Archivio di marzo 2009

CAMPIONATO REGIONALE DI BURRACO A FAVORE DI MELVIN JONES

martedì 31 marzo 2009

Vincitori_torneo_burraco2.jpgSI È CONCLUSO CON LA PREMIAZIONE DEI VINCITORI
IL CAMPIONATO REGIONALE 2009 DI BURRACO
I PROVENTI DEVOLUTI ALLA FONDAZIONE BANCA DEGLI OCCHI
 

SEIMILA EURO PER IL PROGETTO “UNA PINELLA PER LA LUCE”
 

Domenica 29 Marzo 2009, presso il Club di San Giuliano Lido in Corso Italia, si è concluso, con la premiazione dei vincitori, il Campionato Regionale Ligure 2009 di Burraco, organizzato dalla F.I.Bur. – Federazione Italiana Burraco (Internet: www.fibur.it), con il Patrocinio della Provincia di Genova. Un’iniziativa solidale, perché parte dei proventi delle iscrizioni sono stati devoluti alla Fondazione Banca degli Occhi Melvin Jones del Distretto Lions 108 Ia 2 – Onlus di Genova (Vico San Matteo 2/4, tel. 010 2461266; Internet: www.banca-occhi-lions.it). I campioni regionali del 2009 sono la coppia Marco Barisone e Marisa Piccardo; Vice Campioni regionali sono Claudio Ponte e Giovanna Masante. Il totale dei proventi devoluti alla Fondazione Banca degli Occhi Melvin Jones è stato di 6.000 euro. Il Campionato Regionale Ligure 2009 di Burraco è iniziato lo scorso 11 Gennaio e si è svolto in un totale di dodici appuntamenti. Organizzazione del torneo a cura di Francesca Manservigi, Tina Torti e Massimo Minetti (Direzione), Beppe Marini (Gestione tecnica). «Si tratta – spiega l’Ing. Gabriele Sabatosanti, presidente della Fondazione Banca degli Occhi Melvin Jones e giocatore di Burraco – di una iniziativa che ha coinvolto sia Genova che Chiavari. Con una presenza media di oltre duecento persone ad ogni appuntamento». I Circoli organizzatori dei tornei hanno versato a favore della Banca degli Occhi lo stesso importo donato dal singolo giocatore. I Circoli che hanno partecipato sono: Circolo Polisportiva Quinto, Joker Club Chiavari, Sporting Club Genova, Circolo Lanternino, Circolo Chiavarese, Club San Giuliano Lido, Club Artisti Torre Cambiaso. «Il Burraco – prosegue Sabatosanti – si sta diffondendo alla grande. Tutte le sere a Genova si gioca. Per questo siamo ben felici di essere stati coinvolti dalla F.I.Bur. con questa iniziativa di solidarietà. Abbiamo anche coniato lo slogan: nel Burraco, il jolly si chiama Pinella, ed ecco quindi “Una Pinella per la Luce”». Il Campionato Regionale Ligure 2009 di Burraco è stato reso possibile grazie al prezioso contributo di Vittorio Lazzareschi, vice presidente della F.I.Bur. e grazie alla collaborazione della Costa Crociere. La finale infatti, oltre al normale montepremi, ha aggiudicato alla coppia vincitrice della gara una crociera per due persone, denominata “I Colori dell’Egeo”, a bordo della motonave Costa Fortuna, con partenza da Venezia il prossimo 13 Aprile. Le migliori 3 coppie, oltre alla quarta, formata da Torti e Mascaretti, inoltre, parteciperanno a Roma alle finali nazionali dei Campionati di Burraco. Nel frattempo, la Banca degli Occhi Melvin Jones prosegue la sua instancabile attività e lancia un appello. Devolvere il proprio cinque per mille sulla dichiarazione dei redditi alla Fondazione. Basta scrivere questo codice fiscale nell’apposito spazio del modulo per la dichiarazione: 95047960109.
 

