Terna: l’AD e DG Stefano Donnarumma interviene al 43° Congresso ANDAF

Ospite del Congresso ANDAF di Genova, Stefano Donnarumma ha evidenziato come, per la transizione energetica, sia necessario investire anche nello sviluppo dei sistemi di accumulo.

Stefano Donnarumma

Stefano Donnarumma: impianti di accumulo affidati a chi gestisce la rete

Investimenti “dell’ordine di decine di miliardi”, in cui anche gli impianti di accumulo ricoprano un ruolo importante per favorire il percorso della transizione sostenibile: a sottolinearlo è Stefano Donnarumma, AD e DG di Terna, intervenuto il 17 settembre a Genova durante il 43° Congresso ANDAF. Una riflessione che ha preso in esame il passaggio da un sistema incentrato sulle fonti fossili a uno basato sulle energie rinnovabili: fondamentale, in tal senso, sviluppare anche le tecnologie legate all’accumulo, col fine di compensare le variazioni di produzione di solare ed eolico. Tali impianti, ha evidenziato l’AD e DG, devono essere affidati alla società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, ovvero Terna, e non ai produttori di energia. Nello specifico, l’accumulo può essere costituito da sistemi come “il pompaggio di acqua nei bacini idroelettrici, le batterie o, quando la tecnologia sarà matura, l’idrogeno”, ha aggiunto in merito Stefano Donnarumma.

PNIEC, sviluppo delle rinnovabili e impianti di accumulo nella visione di Stefano Donnarumma

In ambito nazionale, il PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) prevede 6GW di accumuli a fronte di 40GW di rinnovabili. Per raggiungere gli obiettivi europei, però, si giungerà a 60GW di rinnovabili e quindi a 10GW di accumuli. “Nei programmi di investimento di Terna l’accumulo non c’è, perché non è previsto dalla legge fra le competenze del gestore nazionale della rete”, così Stefano Donnarumma nel suo intervento: questo perché “è ancora visto come un impianto di produzione di energia, mentre in realtà è più vicino a un impianto di regolazione”. Il sistema, invece, “dovrebbe fare parte della rete”, ha aggiunto l’AD e DG: “Basterebbe normarlo, perché non distorcesse il mercato. Invece di incentivare impianti di accumulo delle società energetiche, che oggi non stanno sul mercato, basterebbe farli entrare nella rete, e pagarli con le bollette”. Per Stefano Donnarumma si tratta di un cambiamento che accadrà comunque “con il fallimento di mercato che – sono certo – arriverà”. Inoltre, lo sviluppo delle rinnovabili farà sì che “anche le attuali centrali a gas diverranno impianti di regolazione del sistema e non più di produzione. Quando l’auto elettrica sarà davvero diffusa, anche le batterie delle auto potranno caricarsi di energia nei momenti di picco della produzione e restituirla alla rete nei momenti di scarsità”.

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