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Prezzi del petrolio in salita. Ecco i driver che lo stanno muovendo

Dopo la crescita avvenuta sul finire della settimana scorsa, il prezzo del petrolio comincia bene anche questa settimana.
A spingere le quotazioni sono due fattori. Anzitutto il calo dell’offerta statunitense a causa degli effetti dall’uragano Ida. In secondo luogo le migliori prospettive rese note dall’OPEC riguardo alla domanda del prossimo anno, che sono state aumentate anziché ridotte (com’era atteso).

I driver del prezzo del petrolio

prezzi del petrolioCominciando dal primo fattore che ha mosso il prezzo del petrolio, si deve evidenziare che l’uragano Ida ha avuto un forte impatto sulla zona del Golfo. Circa tre quarti della produzione petrolifera offshore, pari a circa 1,4 milioni di barili al giorno, è stata bloccata per via del passaggio del terribile evento atmosferico. Giorni e giorni in cui si sono fermate le strutture.

Consiglio operativo: quando si negozia il prezzo del petorlio, occorre conosere un concetto importante come l’ordine stop buy sell che cos’è.

Le nuove previsioni OPEC

Un altro driver importante dei prezzi del petrolio è stata l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC). Il cartello ha infatti abbassato le previsioni sulla domanda di petrolio per il quarto trimestre dell’anno, ma ha alzato quelle del 2022.

Secondo i produttori nei prossimi mesi si sentiranno gli effetti della diffusione della variante delta Covid. Per questo motivo si aspetta circa 110.000 barili al giorno in meno rispetto al previsto. Quasi 99,70 milioni di barili al giorno saranno quelli richiesti dal mercato.
Al tempo stesso però, il cartello ha rivisto al rialzo le prospettive per il 2022, alzando la domanda attesa di 4,15 milioni di barili al giorno (a luglio ne aveva previsti 3,28 milioni in più). Secondo l’OPEC la richiesta giornaliera mondiale di petrolio raggiungerà i 100,8 milioni di barili al giorno nel 2022. Un livello più alto rispetto al periodo pre-pandemia, quando era 100,3 bpd.

La reazione del mercato

Queste novità hanno impresso una mossa rialzista al prezzo del petrolio. Sia il WTI che il Brent sono aumentati fino a toccare il massimo di 6 settimane. Il petrolio americano è arrivato a quota  $ 70,6 al barile, mentre il Brent arriva a 73,6 al barile, disegnando una shooting star trading analisi tecnica.
Il mercato adesso aspetta di conoscere lLe previsioni dell’AIE, che saranno rese note martedì.

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