 

IL BURRACO
Secondo la tradizione, questo gioco sempre più popolare proviene dall’Uruguay, dov’era in voga negli anni Quaranta. Si tratta di una derivazione della canasta. Altri, invece, lo collegano alla parola portoghese “buraco”, che vuol dire “setaccio”. In Italia, agli inizi degli anni Ottanta, nel Sud, e precisamente in Puglia, è scoppiato il fenomeno Burraco. Già qualcuno giocava, ma a partita libera e con delle regole diverse da tavolo a tavolo. Un gruppo di ex bridgisti, stanchi del solito gioco, stabilirono che il Burraco si potesse giocare anche a torneo, e inventarono una tabella che trasformava i punti partita in punti torneo. Si cominciavano a fare i primi tornei e a sperimentare questa novità, che attraeva moltissimi giocatori. Intanto il Burraco stava dilagando a macchia d’olio e dalla Puglia – sua patria indiscussa di origine, almeno relativamente ai tornei – passava rapidamente nelle altre regioni d’Italia. Allora non esistevano gli score, le tabelle dei Match Points e dei Victory Points, i vari tipi di tornei. Poi, però, arrivarono le prime regole scritte e i vari metodi per organizzare e gestire i tornei, con suggerimenti e tecniche di gioco. Nacque così il “fenomeno Burraco”, che nel giro di pochi anni è riuscito a far appassionare due milioni di giocatori in tutta Italia. Le signore, prime depositarie e le più appassionate del gioco, dai loro salotti pomeridiani lo hanno portato nei circoli. Un’attrazione particolare ha fatto sì che i giovanissimi si lanciassero in questo nuovo gioco. Oggi il Burraco è una realtà concreta; non c’è regione d’Italia dove non si giochi, dove non siano sorti circoli e associazioni in cui si svolga rilevante attività agonistica. È sorta anche la F.I.Bur (Federazione Italiana Burraco) che raccoglie tutti i giocatori unificando regole e comportamenti sotto l’egida del divertimento e del fair play, garantendo arbitraggi professionali e validi, che tutelano ogni giocatore sia dal punto di vista etico che da quello tecnico. Il Burraco giocato inizialmente negli anni Quaranta, riproposto negli anni Ottanta, esploso letteralmente negli anni Novanta, si prepara a diventare – nel terzo millennio – il gioco prevalente nei salotti e nei circoli della nuova Europa. Si gioca, infatti, anche in Grecia – lo chiamano “Birimba” – in Spagna, in Francia e ultimamente si comincia a vedere in Inghilterra e in Germania. In Italia, tra i giocatori più famosi c’è il senatore a vita Giulio Andreotti.
 

