Investimenti sostenibili ESG: finanza sempre più green, benefici e rischi secondo Banca Generali

Oggi gli investimenti sostenibili ESG sono al centro della scena: gli investitori guardano sempre più a sostenibilità e creazione di valore. Banca Generali mette in guardia sulle incognite della finanza green.

Investimenti sostenibili ESG, in cosa consistono: parla l’esperto di Banca Generali

Il trend degli investimenti sostenibili ESG continua a crescere e al momento non mostra alcun segnale di rallentamento. Grandi, piccoli, istituzionali, privati: tutte le tipologie di investitori, in particolare i giovani, spostano sempre più lo sguardo verso investimenti legati all’ambiente, all’impatto sociale e alla governance. Un boom inequivocabile e destinato a durare nel tempo, secondo Banca Generali. L’Istituto, pioniere italiano degli investimenti green, attualmente gestisce 244 fondi con Certificazione ESG. In un recente contributo pubblicato su “Investire”, il Responsabile delle gestioni patrimoniali attive Corrado Cominotto conferma il ruolo sempre più centrale degli investimenti sostenibili ESG: “Il loro fine ultimo – spiega l’esperto di Banca Generaliè quello di mobilitare i capitali necessari al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità stabiliti dai numerosi accordi internazionali fra cui quello di Parigi, il Sustainable Development Goal dell’ONU e l’European Green Deal”. Si tratta dunque di investimenti che rispondono a diversi obiettivi, come ad esempio la diminuzione di emissione di CO2, la promozione della parità di genere nella Governance e la tutela dei dipendenti.

Investimenti sostenibili ESG, Cominotto (Banca Generali): nuovi strumenti, nuove incognite

Il Responsabile di Banca Generali si sofferma sull’altra faccia della medaglia. Un mercato sempre più incentrato sugli investimenti sostenibili ESG non è esente da rischi. L’accelerazione del trend e la nascita di strumenti sempre più nuovi e diversi comporta infatti tutta una serie di nuove incognite. L’esperto fa l’esempio del green paradox, un fenomeno che può accadere durante il processo di investimento: “Alcune statistiche dimostrano che la considerazione di una quantità eccessiva di fattori ESG, o viceversa il non utilizzo in quantità sufficiente, penalizza potenzialmente la performance di un investimento diversificato”. C’è poi la pratica del green washing, ossia quando un soggetto che emette strumenti finanziari si finge conforme ai criteri ESG senza esserlo. L’esperto infine rassicura sulla cosiddetta “bolla green”. Al momento, spiega, se è vero che gli investimenti sostenibili ESG hanno un premio maggiore rispetto a quelli classici (“greenium”), si tratta di valori perfettamente accettabili. Nel mercato azionario invece, conclude il Responsabile di Banca Generali, le performance degli indici sono più variabili e spesso presentano numeri simili a quelli tradizionali.

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