ROMEO E GIULIETTA A PORDENONE E BARGA

Giovedì 11 Maggio “Romeo e Giulietta” verrà presentato a Pordenone presso l’Auditorium Concordia. Inzio spettacolo ore 20.45       

Sabato 13 Maggio “Romeo e Giulietta” verrà presentato a Barga presso il “Teatro dei Differenti”. Inizio spettacolo ore 21.15

La Piccionaia – I Carrara 

“ROMEO E GIULIETTA”

allestimento e regia Mirko Artuso
 
con Andreina Bori   Gianluca Raffaele  Davide Favorido   Giorgio Dal Corso  Marco Tramontana  
Miriam Sech  Martina Turio   Sandro Andreato
 
adattamento drammaturgico Alessandra Cavallin   Simone Derai   Mirko Artuso
 
assistente di scena Cinzia Rupp
 
assistente alla regia Simone Derai
 
 
Non si può rinunciare alla propria diversità, si può solo battersi per affermarla. Romeo e Giulietta sono giovani, veri e totali, come le loro passioni.
 
LA VICENDA. Con un sentimento borghese, in una città, Verona, che si dovrebbe cambiare, nelle sue abitudini e le sue contraddizioni, si manifesta e si evidenzia l’estraneità dei protagonisti alla realtà che li circonda, la loro solitudine, l’incomunicabilità di fondo: ed è proprio questa diversità ad attrarli l’uno all’altra.
Qui è la storia dolorosa di Romeo e Giulietta, storia senza eroi, raccontata da chi a quei gravi dolori sopravvive: per Giulietta Madre Capuleti e anche suo padre, Padre Capuleti, e per Romeo, Benvolio, suo cugino, e Mercuzio, e per tutti Frate Lorenzo a ricordare la tragedia lamentosissima che fa eterna la memoria di quei morti bambini.
 
L’AMBIGUITÀ DELL’ADOLESCENZA. Pulsioni non ancora intaccate dalla responsabilità delle scelte, incoscienti, libere, leggere. Non sono solo le voci dei due sessi contrari e opposti, ma contengono tutte le voci che l’infanzia e l’adolescenza ascoltano. Come per Shakespeare, il canto degli uccelli, il rumore delle foglie, della luce, delle stelle. In Shakespeare i ragazzi parlano d’amore con la voce rivolta all’esistente e nutrita di esistente, sospesa di fronte alla necessità, spavalda di fronte alla morte.  Così anche per questi attori, con le loro immagini sono apparizioni di qualcosa che è oltre il concreto, che è tanto oltre che non è una cosa tangibile prima di diventare, trasformata, poesia. Come per Romeo e la sua Giulietta le loro stelle, la luna già fioca e pallida, l’allodola e l’usignolo, ma anche Mercuzio con la sua Mab.
 
EVOCAZIONE. La morte della giovinezza come cuore della vicenda. La soppressione, deliberata e ineluttabile, dei giovani in quanto giovani. Soppressione che tutti piangono, perché tutti sono stati ragazzi. Da adulti si porta la colpa del sopravvivere, dell’aver accettato una soluzione della vicenda che ha lasciato andare una buona parte del proprio essere, sognatrice e folle, ma capace di tollerare la morte di quella parte, che anche a distanza di anni però rimane come un ricordo della cosa più cara, l’unica che ci pare assomigliare davvero alla vita. Cosa rimane oggi di quelle vite coltivate nel dolore provocato dalla perdita? Risvegliate solo dal rimpianto dei figli morti.
Ciò che resta è solo la capacità di litigare per un po’ di prestigio e reputazione, di difendere una versione personale dei fatti. In realtà annichiliti da quel dolore, i testimoni possono solo guardare indietro e portare, nell’unico modo possibile, i frammenti di ciò che si è stati. 

I TRADIMENTI DELLA STORIA. È uno sguardo che sconfina dalla realtà questo che evoca immagini, apparizioni, agli occhi dei giovani, per cui la vita che deve ancora accadere è soprattutto immaginazione, e quindi confonde ciò che veramente accade con quello che è destinato a esistere solo come aspirazione.
 
Non sappiamo se tutte le generazioni si sentano tradite dalla storia allo stesso modo, ma è a questo sentimento di tradimento che vorremmo dedicare questo lavoro. 
 