LA BANCA DEGLI OCCHI MELVIN JONES
La Fondazione Banca degli Occhi Melvin Jones, costituita nel 1997 e riconosciuta dal Ministero della Sanità, è l’unica struttura regionale in Liguria dedicata alla raccolta, certificazione, conservazione e distribuzione di tessuti corneali destinati a tutte le strutture sanitarie della Regione Liguria. È nata all’interno delle attività del Distretto Lions 108 Ia ed è stata dedicata a Melvin Jones, il dirigente d’azienda americano fondatore nel 1917 del Lions Clubs International. Obiettivi della Banca degli Occhi sono: ridurre le liste di attesa o i viaggi della speranza verso strutture lontane; disporre di una cornea subito, in caso di necessità; garantire la qualità e la sicurezza delle cornee che vengono trapiantate, considerando che il trapianto della cornea consente il recupero della vista in oltre il 90% dei casi; non è un intervento complesso e può essere affrontato da chiunque, anche da persone anziane, senza rischi.
Quando, per incidenti o malattia, la cecità si presenta, viene di solito dolorosamente accettata. Pochi sanno che è possibile risolvere, nella maggior parte dei casi, questo stato di sofferenza; la possibilità reale, a portata di tutti, è il trapianto di cornea, che consente il recupero della vista. Ma ecco come funziona la Banca degli Occhi, nelle sue quattro fasi principali: prelievo della cornea, valutazione, conservazione della cornea e distribuzione.  Successivamente al decesso, viene proposto ai familiari dello scomparso la possibilità di donare le cornee del proprio caro. In caso venga rilasciato il consenso alla donazione, si procede a una verifica dell’idoneità delle stesse. Il prelievo dei tessuti corneali viene eseguito da un medico oculista, incaricato dalla Banca degli Occhi, nell’assoluto rispetto della fisionomia del donatore e della qualità dei tessuti prelevati. Le cornee disposte in un opportuno liquido di trasporto vengono inviate al laboratorio della Banca degli Occhi. I medici specialisti, incaricati di prelievo all’interno dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino di Genova, rendono il servizio disponibile 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno. Il prelievo è una operazione rapida e consiste nell’asportazione di una piccola porzione di tessuto trasparente, spesso circa mezzo millimetro. Viene effettuato su donatore deceduto da almeno sei ore e non lascia alcun segno visibile. Tutti, a qualsiasi età, possono essere donatori, anche chi ha problemi visivi come la miopia o la cataratta. Le cornee vengono selezionate accuratamente, al fine di minimizzare il rischio di trasmissione di patologie dal donatore al ricevente e per garantire un risultato funzionale ottimo e duraturo. A tal fine, il donatore viene selezionato attraverso una valutazione dell’anamnesi patologica e sociale, ispezione fisica e degli esami sierologici. Si procede quindi all’esame della trasparenza e della vitalità cellulare dei tessuti mediante sofisticate apparecchiature e personale qualificato. In seguito alla valutazione, le cornee vengono conservate e monitorate a 4º C nel liquido di conservazione, che contiene sali minerali, amminoacidi, vitamine e antibiotici per il sostentamento dei tessuti, fino al momento del trapianto. I dati relativi a ciascun tessuto vengono catalogati in una banca dati per rendere possibile la tracciabilità in ogni momento. Le richieste di cornee a scopo di trapianto terapeutico con l’indicazione delle caratteristiche necessarie al tipo di intervento vengono quotidianamente inoltrate alla Banca degli Occhi da strutture ospedaliere distribuite su tutto il territorio regionale. La Banca degli Occhi gestisce un programma di lista di pazienti in attesa di trapianto di cornea dove tutte le richieste vengono registrate. Tenendo conto della priorità acquisita dalla richiesta e individuato il tessuto idoneo all’esigenza, la Banca degli Occhi invia, a proprie spese, le cornee alle strutture richiedenti, corredate da una scheda informativa, riguardante le caratteristiche delle stesse.
 

INFORMAZIONI
Fondazione Banca degli Occhi Melvin Jones
Vico San Matteo 2/4
Tel. 010 2461266
Internet: www.banca-occhi-lions.it

SAGEP CLUB ALLA FIERA DI PRIMAVERA A GENOVA

martedì 31 marzo 2009

STAND SAGEP.JPGDA GIOVEDI’ 2 A DOMENICA 5 APRILE
L’ATTIVITA’ DEL SAGEP CLUB
ALLA FIERA DI PRIMAVERA A GENOVA
 

 

Una straordinaria offerta editoriale di Sagep Editori (www.sagep.it) agli iscritti di Sagep Club (iscrizione gratuita sul sito) che si presenteranno alla Fiera Primavera (Fiera di Genova – Piazzale Kennedy 1):  1 Abbonamento a “Blue” e in Omaggio 1 volume “Liguria” del valore di € 45,00. 
E’ possibile fare l’abbonamento con le stesse modalità direttamente alla Fiera di Primavera,  padiglione C stand 10 B dal 2 al 5 Aprile ritirando subito lo straordinario regalo. «I nostri amici e lettori – ricorda l’ Amministratore Delegato Stefano Vablais -  riceveranno durante l’anno molte offerte – coccole per il loro attaccamento alla Casa Editrice. Clienti ed Amici, insomma.» Blue è la nuova rivista internazionale che Sagep edita al fine di offrire all’Europa, grazie ad una distribuzione europea, appunto,  una immagine delle eccellenze liguri di assoluta qualità giornalistica e di grafica editoriale.
 

