Consorzio CARPI tra i protagonisti di PLAST 2012

CARPI, consorzio “di sistema” sussidiario al sistema vigente in Italia, che riunisce alcune delle più importanti realtà nazionali che operano nell’ambito della raccolta, del riciclo e della produzione di materie plastiche provenienti da superficie privata, sarà tra i protagonisti della prossima edizione di PLAST, la più importante fiera al mondo dedicata all’industria delle materie plastiche e della gomma, che si terrà a Rho FieraMilano dall’8 al 12 maggio 2012.

CARPI sarà presente con un proprio spazio espositivo al padiglione 11 stand C15, dove presenterà le proprie attività e iniziative per ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti in plastica su tutto il territorio nazionale, principalmente attraverso il riciclo degli imballaggi in plastica secondari e terziari e, più in generale, di quelli che non rientrano espressamente nel circuito dei rifiuti urbani e/o domestici.

La manifestazione sarà inoltre l’occasione per promuovere il Codice Etico di PLASTIC ECO VILLAGEtm (PEV), il sistema di certificazione su tutta la filiera del riciclo della plastica (raccoglitori, riciclatori, produttori) sviluppato dal Consorzio CARPI, finora rivolto alle sole consorziate CARPI e oggi aperto a tutte le aziende del settore che prestano attenzione alla sostenibilità ambientale.

Plastic Eco Villagetm favorisce l’impiego di plastica riciclata di qualità, mettendo a disposizione del consumatore tutte le informazioni sensibili sull’identità del prodotto, con particolare attenzione alla gestione del fine vita, al risparmio di fonti non rinnovabili, alla riduzione delle emissioni climalteranti. La certificazione Plastic Eco Villagetm viene assegnata a quelle aziende in grado di garantire il rispetto delle norme vigenti, l’effettiva rispondenza dei prodotti ai requisiti qualitativi dichiarati, la sostenibilità dei propri processi produttivi e la territorialità delle proprie attività. Per ottenere il marchio, sottoposto a verifica di TUV Italia, le aziende devono dimostrare di approvvigionarsi di materie prime seconde provenienti da filiera corta, ovvero almeno il 60% entro 150 km (nel caso della raccolta dei rifiuti) o 250 km dalla propria sede (nel caso di riciclatori e trasformatori).

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