Libero adattamento da La storia di Giulietta e Romeo Di G. Vacis, L. Curino, M. Paolini, R. Marasco. Spettacolo allestito da Laboratorio Teatro Settimo nel 1992.


 


La compagnia lavora stabilmente con Mirko Artuso  dal 2000, nella sede del Teatro Villa dei Leoni di Mira (VE), grazie al sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune e de La Piccionaia – I Carrara teatro stabile d’innovazione. Gli attori sono persone portatrici di handicap che hanno iniziato la propria formazione teatrale già prima della costituzione di questa compagnia, sotto la direzione di Artuso, in altri contesti (strutture socio sanitarie pubbliche o private).  La particolarità del gruppo che oggi mette in scena Romeo e Giulietta sta nell’aver scelto di  costituirsi proprio come compagnia teatrale professionale, che opera stabilmente al di fuori delle strutture sociosanitarie o ricreative.
Negli ultimi anni la compagnia è stata ospitata nei teatri italiani con gli spettacoli Un’Odissea e I Magnifici Quattro.
 
MIRKO ARTUSO  attore, regista, artista visivo
Nel 1995  ha intrapreso un percorso che tende a valorizzare l’incontro tra le persone, dedicando una parte importante della propria attività alla creazione di laboratori formativi e spettacoli con persone disabili.
Ha ideato il Progetto T&H (progetti teatrali tra disagio e sociale) nell’ambito del quale ha messo in scena tra gli altri: I Magnifici Quattro, Un’Odissea e Romeo e Giulietta.  Ad oggi il Progetto T&H si sviluppa in collaborazione con le seguenti strutture: Università di Ferrara, CSV di Ferrara, ULSS di Ferrara, Ass. Armunia Festival Riviera degli Etruschi di Castiglioncello (LI), Centro di Neuropsichiatria infantile ASL 4 di Torino, ULSS 9 di Treviso, ULSS 1 di Belluno, Arep (in collaborazione con Fabrica del Gruppo Benetton).
 
Inizia la sua attività di attore – narratore nel 1987 presso la compagnia Laboratorio Teatro Settimo di Torino negli spettacoli: Nel tempo tra le guerre, Libera Nos, La storia di Romeo e Giulietta (premio UBU 1991), Trilogia della Villeggiatura (biglietto d’oro 1994) diretti da G. Vacis. Si è formato lavorando in stretta collaborazione con attori come: Laura Curino, Marco Paolini, Eugenio Allegri. La sua ricerca artistica si basa sul continuo confronto tra il linguaggio poetico del teatro e l’interpretazione della realtà e dei luoghi, in cui si manifesta. Le sue creazioni muovono dalla necessità di raccontare. È  ideatore di eventi come Per filo e per Segno (Mogliano V.to, Treviso) e Il bosco nel Cappello, notte di racconti e musiche da mondi lontani (Giavera del Montello – TV).  Regista e ideatore  di progetti teatrali e performance multimediali tra cui: Greco cerca Greca da F. Durrenmatt (premio E.T.I 1995) Visioni e Barene con R. Biagiarelli e S. Buzzatti (Festival delle Ville, Venezia), Una serata anonima con la drammaturgia di Giulio Mozzi (produzione Fantaghirò di Padova) Il pranzo di Babette con L. Curino ed E. Toma (Operaestate Festival del Veneto), Ristorante Mediterraneo con M. Schuster e A. Meacci (Armunia Festival della Riviera, Livorno), Caffè…Caffè, spettacolo di teatro danza, Giorni Felici di S. Beckett. Attualmente come attore è impegnato nello spettacolo Yol e Ziveli dei Barbapedana e nel monologo Il racconto di Mattio, tratto dal libro di S. Vassalli ‘Marco e Mattio’. Debutterà nell’autunno del 2005 in coppia con di Natalino Balasso nella ripresa dello spettacolo Libera Nos, per la regia di Gabriele Vacis.
Conduce per  Operaestate Festival del Veneto il progetto triennale sulla Prima  Guerra Mondiale, come formatore e regista, realizzando nell’estate 2004 lo spettacolo La Grande Guerra; nell’estate del 2005 sarà realizzato lo spettacolo In questo paese offeso, profugo.
Per il cinema ha lavorato nel film Piccoli Maestri di D. Lucchetti.
 
 
informazioni:  340.3504553 e-mail teatridicarta@libero.it
 
 
 
 

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