SAGEP EDITORI

La casa editrice Sagep è al servizio di Genova e della Liguria dal 1965 con 1.500 pubblicazioni, un archivio di oltre 70.000 fotografie e circa 4.5 milioni di volumi in circolazione. Sotto la guida dell’editore Stefano Vablais, la casa editrice si è proiettata al futuro, rafforzandosi con una nuova sede e un nuovo marchio, una nuova compagine sociale e un nuovo piano editoriale per il triennio 2009/2011. Sagep conferma così la sua attenzione al territorio e il suo ruolo al servizio di Genova e della Liguria e contemporaneamente propone nuovi titoli e azioni dedicate alla conquista del mercato nazionale e internazionale con l’obiettivo di diventare punto di riferimento anche per gli italiani e stranieri che vogliono saperne di più su Genova e sulla Liguria.
 

INFORMAZIONI

Stefano Vablais
Sagep Editori
Via Corsica 21/5 – 16128 Genova
Tel. 010 5959539
Internet: www.sagep.it
 

 

MUSICA JAZZ DELL’ALBERTO MALNATI 4 FOR TRIOS

martedì 31 marzo 2009

IMG_2544.JPGSABATO 4 APRILE 2009 ALLA TAVERNA DEL FALCO DI CAMPO LIGURE

LA MUSICA JAZZ DELL’ALBERTO MALNATI 4 FOR TRIOS
CON DEGUSTAZIONE DI CIBI E DI VINI PRELIBATI
 

Sabato 4 Aprile 2009, dalle 21 in poi, alla Taverna del Falco di Campo Ligure (Via Ing. L. Bosco, tel. 010 920264; apre solo la sera), prosegue la rassegna dei concerti jazz, curata dal direttore artistico Alberto Malnati. Nel locale diretto dai fratelli Ferruccio e Danilo Galbiati, spazio alla musica suonata dall’Alberto Malnati 4 for Trios. La formazione è composta da Marcello Picchioni (www.myspace.com/marcellopicchioni) al piano, Stefano Ronchi (www.myspace.com/stefanoronchi) alla chitarra, Pasquale Campolo (www.myspace.com/pasqualecampolo) alla batteria e Alberto Malnati (www.myspace.com/albertomalnati) al contrabbasso. Per accompagnare la musica, degustazione di Salmone Affumicato, Pappardelle al Salmone e Salmone in doppia panatura, con pesto di pistacchi di Bronte. La parte gastronomica si avvale del fondamentale contributo dell’esperto Matteo Pastorino, ferroviere pensionato e cultore della grande cucina italiana e internazionale. Alcune sue ricette sono state pubblicate su “La Cucina Italiana”. Il Vino in degustazione sarà il Verdicchio: Umani Ronchi Villa Bianchi 08 e Verdicchio Casal di Serra 07. I Vini provengono dalla cantina di Ferruccio Galbiati. Prenotare conviene, allo 010 920264. Il locale è anche pizzeria e focacceria gestita da Danilo Galbiati.
Come arrivare: prendere l’autostrada A26 Genova-Gravellona, uscire a Masone e procedere da qui in direzione Campo Ligure. Dopo 3-4 km si arriverà al “Mobilificio Oliveri”, subito dopo questo svoltare a sinistra nella stradina che scende giù ripida verso la ferrovia.
 

