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LETTERA APERTA DEL CAPOGRUPPO DEL PDL IN CONSIGLIO COMUNALE MATTEO CAMPORA SULL’ASSEGNAZIONE DELL’EX MERCATO DEL PESCE AL CENTRO SOCIALE BURIDDA: “DECISIONE PRESA DALLA GIUNTA SENZA CONSULTARE NESSUNO, IN BARBA A TUTTE LE ASSOCIAZIONI ANCORA SENZA SEDE”

giovedì 9 settembre 2010

Matteo CamporaIl capogruppo del Pdl in Consiglio Comunale, l’Avv. Matteo Campora, interviene con una lettera aperta a proposito della decisione da parte del Comune di Genova di assegnare l’ex mercato del pesce di Piazza Cavour a un centro sociale. Di seguito, le sue riflessioni.

IL BURIDDA, IL COMUNE DI GENOVA E LA LEGGE DELLA GIUNGLA

“Il Comune di Genova si appresta a consegnare l’edificio che ospita il mercato del pesce, monumento razionalista del ‘33, al Centro Sociale Buridda che, come noto, occupa abusivamente, ormai da tempo immemore, l’edificio di Via Bertani, già sede della Facoltà di Economia e Commercio. L’assegnazione dell’immobile è avvenuta tramite una delibera di giunta, approvata nel luglio scorso, senza gare, bandi o concorsi di idee, e senza neppure chiedere alla città e al consiglio comunale! Ebbene in tutta sincerità mi ha sorpreso l’arroganza con cui è stata presa tale decisione, e mi è venuto subito a mente come da una parte la Civica Amministrazione ogni giorno carica i suoi cittadini e le attività produttive di sempre nuovi balzelli, lamentando la scarsità di risorse, mentre dall’altra parte regala un edificio di grande valore a chi della legge se ne frega, senza coinvolgere nella decisione i cittadini, ma neppure le imprese e i commercianti che, ahimè, vengono chiamati solo quando ci sono da aprire i cordoni della borsa.

Ma la decisione della giunta è  soprattutto uno schiaffo alle molte associazioni (terzo settore, sport etc.) che, giorno dopo giorno, con fatica portano avanti le loro attività nei binari della legalità, e quando necessitano di una sede compilano la loro bella domandina, pagano i bolli e, se sono fortunate, ricevono una stanza fatiscente di pochi mq ed ovviamente pagano un affitto. Una domanda mi sorge spontanea. Per quale strano motivo un’associazione, per ottenere un piccolo locale, deve partecipare ad un bando, presentare un progetto e invece i ragazzi del Buridda possono avere un prestigioso edificio situato in una delle aree più pregiate a canone c.d. sociale, senza neppure partecipare alle spese di manutenzione straordinaria per la messa a norma (si dice circa € 250.000,00 e poi il Sindaco dice che ci sono poche palanche!) e con un canone locatizio abbattuto del 90%!!

Per quale motivo chi ha occupato ed occupa illegalmente immobili dei cittadini genovesi viene premiato mentre tutte la altre associazioni devono arrangiarsi? Per quale strano motivo, ai c.d. centri sociali, tutto è permesso, quale è il concetto di legalità che spinge il Comune di Genova a premiare chi va contro ogni regola? Semplice, la legge del più forte o meglio la legge della giungla, proprio quella legge che i ragazzi del Buridda vorrebbero combattere, ma solo a parole, ma poi quando c’è da prendere una bella sede non si guarda in faccia nessuno!

Lungi da me negare ai ragazzi dei centri sociali spazi dove esprimere le loro idee, ma auspico almeno una parità di trattamento con le altre realtà associative, ma pure con quei cittadini genovesi che aspettano una casa da anni e non occupano! Pari dignità per tutti! E allora cara Sindaco e cara Giunta, ripensate alla decisione assunta, apriamo un confronto con la città, sentiamo chi vive nella zona per capire quale possa essere la destinazione di un edificio così pregiato ed ampio, ma soprattutto non si premi chi fino a ieri ha occupato abusivamente gli immobili dei cittadini genovesi “a gratis”, in spregio ad ogni legge e causando un grave danno patrimoniale alla città”.

