Banca di Credito Cooperativo di Sant’Elena e Centro Veneto Servizi.L’appuntamento è in Casa dei Carraresi alle 10,00 a Due Carrare, per proseguire presso la Rotatoria di via dell’Industria, dove alla scopertura dell’opera seguirà un buffet. Per l’occasione la viabilità sulla statale sarà limitata, per consentire a tutti di parcheggiare l’auto. (…) Convinta che la natura è un bene cui l’individuo può rinunciare solo perdendo una parte di se stesso - quindi, con autentico spirito ambientalista, alterandola senza ferire la sua stessa essenza e lasciando un’impronta in linea con la storia insieme alle identità sociali e culturali dell’area – la scultrice Alessandra Urso ha pensato ed elaborato il progetto del Parco tematico del Vigenzone, sostenuta dall’Amministrazione comunale di Due Carrare, tra non poche difficoltà in tempi in cui la cultura è a finanze zero. (…) Frammenti di arte e di memoria storica in cerca di una condivisione con la natura, espressione dell’essere umano che entra in contatto con essa in un rapporto di dialettico confronto: di inclusione, non di esclusione. Così l’arte potrà palesarsi in un paesaggio ancora non devastato, pur perimetrato da un mondo _ per molti aspetti orribile _ che vive, ogni giorno, la metamorfosi di uno sviluppo senza costrutto. (…)Cristina Genesin - Giornalista de “Il Mattino di Padova” (…) I percorsi della storia e dell’archeologia si intrecciano con quelli del mito, li correggono, o cercano di farlo. Si correggono e si combattono tra di loro, supportati di volta in volta da nuove scoperte archeologiche, nuove ipotesi, smentite, contese accademiche, e ogni tanto si spingono nel circuito mediatico, e richiamano un interesse generale. Reitia, la Reitia di Alessandra, è dea della fertilità, soprattutto. La pietra su cui siede è un ventre, che si apre ad anello e allude all’atto meraviglioso della nascita. E anche a quello del concepimento. La Reitia madre assoluta, madre terra, non potrebbe desiderare forma migliore, una forma confusa e caotica, apparentemente, non necessariamente femminile. Non necessariamente umana. La Madre per eccellenza è la terra, è circolare, forse, forse no. Deve solo lasciare uno spazio d’uscita, per le sue creature (…) La Reitia senza forme restituisce alla luce una Reitia aggraziata e sinuosa, l’idea di femminilità, a noi tutti nota, da noi tutti amata, che nasce dalla femminilità originaria, non un’idea, ma una forza, non una forma, ma una sostanza. Visibile, solo perché l’artista si sforza di renderla tale. (…) Paolo Luca Bernardini – Università dell’Insubria, Como

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