Ferdinando Camon a PaRDeS con “La mia stirpe” per la mostra “Adamà. Cantica per la terra”

Mercoledì 29 giugno alle ore 18.30 incontro con lo scrittore Ferdinando Camon in occasione dell’uscita del suo ultimo libro “La mia stirpe” (Garzanti, 2011). Presentazione di Giancarlo Boccotti, letture di Anna Volpato.
L’evento è organizzato nell’ambito della mostra “Adamà. Cantica per la terra”, a cura di Maria Luisa Trevisan. Prima del’incontro sarà effettuata una visita guidata alla mostra alle ore 17.
Alla mostra “Adamà. Cantica per la terra” sono state collegate alcune conferenze al fine di approfondire l’argomento andando oltre l’aspetto ambientale, e allargare il discorso al territorio anche come luogo sociale, di contrasti generazionali e culturali. Questo per sottolineare come in “La mia stirpe” di Ferdinando Camon che ognuno di noi è tutti quelli che sono esistiti prima di lui e tutti quelli che esisteranno dopo.
Con quest’ultimo libro Ferdinando Camon ritorna ai suoi temi più cari. “La mia stirpe” è il racconto dell’immortalità attraverso la specie: il protagonista sente che, quando non ci sarà più, la nipotina che ora tiene in braccio lo farà rinascere, ma sente anche di essere stato presente, prima di nascere, nell’amore tra il ragazzo e la ragazza che saranno i suoi genitori.
È l’amore del primo Novecento, quando la ragazza temeva di restare incinta per il bacio di un uomo.
Ereditando le vite dei padri, il figlio eredita il dovere di realizzarne le missioni incompiute: vendicarsi per quel che han patito nella prima e nella seconda guerra, qui rievocate per squarci fulminei e potenti, e arrivare a un contatto con la più alta istituzione della Terra, custode e garante della verità in cui credono.
È la loro «gita al faro», l’impresa che dà un senso all’esistenza. Il padre e suo padre non ci sono riusciti. Ora tocca al figlio.
L’incontro col successore di chi ha portato la verità sulla Terra avviene davanti al Giudizio Universale di Michelangelo e trova le parole umili e commosse delle grandi narrazioni mistiche.

«Lavorare in campagna. Lavorare la terra è un lavoro sano, ed è scritto nel Vangelo. Se uno ha un campo, può segnarlo con un puntino sul mappamondo.
Ma se uno ha una cattedra all’università, cosa segna? Una guerra distrugge le città, ma non distrugge la terra. Non sei pentito di quel che fanno i tuoi figli?», «Sono contento, perché fanno quel che vogliono», «Non ti riconosco più! Non sei mio figlio! Non voglio avere un figlio così!».
In quel disconoscimento sentivo una condanna biblica, come se mi mandasse ramingo sulla Terra.

Ferdinando Camon è nato in provincia di Padova. In una dozzina di romanzi (tutti pubblicati con Garzanti) ha raccontato la morte della civiltà contadina (Il quinto stato, La vita eterna, Un altare per la madre – Premio Strega 1978), il terrorismo (Occidente, Storia di Sirio), la psicoanalisi (La malattia chiamata uomo, La donna dei fili), e lo scontro di civiltà, con l’arrivo degli extracomunitari (La Terra è di tutti). È tradotto in 22 paesi. Il suo ultimo romanzo è La cavallina, la ragazza e il diavolo (2004). Altri libri di Camon Ferdinando: Dal silenzio delle campagne, Il Super-Baby, Mai visti sole e luna, Il canto delle balene, Tenebre su tenebre, Figli perduti. Il suo sito è www.ferdinandocamon.it

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I-TAL-YA. Isola della rugiada divina, 2011. Resine e tempere acriliche su tela, cm. 200 x 240
I-TAL-YA. Isola della rugiada divina, 2011. Resine e tempere acriliche su tela, cm. 200 x 240

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