Matteo Campora

Consigliere Comunale

CapoGruppo PDL

Cena di Gala in onore di Caterina Corner regina di Cipro

domenica 5 settembre 2010

Benvenuti alla corte di Caterina Corner

A Cena con la Regina

15 ottobre 2010

Ore 20.00

Hotel Londra Palace Venezia

RSVP

Menu

Cozze venete fritte in pastella alla moda cipriota

Foglie di vite nostrane ripiene con riso delle risaie vicentine, servite con crema di cipolle e peperoni

Verdure delle valli chioggiotte ripiene cotte al forno

Risotto con capelunghe del Mar Ionio e crema al basilico greco

Carrè d’agnello d’Alpago servito con crema di humus ai ceci,

gallette di tradizione povera e melanzane padellate

Baklava classica servita con spuma di Tiramisu alla Veneta e salsa al caffé

Caffè

VINI

“Crede” Prosecco di Valdobbiadene Bisol

Soave Classico Pieropan

Raboso del Piave Cecchetto

Torcolato Maculan

E’ obbligatoria la prenotazione

Note organizzative

Nel 500° anniversario della morte della Regina Cornaro, l’evento ricorda la presa di possesso del feudo di Asolo, datole in dono dalla Repubblica Serenissima in cambio del regno di Cipro.

Durante la cena vi saranno dei figuranti in costume d’epoca che impersonano la Regina Cornaro e dignitari.

Musici accompagneranno la cena con musiche dell’epoca. Durante la Cena un Lettore intercalerà le portate descrivendo momenti della storia di Caterina Cornaro, i figuranti durante le pause del servizio di cena mostreranno figure di danza dell’epoca.

Ore 20.00 accoglienza della regina e servizio di un aperitivo in piedi circa ½ ora, con musica e danza di inzio dei figuranti.

La musica d’epoca accompagnerà la serata

Ore 23.00 Chiusura della cena con il saluto finale della regina.

Luogo : Hotel Londra Palace Venezia, Ristorante Do Leoni Riva degli Schiavoni, Venezia

Costo 190 euro a persona

Organizzazione:

Solomos Organizzazione Eventi e Hotel Londra Palace Ristorante Do Leoni, Venezia

Per informazioni e prenotazioni: Solomos Organizzazione Eventi, Giudecca 392, Venezia 30133

Tel +39 0410994503, +393476930230

Fax +390410997651

E-mail info@solomos.eu

La Storia

Caterina Corner (Venezia, 25 novembre 1454 – Venezia, 10 luglio 1510) fu regina di Cipro e Armenia dal 1474 al 1489. Figlia del veneziano Marco Corner e di Fiorenza Crispo, apparteneva a una delle famiglie più ricche e influenti della Repubblica di Venezia.

Venne educata in monastero a Padova fino all’età di 14 anni. Fu prescelta tra le donne più in vista della Serenissima come sposa del re di Cipro e di Armenia Giacomo II di Lusignano, che sposò per procura il 30 luglio 1468. Le fu attribuito dal Senato Veneto l’appellativo di “Figlia adottiva della Repubblica”, onore mai tributato a nessuna donna prima di lei. Solo nel 1472 Caterina venne condotta a Famagosta, sull’isola di Cipro, dove furono celebrate nozze sontuose. Un anno dopo il re morì lasciando la vedova incinta.

Una sommossa, scoppiata proprio a Famagosta, tentò di sostituire la regina con l’erede legittima Carlotta, figlia di Giovanni II di Lusignano. Venezia intervenne indirizzando Caterina ad un consiglio di reggenza formato da suoi parenti veneziani. Cipro cadde quindi sotto l’influenza della Serenissima.

