Heena Suman fa ben sperare con il suo hip hop

di Francesca De Luca

Ho ascoltato numerose volte Ninna brilla e lo trovo un grande pezzo, non soltanto per la voce, perfetta, di Heena Suman, la dolcezza con cui sa rappare, a differenza di tanta freddezza e violenza verbale che si trova generalmente nei pezzi hip hop, ma anche e soprattutto per l’originalità del brano. La maggior parte dei pezzi hip hop che vengono prodotti in Italia hanno basi simili: sembra quasi che i nostri artisti hip hop si limitino a cambiare le parole (neanche di tanto, perchè gli argomenti sono sempre gli stessi e comuni a tutti) e a piazzarle sulla stessa base a cui cambiano un paio di suoni ma resta la stessa identica. E spesso ce le fanno entrare spingendole dentro come facciamo con le nostre valigie al ritorno dalle vacanze: qualcosa rischia di traboccare.
Un tempo l’hip hop italiano non era così. Quando l’hip hop arrivò in Italia era meglio prodotto, più curato. Allora si andava ancora negli studi di registrazione (altra differenza sostanziale tra la produzione di Ninna brilla e di Heena Suman in genere, che passa mesi chiusa in uno studio professionale, e la maggior parte dell’hip hop italiano che viene prodotto a casa con il proprio personal computer, un paio di loop ed un microfono). C’è chi sostiene che l’hip hop italiano sia tanto “infelice” e verbalmente aggressivo perchè scimmiotta quello d’oltre oceano. E’ un giudizio superficiale di chi l’hip hop d’oltre oceano non l’ha mai ascoltato con attenzione. Non esiste solo “non rompermi il cXXX, ti spacco la faccia, io so rappare e tu fai schifo al cXXX”… perchè, ascoltatelo bene, così è l’hip hop italiano.
Ninna brilla, invece, è un pezzo che fa sognare, che fa sperare in una notte serena seguita da un giorno migliore. Non a caso si tratta di una ninna nanna, e la scelta del famosissimo gingle (fu il grande Mozart a comporlo, non un musicista qualsiasi!) non poteva essere delle più felici.
Ho letto i commenti dei fans, e sono fantastici. Non parlo soltanto di quelli italiani e stranieri in genere, ma anche di quelli indiani (il fans club indiano dell’italianissima Heena Suman è un vero spasso, dove i fans non scrivono semplicemente commenti ma le inviano fiori virtuali, enormi cuori rossi, torte, dolci indiani e champagne, nella terra in cui la religione impone di essere astemi).
Mi chiedo perchè mai un pezzo tanto bello non lo si ascolti ancora nelle nostre radio nazionali. E’ quello che in gergo si chiama “pezzo radiofonico”. Allora perchè? Scommetto che non appena se ne accorgeranno gli inglesi, ci prenderanno in giro come al solito, ci faranno una meritata pernacchia ponendola nella loro classifica e ancora una volta ci guarderemo in faccia tra di noi del settore e chiedermo il perchè.
Ve lo spiego io il perchè: in Italia siamo degli imbranati. E fanno bene gli artisti seri a trasferirsi a Londra o a New York.
Heena Suman se ne va in India ogni anno in tour. Scommetto che prima o poi ce la farà anche lei una bella pernacchia dall’aeroporto, stabilendosi definitivamente a metà strada tra Bollywood e l’Himalaya.

Francesca De Luca

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