Diete dimagranti e reni

DIETA E INSUFFICIENZE RENALI

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diete dimagranti

I reni sono due organi situati nella zona lombare, hanno una forma a fagiolo e le cui dimensioni
sono circa 13 per 7 centimetri. Questi organi svolgono diverse funzioni: depurano il sangue
eliminando le scorie; equilibrano alcuni elementi nel nostro sangue, come potassio sodio e cloro;
controllano l’acqua nell’organismo; producono alcuni ormoni.
Diverse sono le malattie che interessano i reni (rene policistico, patologie dei vasi renali, glomerulo
nefriti, calcoli etc.) che possono portare con il tempo a un’insufficienza renale, cioè a un
malfunzionamento di questi organi.
L’insufficienza renale peggiora inesorabilmente, sebbene con tempi differenti da paziente a paziente
e in dipendenza dalle altre malattie, e può portare a una completa mancanza di funzionalità
dell’organo per cui è necessario il trapianto o una terapia come l’emodialisi o dialisi peritoneale.
Quando c’è uno stato d’insufficienza, i reni non sono più in grado di smaltire le scorie e quindi
occorre introdurre una quantità inferiore di queste, per non affaticare ulteriormente l’organo e per
non compromettere la salute dell’organismo.
In caso d’insufficienza renale, oltre l’assunzione di farmaci prescritti dal nefrologo, è necessaria una
dieta adatta povera di proteine, le quali introducono nell’organismo scorie azotate e sali minerali
non più smaltibili attraverso i reni. Una dieta ipoproteica, ipopotassica, iposodica e ipofosforica è in
grado di rallentare il corso della malattia aiutando a procrastinare l’utilizzo di terapie dialitiche.
L’insufficienza renale cronica ha diversi stadi di evoluzione e, quindi, differenti gradi di gravità, ed
è bene che per ogni livello della malattia corrisponda una dieta ad hoc. Ogni dieta deve bilanciare i
nutrienti necessari al sostentamento dell’organismo senza che si crei una penuria, sostituendo agli
alimenti vietati altri cibi con valori nutrizionali simili affinché i valori di azotemia, creatinina,
uricemia e fosforemia rientrino nei livelli accettabili.
Una dieta povera di proteine prevede una riduzione soprattutto di carne, pesce, uova, salumi
formaggi che contengono una grande quantità di questi nutrienti; anche i cibi di origine vegetale
quali pane, pasta, legumi, frutta e verdura contengono proteine ma non di alto valore biologico
come per gli alimenti di origine animale.
In commercio esistono, poi, alimenti aproteici, quindi senza proteine, che possono essere mangiati
da chi soffre d’insufficienza renale: pasta, pane, farina e altri derivati del grano.
Per tenere a bada la fosforemia, invece, bisogna evitare l’assunzione di alimenti ricchi di fosforo
quali: formaggi, legumi secchi, gamberi, frutta secca, tuorlo dell’uovo, le farine e la crusca. Altri
alimenti, pur contenendo fosforo, possono essere mangiati con moderazione per la presenza non
eccessiva di tali elementi: latte, yogurt, pasta e riso, cioccolato, vino, pesce, formaggi freschi.
Alimenti come verdura e frutta fresca, patate, miele e zucchero possono essere assunti in quanto
privi di fosforo.
Il potassio è contenuto nei legumi secchi, nei concentrati di pomodoro, frutta secca e conservata,
cacao amaro, patate e in alcuni tipi di frutta (melone, albicocche, banane); per ridurre il livello di
potassio negli alimenti è consigliabile cuocerli, dunque patate e verdure dovrebbero essere
consumate solo dopo lunga cottura.
Il sodio è invece presente principalmente nel sale da cucina, nei dadi, nella carne e nel pesce in
scatola, nei formaggi, nella pizza, nel latte in polvere, nelle olive e negli snack salati.
Poiché gli alimenti dannosi sono numerosi, una dieta completa, che soddisfi non solo il bisogno di
ridurre proteine e l’accumulo di sostanze dannose ma anche il gusto, sembra difficile. In realtà non
bisogna eliminare completamente tutti gli alimenti dannosi, ma ridurne il consumo entro valori
accettabili per l’organismo. Per fare questo è possibile rivolgersi al dietologo che con il supporto del
nefrologo può preparare una dieta personalizzata sia in base alla patologia sia in base al paziente,
senza eliminare dall’alimentazione nessun cibo e mantenendo al contempo un adeguato apporto
nutrizionale.

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