“La voce della musica” & “Round About Township”

In occasione della

XVII Edizione Festival Jazz Vicenza

Alla Fiera dell’Est: sulle rotte di Marco Polo e Thelonious Monk

A ViArt due mostre

Dal 27 aprile al 13 maggio 2012 al piano mezzanino e nobile di ViArt

Inaugurazione venerdì 27 aprile, ore 17.30

La voce della musica. Da una grande passione per il collezionismo nasce il Museo Tibaldo. Una passione coltivata da Giancarlo Tibaldo, che in oltre quarant’anni ha messo insieme un tesoro fatto di oltre 10.000 pezzi perfettamente funzionanti, della storia dei mezzi della comunicazione audio – video – musicale, della scienza e della tecnica.

In tutti questi anni ha raccolto e custodito con cura un patrimonio di portata internazionale, che spiega l’evoluzione della
comunicazione in oltre 200 anni di storia.

L’industria per la costruzione dei piani a cilindro nasce nel Novarese e si espande via via in molte altre parti del paese. Fra i
primi nomi di particolare evidenza furono: i Fratelli Ottina Pellandi di Novara; De Vecchi di San Michele (VR); Martelletti di Casale Monferrato, ecc.

Agli inizi furono costruiti i piani a sedia con caratteristiche simili ai piani a coda, pesavano circa 45 Kg ed erano
trasportati a tracolla dai suonatori ambulanti assieme ad un cavalletto sul quale venivano appoggiati. Questi strumenti a seconda delle varie regioni prendevano definizioni diverse: ad esempio a Napoli erano chiamati “pianini”, in Lombardia e Francia “organetti da barberia”, nel Veneto “verticali”, in altri luoghi semplicemente “organi” o “pianole”. Si passò presto alla costruzione dei piani a cilindro verticali, dotati di leva a mano e successivamente di motore a manovella. Per il cambio dei brani musicali in un primo momento si ricorreva ad un perno che nel 1970 circa venne sostituito da una leva che comandava una camme a volte chiamata lumaca. Il nuovo sistema consentiva di poter scegliere con una certa rapidità, attraverso l’indicazione di un numero, il brano musicale che si desiderava ascoltare. Contemporaneamente in Germania ed in Austria si cercavano soluzioni alternative in direzione di organi a cilindro o ad armadio funzionanti con sistema a pesi o a molla. Nei primi anni del 1900 i
cilindri vennero completati con l’aggiunta del suono delle campane, della batteria, delle nacchere e dei mandolini. Strumenti così complessi venivano noleggiati o venduti ai gestori di locali pubblici. Questo genere di industria continuò a svilupparsi fino ai primi anni ’20 ma a partire dal 1877 con l’invenzione del fonografo e successivamente del grammofono, il destino di uno
dei più romantici degli strumenti musicali, attorno al quale oltre un secolo di vita sociale era trascorsa, era praticamente segnato.

Round About Township. In occasione della XVII edizione del Festival Jazz Vicenza e in collaborazione con la manifestazione Dire Poesia 2012, a Viart, Pino Ninfa presenta una sintesi fotografica molto efficace del suo lungo rapportarsi con
il mondo del jazz ma soprattutto di quello che lui stesso definisce come il progetto di “raccontare la musica”.

Prima ancora di osservare queste fotografie bisogna immaginare qual è lo spazio d’azione – quello propriamente fisico più che
quello psicologico – di cui il fotografo può disporre. La sua esiguità, più che un limite, sembra per Pino Ninfa uno stimolo che gli permette di cercare nuove soluzioni, lo induce a non ripetersi, lo spinge a modificare prospettive e angoli di visuale, dove riesce con maestria a far emergere una costante a lui cara, quella di voler cogliere la realtà musicale in tutta la sua completezza.
Più si osservano queste belle immagini, più ci si accorge che Ninfa sceglie di muoversi a trecentosessanta gradi, alternando gli sguardi ma conservando nella diversità, il segno di uno stile personale, riuscendo ad evocare tutta la struggente bellezza della musica.

Domenica 6 maggio, ore 18.00 reading Natalia Molebatsi (Sudafrica)

introduce Marco Fazzini con Claudio Fasoli (sax & electronics) e
Simone Serafini (contrabbasso)

 

ORARIO: martedì, giovedì, sabato, domenica 10:00-12:30-15:00-19:00; mercoledì,
venerdì 15:00-19:00. INGRESSO LIBERO

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