Mostra fotografica di Norma Picciotto: Tracce del Tempo

Nel contesto della Festa del Libro Ebraico in Italia, Norma Picciotto è presente con la mostra fotografica:

TRACCE DEL TEMPO, dal 28 aprile al 1° maggio 2012

 

Inaugurazione sabato 28 aprile ore 22: Chiostro di S. Paolo, Piazzetta Schiatti

prosegue sino al 1° maggio in orario continuato 10-24.

“Tracce del Tempo” è un atlante personale giocato sul filo dei ricordi e delle emozioni, è il racconto di un viaggio nel mondo, e un percorso di autoanalisi dentro la storia e i vissuti dell’autrice. Un viaggio che l’ha portata anche sulle tracce delle proprie radici ebraiche, in Israele. Le immagini si offrono come apparizioni, come un esercizio poetico in cui si fondono liberamente, quasi fluttuando, incontri e ricordi, sogni e visioni oniriche. Vi è sempre una bolla di sapone che, simile a una lente d’ingrandimento un po’ magica, incornicia i suoi ritratti o sottolinea particolari di luoghi ed elementi significativi della storia e della cultura ebraica.

Norma Picciotto è nata da un’antica famiglia sefardita di mercanti che viaggiava per il Mediterraneo tra le sponde del Nord Africa e il vicino Oriente. E’ normale che nelle sue opere questa identità emerga continuamente.
E’ come un rovello interiore che si manifesta in un pensiero, in uno scatto fotografico, in uno sguardo, in una reminiscenza, come fosse lo sfondo dell’anima: Masada, le tombe dei Patriarchi ad Hebron, i rotoli del Mar Morto, Tel Aviv che sorge dal deserto ne sono l’espressione compiuta.
Norma parla del suo mondo interiore, racchiuso in una bolla trasparente: è come se ci parlasse dalla sua pancia, fattasi trasparente come nell’antico Midrash. Da quell’oblò della coscienza lei guarda fuori il mondo che la circonda, ma allo stesso tempo permette allo sguardo degli altri di penetrare dentro di lei. E’ una grande operazione di comunicazione che affascina e rapisce.
Venuta dal mondo della fotografia giornalistica, dove lo scatto tende a rapire l’attimo che fugge senza fare domande alla realtà che si sta immortalando (una realtà che si potrà percepire, a distanza, solo dal contesto) ora, nella sua maturità, l’autrice posa sguardi più meditati sulla realtà. E quando la realtà non le piace la lavora, la trasforma, la trasferisce in mondi lontani.
Questa possibilità, regalata dal computer all’arte fotografica, è da lei sfruttata a fondo.
Ecco che abbiamo davanti a noi 38 opere, frutto di un grande lavoro di sintesi operato su migliaia di scatti fatti in tutto il mondo, che lei percorre in lungo e in largo in cerca di ispirazione.
Al centro, con i suoi occhi, con il suo corpo, ora giovanile, ora maturo, c’è lei che si racconta e ci racconta i suoi sentimenti, una specie di diario per immagini.
Ogni opera fotografica è inserita in un contesto logico, sembra quasi che ognuna di esse non possa stare da sola senza la sua seguente o senza la sua antecedente tanto la narrazione di sé è serrata.
I contesti scelti da Norma come sfondo sono ora il deserto, ora le grandi città, ora i grandi fiumi dell’Amazzonia, ora i muri sbrecciati delle antiche case marocchine, luoghi carichi di valori e testimonianze ai quali conferisce leggerezza immettendovi bolle trasparenti e flottanti nelle quali troviamo lei e, quasi, entriamo anche noi.
Per migrare con l’immaginazione in un “altrove” di sogno.

Liliana Picciotto, Gennaio 2011

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