Visioni – Norma Picciotto

inaugurazione mostra fotografica

Comune di Gozzano-Marzo in Rosa 2012

Mostra fotografica di

NORMA PICCIOTTO
VISIONI
Dal 24 al 31 marzo 2012

In questa nuova mostra Visioni, Norma Picciotto prosegue con rigore e originalità creativa la sua ricerca artistica e spirituale. In lei, infatti, il mezzo fotografico si rivela strumento di indagine interiore, veicolo per un viaggio mistico fra gli archetipi e le visioni che sorgono dalla profondità della psiche.
L’ autrice lavora sovrapponendo fotografie scattate in luoghi e tempi diversi: immagini tratte da contesti differenti si trovavano così ricomposte attorno e dentro una bolla di sapone simile a una magica lente d’ingrandimento. Tale bolla agisce come un cristallo oculare in grado di osservare e interrogare il segreto che si nasconde entro le innumerevoli immagini del mondo: immagini che paiono al tempo stesso affiorare dalla realtà circostante e dai recessi dell’inconscio collettivo.
Già nella mostra del 2011, Tracce del tempo, Norma Picciotto aveva assunto uno sguardo visionario per indagare il proprio passato e le proprie radici: e ne erano nate opere dove il ricordo autobiografico si fondeva e si ricomponeva con le immagini di un mondo ebraico, quale mondo originario e terra della memoria. Ora, rispetto alla ricerca precedente, il campo di indagine di Norma Picciotto si è dilatato e approfondito: oltre a interrogarsi sul proprio retaggio culturale e sul suo passato autobiografico intraprende una nuova odissea visiva fra le questioni ultime che da sempre agitano l’umanità intera. Perché la vita, perché la morte? Da dove veniamo e dove andiamo? Viaggiatrice dello spirito, Norma Picciotto affronta questi enigmi adottando uno sguardo che si fa mistico grazie all’utilizzo della lente a forma di bolla di sapone.
Quella lente infatti è come il famoso “terzo occhio” che, secondo gli antichi sapienti, permette di “vedere l’invisibile”, le relazioni nascoste fra le cose. Attraverso la lente i frammenti più disparati del mondo – onde marine e graffiti rupestri, antichi manoscritti, gabbiani, specchi d’acqua, palme e templi… – rivelano la loro nascosta natura di archetipi. Ricomponendosi e come ruotando attorno alla lente vengono a formare un nuovo, inaspettato insieme.
Tanto più inatteso, perché dall’interno della lente stessa affiora in trasparenza anche l’immagine di un volto: forse il volto dell’autrice stessa, forse l’archetipo di ogni volto umano. Un volto appena accennato, con due occhi dolci e dolenti che con fissità interrogano al tempo stesso il mistero del mondo e il mistero di se stessi. Ma quegli occhi enigmatici osservano anche noi che li stiamo guardando, così che ci sentiamo interpellati, invitati a intraprendere a nostra volta il grande viaggio verso l’ineffabile.
Gigliola Foschi

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