Decisi nel volersi liberare dal dominio veneziano, nella notte del 13 novembre 1473, capeggiati dal vescovo di Nicosia, un gruppo di nobili catalani irruppe nel palazzo reale facendo strage tra i parenti della donna e rapendo il piccolo davanti ai suoi occhi. Venezia rispose inviando dieci galee agli ordini del Provveditore Vettor Soranzo. Le truppe da sbarco catturarono i nobili dissidenti al soldo del re di Napoli e del Duca di Savoia. Caterina continuò a regnare sotto la costante protezione della Repubblica di Venezia anche dopo la morte di suo figlio Giacomo III, avvenuta per febbri malariche nel 1474.

Nell’ottobre 1488 fu scoperta un’altra congiura, ordita ancora dai nobili catalani. Venezia represse di nuovo la ribellione e decise di richiamare Caterina in patria. Il 26 febbraio 1489 avvenne l’atto ufficiale dell’abdicazione di Caterina in favore della Repubblica Veneta. Il 18 marzo la regina lasciò per sempre l’isola.

Venezia accolse la sua figlia in maniera trionfale. Sedette sul Bucintoro accanto al doge e fu nominata domina Aceli (signora di Asolo), conservando tuttavia anche negli atti ufficiali il titolo e il rango di regina. Sul territorio di Asolo, Caterina aveva gli stessi poteri del doge.

Caterina richiamò alla sua corte artisti e letterati, tra cui Giorgione, Lorenzo Lotto, Pietro Bembo, che qui ambientò “Gli Asolani”. Nel 1509, all’avanzare delle truppe imperiali di Massimiliano I d’Asburgo, si rifugiò a Venezia. Ritornata nel suo castello e tra gli asolani che tanto l’amavano, fuggì di nuovo quando le truppe tedesche si affacciarono alle porte di Altivole.

Caterina morì a Venezia il 10 luglio 1510 e venne tumulata nella Chiesa dei Santi Apostoli. Tale fu la folla che volle partecipare al rito funebre che i Provveditori fecero costruire un ponte di barche da Rialto a Santa Sofia per permettere un migliore deflusso. La salma rimase solo pochi anni nella chiesa dei Santi Apostoli perché, a causa della costruzione della nuova chiesa, nel 1575 venne trasferita nella Chiesa di San Salvador, dove tuttora riposa.

Solomos Organizzazione Eventi

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Questo evento, nasce dalla volontà di celebrare i 500 anni dalla scomparsa di uno dei personaggi storici veneziani più importanti e famosi al mondo: Caterina Corner, regina di Cipro.

La Solomos Organizzazione Eventi e lo staff altamente professionale del Londra Palace Hotel e Ristorante Do Leoni, hanno deciso di unire le loro competenze creando così la formula perfetta per realizzare un evento ad hoc, raffinato e culturale.
BEN140597

La location del Gala

GIOVEDÌ 2 SETTEMBRE 2010 IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE EUROPEA DEGLI SPAZZACAMINI VISITERÀ IL “CAMPO SCUOLA” GENOVESE ALLESTITO PRESSO LA AZ CAMINI SRL. NUOVI CORSI DI FORMAZIONE A OTTOBRE E NOVEMBRE. LA NECESSITÀ DELLA MESSA IN SICUREZZA DELLE CANNE FUMARIE IN VISTA DELL’INVERNO

