L’interruzione del Silenzio – Mostra di pittura di Fernando Pietropoli a Lazise

L’artista veronese Fernando Pietropoli (www.fernandopietropoli.it) inaugura il 30.3.2012 il ciclo annuale di mostre di pittura previste dal Comune di Lazise (VR) presso la Sala Civica, con l’esposizione delle sue opere più recenti raccolte sotto il titolo “L’interruzione del silenzio”. L’autore, formatosi presso l’Accademia Cignaroli di Verona e associato alla storica Società Belle Arti di Verona, propone la sua pittura di elezione, di impronta lirico informale e materica, accanto ad alcune forme di espressione figurativa. La mostra sarà visitabile dal 30.3 al 5.4.2012 con orario 10-21; sabato 31.3 e domenica 1.4 con orario 10-23. Ingresso libero.

Sogno all'ombra della ragione-T.mista su cartone-cm.75x98-2010

L’interruzione del silenzio, ovvero, la fruizione dei contrari

Parlare dell’arte di Pietròpoli significa entrare nel mistero insondabile dell’Idea dell’opera, nel lavoro tenace che sorregge creatività e creazione, nell’emozione, nella passione profonda che anima la sua vita artistica e privata.
La sua pittura può essere letta come un viaggio che sfida le opache frontiere dell’irrealtà e della finzione. Per lui il mondo è uno specchio aperto alla fruizione dei contrari, un pozzo forgiato nella grammatica della materia. Proiettato verso il cosmo lungo le orbite della propria interiorità, Pietròpoli dilapida il colore ove arde la terra, ove si bagna l’infinito e il finito si annulla. In ogni granello di sabbia o ruga di resina sottostanti al colore vi è un mondo in cui vicinanza e lontananza, presenza e assenza, memoria e speranza l’una all’altra si sovrappongono. Situazione questa indispensabile affinché possa sprigionarsi l’archetipo personale, e perché istanze rimosse si affermino proclamando l’intera illogicità dei nessi consertati alla pellucida trasparenza del segno.
Con una pittura estremamente inclusiva, capace cioè di dare espressione a qualunque soggetto, Pietròpoli dipinge come quando ha fame, come quando ha sete, dimenticando qualsiasi comodità. Si spoglia del giorno ed entra nella notte senza bisogno di nulla. Egli è pura pittura in ogni suo atto, in ogni sua scelta, in ogni sua mancanza, in ogni sua noncuranza, nelle stranezze che lo rendono scomodo e amatissimo allo stesso tempo per i continui strappi di meraviglia prodotti dall’abbandono del luogo comune. La sua è infatti una pittura agìta che lo rende refrattario al calcolo e all’opportunismo, e che si atteggia, all’opposto, come un’autobiografia, distillata istante per istante e che scomodamente ci attende là dove non ce lo saremmo mai aspettato.
Il dipingere di Pietròpoli è l’interruzione del silenzio, che egli sposta come un corpo sposta l’acqua nella quale si immerge; è la continuazione di un “rumore”, cosicché anche l’Ascolto diventa condizione necessaria per comprendere le sue creazioni. Aderendo totalmente al concetto di Movimento della Materia, lo stesso che si esprime nel fuoco di Eraclito o nella colonna di Brâncuşi, egli è riuscito a toccare persino chi sulla pittura non si è mai soffermato. E ciò in virtù di un’opera che scuote, che non lascia indifferenti e che “serve”, come in una tragedia greca attuale, attualissima, di tutti noi uomini smarriti nel tempo.
Maria Gabriella Morello
Marzo 2012

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