4 FOR TRIOS

È un progetto musicale che nasce dall’incontro del contrabbassista genovese Alberto Malnati con tre giovani brillanti musicisti nei suoi corsi di musica d’insieme tenuti presso l’Accademia Musicale Conte di Genova Pegli. L’entusiasmo, la freschezza e il talento di questi giovani strumentisti hanno fatto nascere nel loro insegnante l’idea di un progetto musicale che proponesse classici brani del repertorio jazzistico con sonorità attuali e situazioni strumentali differenti. La formazione è in realtà un“contenitore multiplo”, nel quale sono racchiuse tre combinazioni di trio: basso elettrico, chitarra e batteria; contrabbasso, piano e chitarra; contrabbasso, piano e batteria e “dulcis in fundo” il quartetto nella versione sia elettrica che acustica. Il concerto alterna sonorità jazz più tradizionali con chiari riferimenti ai trii e ai quartetti di Oscar Peterson a suggestioni più moderne echeggianti alla musica di Herbie Hancock, Tyner, Stern e Larry Carlton, arricchendo la performance con sonorità bluesy, fusion e latin. Il virtuosismo e l’esuberanza dei due giovani solisti (Ronchi e Picchioni) viene sorretto dal bassismo sornione e smaliziato di Malnati e dalla percussione dinamica e puntuale del giovane drummer Pasquale Campolo, che alimentano o smorzano le dinamiche esecutive, in un alternarsi di crescendo torrenziali e di atmosfere più rarefatte ed aeree. Non mancano gli spazi solistici dedicati al basso, nei quali Malnati dimostra una freschezza e un “divertissement” non inferiore ai suoi giovani compagni, sia con il suo strumento abituale (il contrabbasso) che con il “ritrovato” basso elettrico e al drumming deciso di Campolo.
 

ALBERTO MALNATI. Profilo

Studia basso elettrico alla scuola “jazz di Quarto” a Genova, nel 1982, con il bassista Luciano Milanese e, nei cinque anni seguenti, con Piero Leveratto. Dopo aver suonato professionalmente in formazioni di musica leggera, si dedica unicamente al jazz dal 1987, passando allo studio del contrabbasso. Nel 1992 frequenta le jam session del Duc De Lombards a Parigi e Den’ Hot Club di Lione, città nelle quali vive in quell’anno. Completano la sua preparazione i numerosi master internazionali tra i quali “We Love Jazz” nel 1993, ’94, ’95, ’96, dove perfeziona la tecnica strumentale e improvvisativa con bassisti del calibro di Pierre Boussaguez, Walter Boocker, Ray Brown e Ron Carter, vincendo per due anni consecutivi la borsa di studio come migliore musicista del corso e nell’edizione ’97 è stato apprezzato da Buster Williams in qualità di suo assistente traduttore ai corsi. Oltre alla normale attività nei club di molte città italiane ed estere, si è esibito in alcuni importanti festival internazionali, tre volte a “Genova jazz”, nel ’94 con una ensemble di musicisti dell’Amj ligure coordinati da Claudio Ludo, con il trio di Mauro Barabino, con il Vocabone Quartet del trombonista Luca Begonia nel ’95 e alla nona e decima rassegna del jazz tradizionale di Sori e del Golfo del Paradiso con il Fed Jazz Quintet e la Genova Jazz Band di Giampaolo Casati. Nel corso della sua carriera, ha avuto modo di esibirsi in concerti e in iam session con grandi musicisti italiani ed americani come Andrea Pozza, Dado Moroni, Massimo Faraò, Riccardo Zegna, Flavio Boltro, Emanuele Cisi, Felice Reggio, Gianni Coscia, Gary Bartz, Paul Jeffrey, Shawn Monteiro, Jimmy Cobb, Albert Totie Heat, Jack Mc Duff, Bruce Forman, Micke Stern, Sangoma Everett, Charles Bowen, Benny Golson, Joe Diorio, Nat Adderly, Bansigu Big Band e molti altri. Attualmente alterna l’attività concertistica con quella di insegnante in alcune scuole genovesi, privilegiando formazioni stabili all’attività di session man svolta in passato. Collabora stabilmente con il White Noise Quintet dei sassofonisti Claudio Capurro e Stefano Guazzo, con i pianisti Andrea Zanzottera e Mauro Barabino ed Andrea Pozza, il chitarrista Alessio Menconi e Andrea Massaria e il trombonista Luca Begonia, in numerosi progetti con finalità discografica. È membro del quartetto Rosa Rossa Equipe del sassofonista Silvio Binello, con il quale ha inciso il cd “Ristorante al termine dell’universo”. Recentemente ha inciso il master del cd “Big Gift”, dell’omonimo quintetto di cui è leader, con il batterista americano Sangoma Everett e il pianista Andrea Pozza, con i quali è stato recentemente apprezzato in una serie di concerti con la cantante Jery Brown.
 