giovedì 26 agosto 2010

Giovanni CardamoneGiovedì 2 Settembre 2010 dalle ore 10 poi, il presidente dell’Associazione Europea degli Spazzacamini(Europaische Schornsteinfegermeister Foderation, con sede centrale in Belgio; Internet: www.eschfoe.com), Hans-Günther Beyerstedt(nella foto), sarà a Genova, per compiere la sua prima visita ufficiale presso l’“Università Italiana” degli Spazzacamini. L’incontro si terrà presso le aule di lezione, allestite qualche mese fa presso l’azienda genovese AZ Camini Srl di Giovanni Cardamone(Via Pedullà 95, tel. 010 8680806; Internet: www.azcamini.it), grazie a un accordo con la prestigiosa azienda tedesca Wöhler. Cardamone, figura di spicco a livello nazionale per quanto riguarda gli installatori e manutentori di canne fumarie, mostrerà a Beyerstedt come ha organizzato i corsi, e illustrerà i primi mesi di attività, che hanno già visti coinvolti oltre cinquanta operatori, molti dei quali hanno poi aperto delle attività in proprio e creato nuovi posti di lavoro. «I corsi attivati presso il “Campo scuola” di AZ Camini – spiega Cardamone – sono essenzialmente tre: verifica, risanamento e pulizia di camini e canne fumarie tradizionali; verifica e pulizia di condotti cucina; verifica e pulizia condotti di ventilazione. I corsi più innovativi sono gli ultimi due: vengono infatti presentate le nuove tecnologie e metodologie di intervento per il controllo, la pulizia e la sanificazione di condotti per cucine industriali e la pulizia di canali di ventilazione, due attività che nel passato non hanno avuto sviluppi significativi, proprio per la mancanza di adeguate tecnologie». L’insegnante è German Puntscher, delegato Wöhler per l’Italia, nonché rappresentante per l’Italia dell’Associazione Europea Spazzacamini. «La visita del Presidente Hans-Günther Beyerstedt presso il “Campo scuola” AZ Camini srl – commenta Cardamone – è un meritato riconoscimento dell’impegno e del lavoro svolto dall’azienda genovese negli ultimi anni, che si è prodigata nel contribuire ad accrescere la cultura della fumisteria in Italia, a conferma che l’innovazione può nascere anche dalla tradizione artigiana. I prossimi corsi di formazione partiranno nei mesi di Ottobre e di Novembre. L’obiettivo è quello di arrivare a due cicli ogni mese. Considero molto importante ritornare sull’argomento sicurezza,proprio in questo periodo, nel quale gli impianti vanno verso la riaccensione ed è fondamentale che gli scarichi dei fumi siano puliti».

AZ CAMINI. La storia

La AZ Camini Srl è una ditta genovese che ha le sue origini  nei primi anni ’70. L’azienda a quell’epoca si occupava di  edilizia civile come tante altre, ma via via si distinse sul mercato per la propensione ad applicare modalità di intervento rivoluzionarie per l’epoca. Fu infatti tra le prime a risanare  vecchie canne fumarie con la tecnica della reintubazione con  moduli in acciaio inox, pratica divenuta solo con il passare degli anni di uso comune. Parte da quell’epoca la professionalità e l’esperienza dell’azienda, maturata poi nel tempo in una vera e propria vocazione impiantistica finalizzata al recupero e alla installazione di canne fumarie, atipica per aziende edili o termotecniche. Poggiando su questo patrimonio di esperienza, svolta prevalentemente sul mercato genovese, la AZ Camini Srl ha, negli anni a seguire, migliorato le tecniche relative a interventi mirati alla verifica, alla realizzazione e alla manutenzione di impianti fumari, creando un supporto logistico adeguato e investendo risorse per la preparazione tecnica del personale impiegato, assicurando pertanto qualità e  professionalità a 360 gradi. Una delle parole d’ordine dell’azienda è “ricerca”. Sulle basi di un’esperienza pluridecennale, infatti, ogni giorno si tenta di aggiungere un mattoncino di conoscenza e di innovazione, cercando di imparare anche dai colleghi stranieri, soprattutto i tedeschi, considerati i più avanzati in materia. È anche per questo AZ Camini è sempre al passo con le innovazioni: metodologie, attrezzature e tecniche specifiche assimilate dai maggiori esperti mondiali – gli spazzacamini tedeschi – notoriamente attenti alle tradizioni ma anche alle problematiche globali, tra cui la tutela dell’utente e il risparmio energetico. Periodicamente il personale effettua un ciclo formativo di apprendimento e specializzazione presso le Scuole dell’Associazione Tedesca Spazzacamini e partecipa a convegni e seminari organizzati dal WIT tedesco. Grazie anche a questo scambio informativo, negli ultimi anni l’AZ Camini Srl ha ampliato la gamma della propria offerta inserendo servizi di diagnosi energetiche su edifici (termografie, blower door test) finalizzate a supportare sia i professionisti coinvolti nelle procedure di certificazione energetica (prevista dal D.L. 192/2006), sia i privati che desiderano verificare l’efficienza energetica del proprio immobile.

