Norma Picciott: Bagnati dallo stesso mare
martedì 14 maggio 2013mostra promossa da Provincia di Milano/Assessorato Cultura
in collaborazione con Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv
con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv
a cura di Gigliola Foschi
La Casa delle culture del mondo, Via Giulio Natta 11, Milano (M1 Lampugnano)
dal 16 maggio al 2 giugno 2013
orari: da martedì a venerdì 10.00-18.30, sabato e domenica 14.00-20.00, lunedì chiuso
ingresso libero
inaugurazione mercoledì 15 maggio 2013, ore 18.30
La Casa delle culture del mondo della Provincia di Milano ospita dal 16 maggio al 2 giugno la mostra “Bagnati dallo stesso mare” della fotografa Norma Picciotto, che espone 25 opere, ottenute con immagini fotografiche sovrapposte grazie a un complessa elaborazione digitale. La mostra è curata da Gigliola Foschi e promossa dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Milano.
Norma Picciotto, è stata protagonista del fotogiornalismo lombardo di inchiesta tra gli Anni Settanta e gli Anni Novanta, documentando con l’Agenzia fotografica De Bellis (della quale è fondatrice insieme a Giancarlo de Bellis) la vita sociale di quegli anni. Ha realizzato reportage di attualità e documentato le manifestazioni operaie e studentesche, il movimento femminista e i grandi processi giudiziari. Da oltre dieci anni, viaggia in diversi Paesi del mondo e fotografa luoghi e dettagli significativi per il suo progetto artistico: creare opere fotografiche di ispirazione spirituale e filosofica, con forte intensità espressiva e simbolica. Ha realizzato numerose mostre personali in Italia e all’estero e nel 2012 ha vinto il “XXX Premio Firenze” per la fotografia.
Nelle opere in mostra alla Casa delle culture, usa il fotoritocco per sovrapporre e giustapporre più scatti da lei realizzati in diversi luoghi del Mar Mediterraneo, creando così un nuovo mondo visivo in cui è possibile ritrovare i profondi legami e le radici comuni che uniscono le terre e le culture affacciate sulle sue rive. Le immagini esposte uniscono il mondo e lo sguardo sul mondo, si inoltrano nel tempo della memoria fondendo insieme forme e colori della natura, del paesaggio, degli oggetti. Le opere di Norma Picciotto trovano nella ricorrente figura del cerchio un simbolo che le lega le une alle altre: sprovvisto di angoli e spigoli, infatti, il cerchio simboleggia l’armonia, la concentrazione di energia, la fusione tra dimensione intellettuale e spirituale, il cielo in rapporto alla terra, l’eterno ritorno del tempo circolare. In questo modo, la fotografia diventa uno strumento capace di interrogare la realtà ma anche di emozionare, evocando memorie e invitando alla meditazione.
Informazioni al pubblico:
Provincia di Milano/La Casa delle culture del mondo, tel. 02 334968.54/30
www.provincia.milano.it/cultura – culturedelmondo@provincia.milano.it
Norma Picciotto, tel. 3355425472
www.normapicciotto.it – norma.picciotto@fastwebnet.it
Ufficio stampa:
Provincia di Milano/Cultura, tel. 02 7740.6310/6359
g.bocca@provincia.milano.it; m.piccardi@provincia.milano.it
Addetto stampa Assessore, tel. 02 7740.6386 – f.provera@provincia.milano.it
Il Mediterraneo, in andaluso il “Mar adentro”, è il protagonista delle grandi tele di Roberto Mangù proposte alla Galleria Carifano, a Fano, dal 7 giugno al 25 agosto 2013. La mostra-evento è organizzata da Museo di Santa Giulia (sede della prima tappa dell’esposizione), co-promossa da Brescia Musei, Fondazione Gruppo Credito Valtellinese e da Carifano, con il coordinamento della Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, ed è curata da Véronique Serrano, direttore Musée Bonnard di Le Cannet, e Dominique Stella.
Roberto Mangú, per le sue origini, per il suo credo, aderisce a questa eredità luminosa e tragica al tempo stesso, abbagliante e contrastata, veicolo di tanti sogni e speranze e che egli vede come un vasto territorio comprendente l’Africa e il cui centro è l’Italia, ricordandosi dei Girasoli di Van Gogh nei campi di grano della Provenza, di Picasso e di Mirò – che rivolsero il loro sguardo alle altitudini delle loro origini andaluse e catalane – e di Nicolas de Staël, quel russo divenuto mediterraneo che soccombette alla singolarità tragica di questo mare sfracellandosi sulle rocce di Antibes.