STEFANO RONCHI. Profilo

È nato a Genova nel 1982. È un chitarrista-cantante, sempre con un occhio di riguardo per il Blues e il Jazz. In passato ha studiato con chitarristi di generi completamente diversi, come Alessio Menconi (jazz e blues), Beppe Gambetta (country e folk), Andrea Maddalone (pop e rock), Katzumi Nagaoka (classica). È laureato in Storia della Musica all’Università di Genova e studia Jazz al Conservatorio Paganini di Genova. Insegna chitarra, teoria e armonia presso la Red House Music School di Genova e saltuariamente presso l’Accademia della Musica di Genova. Dal 2005 al 2006 ha lavorato molto nella musica commerciale, collaborando e condividendo il palco con diversi artisti del mondo dello spettacolo e della televisione, tra cui: Umberto Smaila, Moony, Sergio Vastano, Los Locos, Franco Oppini, Graziano Galatone (dal musical “Notre dame de Paris”), Ugo Conti, Mauro Di Francesco, gli artisti di “Amici di Maria de Filippi” (Monica Hill, Ermanno Rossi), Max Senzioni (da “Passaparola”), Giuseppe Lago (da “Uomini e donne”), e altri ancora. Nell’estate 2006 ha fatto stabilmente parte della “Smaila’s Band” dello “Smaila’s” di Djerba (in Tunisia), e ha suonato al Fanta Village, organizzato da Mtv. Dal 2007 si dedica esclusivamente al Blues, acustico ed elettrico, cercando di fondere l’intensità del Blues con i colori del Jazz. Attualmente suona con The All Stars Blues Band, Stefano Ronchi Trio, e con una nuovissima blues band, Big Bear and the Honeysuckers (BB King Tribute).
 

MARCELLO PICCHIONI. Profilo

Marcello Picchioni nasce a Genova l’8 ottobre del 1979. Inizia a suonare giovanissimo il pianoforte e a studiare in Conservatorio, sotto la guida del maestro Franco Trabucco; ben presto si appassiona alla musica moderna, studiando da autodidatta e girando all’interno di alcune formazioni soul-funk genovesi degli anni ’90 e ad intraprendere la carriera di tecnico del suono, lavorando per lo “Studio G” di Genova e frequentando i corsi del maestro Maurizio Scala di Bologna. Dopo una pausa di 4 anni per lavoro in Inghilterra in cui smette di suonare, nel 2003 decide di tornare in Italia. A 25 anni, sotto spinte conoscitive personali, decide di riprendere lo studio dell’armonia e dell’improvvisazione pianistica, e per far ciò si affida nelle mani del maestro Roberto Pronzato, con il quale inizia un rapporto di intensa stima e amicizia, che dura ancora oggi. L’intento “inarrestabile” di capire come il cervello di alcune persone arrivi a produrre un discorso musicale sensato e coerente, lo conduce sempre più verso uno studio “devoto” e analitico nei confronti dell’armonia musicale e dell’approccio jazzistico, giungendo, negli ultimissimi anni, a collaborare con diversi artisti di talento sulla scena del jazz genovese. Interessato anche all’aspetto bio-socio-psicologico del fenomeno musicale, nel marzo 2008 si laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche con una tesi sulla Psicologia della Musica e, attualmente, frequenta il biennio di laurea specialistica in Psicologia dell’università di Genova. Inoltre, per tutto il 2007 ha svolto l’attività di insegnante di pianoforte alla Città della Musica (CDM) di Staglieno. Componente di varie formazioni jazz “occasionali”, collabora in pianta stabile con i seguenti artisti: Pietro Martinelli (dbass), Luca Falomi (guitar), Matteo Mammoliti (drums), Andrea Celeste (vocals), Claudio Capurro (Big Band), Tullio Salvatore (trumpet/flugelhorn), Alberto Malnati (dbass), Paolo Firpo (sax), Stefano Ronchi (giutar), Lorenzo Capello (drums), Gabriele Taccia (guitar), Pasquale Campolo e altri artisti della scena jazz ligure. Dal 2007 frequenta con entusiasmo il corso di musica d’insieme del maestro Alberto Malnati alla Scuola Conte di Pegli e da settembre 2008 è allievo di pianoforte del maestro Gianluca Tagliazucchi. Nel gennaio 2009 incide con Tullio De Piscopo, che lo chiama per la realizzazione di due suoi brani originali, e dal febbraio collabora come insegnante di pianoforte presso la scuola musicale “Giuseppe Conte”. Aperto a vari generi e stili interpretativi, si diletta nella composizione di musica elettronica e si considera, per il momento, un “pianista jazz in formazione”.
 