IL CENTRO ADDESTRATIVO WÖHLER ITALIA

Conseguentemente alla innata propensione di prevedere nuovi scenari, la AZ Camini srl è stata scelta dalla prestigiosa Ditta tedesca Wöhler – specializzata nella produzione e commercializzazione di attrezzature e strumenti per spazzacamini e tecnici fumisti – per istituire un “campo scuola” dei propri clienti in Italia. La cultura degli impianti fumari in Italia, infatti, è notevolmente inferiore a quella di altri paesi, dove esistono strutture, figure e categorie specializzate che non trovano riscontro sul nostro territorio, la cui opera è tesa alla massimizzazione della sicurezza degli impianti. Non è un caso infatti che negli ultimi quattro anni la media annuale degli incidenti in Italia imputabili a impianti fumari difettosi o non manutenzionati sia di 160, mentre in Germania nello stesso periodo la media scenda a uno. Pur tenendo in considerazione che in altri paesi esistono figure specifiche e che la manutenzione periodica (anche due volte l’anno!) degli impianti fumari è obbligatoria, è fin troppo chiaro che per rispondere a questa emergenza ed esigenza di sicurezza è opportuno fare informazione, e Wöhler  ha deciso di investire in Italia in partnership con AZ Camini srl. Le problematiche che infatti riscontriamo sul campo sono: la verifica e il risanamento degli impianti di evacuazione fumi di combustione, dove il problema maggiore è spesso rappresentato da installazioni errate o mancanza della necessaria tenuta meccanica, che provoca spesso incidenti anche gravi (fuoriuscite di monossido di carbonio o incendio dei depositi fuligginosi); il controllo e la pulizia di condotti e cappe cucina, con l’asportazione dei depositi grassosi ed oleosi (viene così scongiurato il pericolo dell’incendio dei depositi organici); il controllo e la pulizia degli impianti di ventilazione, assolutamente necessaria per assicurare la salubrità dell’aria trattata dagli impianti di condizionamento, spesso causa di malesseri anche gravi (raffreddori, allergie, infezioni polmonari come la legionella). Fino a poco tempo fa le soluzioni a questi problemi erano davvero empiriche, amplificate anche dal tipico “fai da te” italiano. Wöhler ha deciso di fare informazione anche ai fini della sicurezza, per cui dallo scorso Aprile sono già stati avviati i corsi presso il “campo scuola AZ Camini” che hanno avuto per tema: verifica, risanamento e pulizia di camini e canne fumarie tradizionali; verifica e pulizia di condotti cucina; verifica e pulizia condotti di ventilazione.

L’ASSOCIAZIONE EUROPEA DEGLI SPAZZACAMINI

I corsi sono riconosciuti dalla ESCHFOE (Associazione Europea Spazzacamini) e dal WIT Tedesco, in quanto i docenti che tengono i corsi sono delegati per l’Italia da questi due Enti. Le impostazioni e le metodologie dei corsi seguono lo standard delle Scuole Spazzacamini di Muhllbach e Monaco e a fine corso viene rilasciato un certificato nominativo che attesta la partecipazione ai corsi. Normalmente ciascun corso si svolge su due fasi: una teorica e una pratica, con addestramento dei corsisti direttamente sul campo, con interventi reali su simulacri di impianti appositamente realizzati presso la sede di AZ Camini srl. Inoltre, vengono testati nuovi materiali e sperimentate nuove applicazioni concernenti gli impianti fumari, e le esperienze maturate vengono poi condivise con altre aziende ed associazioni di categoria tra cui Confartigianato ed Assocosma. La ESCHFOE è una associazione internazionale che riunisce le categorie di maestri spazzacamini. È presente in ventidue stati Europei oltre che negli Stati Uniti d’America. Il Presidente è Hans-Günther Beyerstedt, e la sede si trova a Bruxelles. Per l’Italia il referente è German Puntscher, internazionalmente considerato uno dei maggiori esperti in materia di impianti termici e membro di gruppi di lavoro UNI e CIG. L’ESCHFOE si riunisce annualmente alternando congressi organizzativi, come quello a Montreux, in Svizzera, a incontri tecnici di aggiornamento riservati ai referenti dei vari paesi in cui l’associazione è presente.

