Giovanni Sollima e Alessandro Gandola. Concerto nel deserto tunisino

Il Silenzio e la Musica
sesta edizione
dal 7 al 10 marzo.

La magia del tramonto sul deserto tunisino nel concerto per violoncello e sassofono soprano
ASTROLABIOANIMA
di
Giovanni Sollima e Alessandro Gandola

– Un immenso mare di dune, tra rocce antiche riarse dal calore e lavorate dal vento, un silenzio assoluto e sacro come il respiro della vita : il Timbain nel grande Erg orientale tunisino.
Questo lo straordinario scenario scelto da Giovanni Sollima e Alessandro Gandola per il concerto ASTROLABIOANIMA evento musicale in programma il prossimo 9 marzo in occasione del lancio, in anteprima mondiale, dell’omonimo Cd, ( album edito da Odd Times Records, www.oddtimesrecords.com ,distribuito da Egea Distribution, ufficio stampa www.cartadamusica.it ) nell’ambito dell’iniziativa « Il Silenzio e la Musica » a cura dell’Associazione culturale Il Cammello a 3 Gobbe www.ilcammelloa3gobbe.it
ASTROLABIO, dal greco astro-labos, ghermitore di stelle, è il più antico strumento conosciuto di navigazione dei mari. Se consideriamo il mare metafora dell’anima, allora il più antico strumento di navigazione dell’anima è la musica. Da qui il nome del progetto: ASTROLABIOANIMA.
L’inedito progetto musicale, nato dall’estro dei due musicisti è un’originale combinazione dove il processo compositivo e l’improvvisazione accadono simultaneamente. L’inusuale formazione strumentale, Violoncello e Sassofono soprano, crea un larghissimo crossover che parte dalla musica barocca e dal jazz – i generi di formazione dei due artisti – per abbracciare altri generi musicali come il rock, la musica minimale, la musica popolare senza porsi alcun limite.
Suonare nel silenzio del deserto – ha spiegato Alessandro Gandola. alla seconda esperienza – per me è come per un pittore dipingere su una tela bianca. Ogni nota è un colpo di pennello. Ma la tela, il silenzio non è di fronte al musicista, in quei luoghi il musicista è dentro la tela e il silenzio è assoluto, antico immenso e sacro come il respiro della vita. Quella tela si colora ad ogni nota, ma il silenzio è una tela speciale, è una tela che apparentemente non viene impressa dalle note, è una tela che riassorbe il colore di ogni nota non appena quest’ultima si estingue. Come le impronte degli innumerevoli piccoli abitanti del deserto che disegnano di arabeschi raffinatissimi la superficie delle dune, disegni che il deserto riassorbe al primo alito di vento, al primo respiro. E dove vanno a finire i suoni, le note musicali? Mi piace pensare che quel silenzio ha memoria, una memoria che si perde nel tempo, mi piace pensare che l’aria, il respiro del deserto, raccolga le note e le porti lontano in quel mare di dune che si perde all’orizzonte a che le note si vadano ad imprimere nei granelli di sabbia nelle rocce di monti come il Timbain che si ergono come isole in mezzo ad un mare di sabbia che si perde all’orizzonte. Di certo si imprimono nella memoria, nel cuore e nell’anima dell’ascoltatore che è immerso come il musicista in questa tela di silenzio antico, come sospeso nel tempo. Lo spettatore non è di fronte ad un palco, non guarda da fuori. Lo spettatore è dentro, è immerso in una delle manifestazioni più belle, maestose, affascinati e profondamente emozionanti della natura.
È un’esperienza straordinaria che si imprime profondamente nell’universo interiore di tutti i partecipanti.

Per assistere al concerto , l’organizzazione culturale “Il cammello a 3 gobbe” ha organizzato un tour dal 7 al 10 marzo, comprensivo di viaggio aereo pernottamenti in tende beduine e transfert.
Quattro giorni dedicati alla scoperta del territorio ma anche alla scoperta di emozioni profonde.
(informazioni: info@fuorirotta.it /info@ilcammelloa3gobbe.it – tel. 335 5424293/333 7723989/
0332 242439)

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