INFORMAZIONI
Ferruccio e Danilo Galbiati
Taverna del Falco
Via Ing. L. Bosco – 16013 Campo Ligure (Genova)
Tel. 010 920264
 

I Miasmi, terreno di azione del rimedio omeopatico – 3° appuntamento ADIMO

martedì 31 marzo 2009
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con il Patrocinio del Comune di Verzuolo (Cn)

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Organizza

Corso di Informazione “Omeopatia dalla A alla Z”
“III Appuntamento: I miasmi, terreno su cui agisce il rimedio omeopatico”
01 Aprile – Palazzo Drago – Via G. Marconi, 13 – Verzuolo (Cn) ore 21
relatore il dottor Yousef Osama – Medico Chirurgo Omeopata Unicista
Ingresso Libero con Tessera ADIMO (associazione annuale €. 20)

Mercoledì 01 Aprile 2009 alle ore 21 presso “Palazzo Drago” l’ex palazzo municipale di Verzuolo (Cn), in via Guglielmo Marconi 13, l’Associazione ADIMO – Associazione Di Informazione sulla Medicina Omeopatica – col patrocinio e la collaborazione del Comune di Verzuolo (Cn), presenta il terzo appuntamento del Corso di Informazione “Omeopatia dalla A alla Z” realizzato grazie alla disponibilità del dottor Yousef Osama medico chirurgo omeopata unicista.

Terzo incontro di una serie di tredici appuntamenti ha per titolo “I miasmi, terreno su cui agisce il rimedio omeopatico”.
L’entrata sarà libera per i possessori della tessera associativa ADIMO che vorranno prendere parte alla serata (associazione annuale €. 20,00).

Adimo è una associazione senza fini di lucro composta da volontari, che opera senza sponsor e si finanzia con le sole tessere degli associati. Si occupa di Omeopatia organizzando incontri, conferenze, discussioni e dibattiti centrati sui principi generali dell’Omeopatia e sui metodi di preparazione, di confezionamento e di distribuzione dei rimedi omeopatici, basati sui principi della farmacopea tedesca. Il suo fine è far conoscere tale disciplina a un pubblico sempre maggiore. Adimo realizza, inoltre, grazie alla disponibilità dei medici omeopati associati, sessioni di visite rivolte al paziente inteso come essere umano bisognoso di cure. Il nostro intervento ha lo scopo di contribuire al risanamento della società: gli individui sono malati e chi è malato riflette la propria patologia nel comportamento e, di conseguenza sulla società.

L’omeopatia è una medicina dolce, che rispetta l’ecologia dell’organismo perchè utilizza le leggi naturali di guarigione: non si somministrano dosi ponderali, come nella medicina tradizionale, ma la sostanza assente in quantità fisiche è presente nei preparati in termini di energia biologicamente attiva, cioè la materia di base viene diluita e dinamizzata fino ad ottenere delle dosi infinitesimali della sostanza medicamentosa privando la stessa di tutti gli effetti nocivi e indesiderabili.

