Economia sostenibile, ci saranno abbastanza metalli per questa svolta?

I Paesi economicamente più avanzati sono ormai indirizzati con decisione verso la svolta energetica. Questo dovrebbe consentire alle economie globali di diventare più sostenibili, e in definitiva cambiare in meglio il rapporto dell’uomo con l’ambiente e le sue risorse.
Ma per arrivare ad una economia sostenibile è necessaria una grande quantità di alcuni minerali che, fino ad oggi, erano in parte trascurati. Perché non si sentiva il bisogno di averli.

Il boom innescato dall’economia sostenibile

green economySenza scavare troppo nel passato per cercare un esempio, si può pensare al boom che ha vissuto il palladio, vero e proprio tesoro del mondo dell’auto. Nel giro di soli 4 anni il prezzo di questo minerale era salito da 500 euro l’oncia a 2.500 euro l’oncia, superando anche la valutazione dell’oro. E intanto l’indicatore OBV on balance volume schizza in alto.
Perché? Perché più di altri minerali simili serviva a costruire le marmitte catalitiche, necessarie per ridurre l’inquinamento da veicoli. Un esempio di economia sostenibile.

Annotazione: esula da questo argomento un altro metallo, ossia l’oro, che però può essere comunque negoziato tramite gli etf etc oro.

La grande richiesta innescata dalla svolta green

Al di là di questo esempio riguardante il mercato dell’auto, è in ogni campo produttivo che si ravvede la necessità di una svolta verso una economia sostenibile.
Il numero e la quantità di metalli necessari variano in base al settore e alla tecnologia.
Ad esempio, il Litio come il nichel, ma anche cobalto, manganese e grafite sono importanti per le batterie. Le terre rare in alcuni casi servono ai magneti permanenti che consentono alle turbine eoliche e ai motori elettrici di girare.
Le reti elettriche hanno bisogno di enormi quantità di rame e alluminio, con il metallo rosso che è una chiave di volta per tutte le tecnologie legate all’elettricità.

Si pensi che per la costruzione di una auto elettrica, sono necessari minerali sei volte maggiori che nella costruzione di un’auto convenzionale. Per fare un altro esempio, la costruzione di un parco eolico onshore richiede nove volte più minerali di una centrale elettrica a gas con una potenza simile.
In generale secondo l’IEA, il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima quadruplica la domanda di minerali entro il 2040.

L’offerta reggerà?

Nasce quindi spontanea una domanda: nel mondo è attualmente disponibile una quantità sufficiente di questi metalli?
Se si ragiona in prospettiva la risposta è no, ed è per questo che la transizione verso le energie rinnovabili sta spingendo al rialzo i loro prezzi.
Il vero problema però è che gli investimenti in nuove attività minerarie mancano. Secondo un calcolo, occorrerebbe investire 1,7 trilioni di dollari nei prossimi 15 anni per riuscire a fornire tutti quei metalli che servono alle energie rinnovabili.

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