Il corso “Omeopatia dalla A alla Z”, si propone come mezzo per divulgare un nuovo modo di concepire lo “stato di salute”, un modo per prendersi cura di se stessi con acume e dolcezza, senza forzature, impiegando correttamente la propria energia vitale, senza ansie, allarmismi, preconcetti o speculazioni.
La serie di tredici appuntamenti è organizzata con la preziosa e cortese collaborazione del dottor Yousef Osama, Medico Chirurgo Omeopata Unicista e ha per scopo una presentazione a 360° di che cos’è l’Omeopatia. I primi tre incontri sono introduttivi all’argomento: una panoramica sulla storia di questa disciplina e sulle tecniche terapeutiche, i successivi cinque saranno incentrati sulle cure omeopatiche d’urgenza. Gli ultimi cinque, previsti tra Ottobre 2009 e Maggio 2010, invece riguarderanno i rimedi più comunemente utilizzati nelle terapie omeopatiche.

Il terzo incontro del corso entra nel vivo della questione omeopatia, si occuperà di dare una spiegazione adeguata ed esauriente dei “Miasmi”: Hahnemann (il padre fondatore della terapia omeopatica) dopo più di 30 anni di esperienza di cure su pazienti affetti da varie patologie si accorse che nel caso di terapie per malattie croniche si avevano pochi casi di successo, molti insuccessi e molti casi di ricadute. Intuì, quindi, che all’origine delle malattie croniche, vi sarebbe uno stato di alterazione permanente dei processi vitali, coinvolgente tutto l’organismo, che, oltre ad essere esposto agli aggravamenti, è incapace di risolvere autonomamente i processi patologici: i miasmi (dal verbo greco miasmein, insudiciare) che lui ha suddiviso in tre categorie con i relativi rimedi da assegnare ai pazienti caso per caso. Il dottor Osama in sede di conferenza presenterà le intuizioni hahnemanniane alla luce degli sviluppi attuali delle conoscenze mediche e di laboratorio.

Tutti gli appuntamenti si svolgeranno di mercoledì: inizio ore 21 circa.
Per il calendario completo degli appuntamenti del Corso di Informazione si rimanda al nostro Sito Web.

Chi ancora non possiede della tessera annuale ADIMO (€. 20,00) potrà richiederla la sera stessa dell’incontro a cui vuole prendere parte.

Per ulteriori informazioni:
Adimo Saluzzo
Sito web: http://www.adimo.org
Video Omeopatici: http://www.youtube.com/adimorg
Telefono: 349.6082320 -  348.7634936 – 0175.44203
Email: saluzzo@adimo.org
Ufficio stampa: web@adimo.org

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OLTREMARE

martedì 31 marzo 2009

Normal 0 14

Mari non solo reali, ma soprattutto mari della mente. Labirinti di mare,  mari orizzontali, mari verticali, mari diversi, luci diverse, momenti diversi, mare oceano,  forza diversa, mari mentali,  mare costiero, mare calmo, mare agitato e l’ostinata ricerca del misterioso centro di tutti i mari.
Il mare con le luci del luogo  ed il colore che lo contraddistingue, il mare con il suo tipico odore e color smeraldo, il mare aperto e profondo.

Il mare viene presentato  in questa mostra in tutte le sue molteplici forme e come simbolo al quale l’artista affida all’acqua, come simbolo di universalità,  i suoi pensieri sulla vita, certo che il messaggio possa essere percepito da chiunque sia disponibile a mettersi in ascolto.

In esposizione opere di: Annamaria Biagini, Giuseppe Cascella, Giuseppe Dente, Serena Fazio, Roberta Gherardi, Cristina Madini, Lunia Marchetti,  Amanda Nebiolo, Rossana Rigoldi.

La mostra si svolge negli stessi giorni della The Road to Contemporary Art romana

3-5 aprile 2009

RossoCinabro

Piazza Mazzini, 6

Palombara Sabina (RM)

vernice ore 15

ingresso libero

a cura di Cristina Madini

organizzazione e promozione RossoCinabro

www.rossocinabro.com

rossocinabro@gmail.com