INFORMAZIONI

AZ Camini Srl.

Genova Struppa – Via Pedullà 95

Tel. 010 8680806

Internet: www.azcamini.it

E-mail: info@azcamini.it

gcardamone@tiscali.it

LUNEDÌ 30 AGOSTO 2010 DALLE ORE 21, ALL’ARENA ESTIVA GIARDINO DEL PRINCIPE DI LOANO, È IN PROGRAMMA UN GRANDE CONCERTO ROCK ORGANIZZATO DALLA SEZIONE DI LOANO “ALESSANDRA MAZZA” DELL’ADMO. CONSEGNA DEGLI ATTESTATI DEL MINISTERO A TUTTI I DONATORI DI MIDOLLO OSSEO E CAMPAGNA “RECLUTAMENTO”

mercoledì 25 agosto 2010

Donatori AdmoLunedì 30 Agosto 2010, dalle ore 21 in poi, presso l’Arena Estiva Giardino del Principe di Loano, è in programma un grande Concerto Rock organizzato dalla Sezione di Loano “Alessandra Mazza” dell’Admo – Associazione Donatori Midollo Osseo (sede ligure in Via Maddaloni 1, tel. 010 541784; Internet: www.admoliguria.it). La grande kermesse ha il patrocinio del Comune di Loano e di Radio Onda Ligure ed è dedicata alla memoria dell’indimenticata Alessandra Mazza, morta giovanissima di leucemia. Sono previste le esibizioni di Grace (cover anni Settanta), Lamberts (cover hard rock), Kalamazoo (brani originali rock in italiano), Joseph Colato (cover e brani originali), Vespusùrdu (rock & blues band) e Tremendi canti (rock demenziale). Previsto anche un Dj set con Human Dj e Dj Pory. L’ingresso è a offerta libera e i proventi andranno a favore dell’attività della Sezione Admo di Loano. Durante la serata, Admo Liguria, per mano del suo presidente Giorgio Zara e del segretario Francesco Biagioli, premierà tutti i donatori effettivi di Midollo osseo con un Attestato del Ministero della Salute. «Alessandra – ricordano i volontari dell’Admo di Loano – aveva solo 33 anni, quando il male inesorabilmente l’ha colpita, e ha dovuto lasciare la sua famiglia, compresi i due suoi figlioletti di appena 5 e 2 anni, nell’angoscia e nel dolore. Ma adesso il dolore ha fatto posto alla solidarietà». È per questo che i volontari Admo fanno appello ai giovani compresi tra i 18 e 40 anni affinché, partecipando alla vita sociale, si sensibilizzino verso chi è meno fortunato e si iscrivano al Registro Donatori Midollo Osseo (I.B.M.D.R). Durante la serata, saranno presenti sul palco Specialisti e Trapiantologi dell’Ospedale San Martino di Genova, che informeranno sull’importanza della donazione per salvare vite umane. Tutte le informazioni al numero 334 7952984. Per la Sezione Admo di Loano, il concerto dedicato ad Alessandra Mazza è uno dei primissimi eventi ufficiali dopo il trasferimento nella nuova sede di Palazzo Kursaal. L’attuale consiglio direttivo (composto da Umberta Bolognesi, Maria Luigia Cardano, Nicoletta Manna, Silvana Rosciano, Alessandro Lamberti, Achille Blini, Roberto Sinito e Vincenzo Marchionne) ringrazia il fondatore della sezione Angelo Traverso, che ha iniziato negli anni Novanta la sua attività, svolta con passione ed efficacia. Il suo operato ha portato centinaia di donatori al Registro.

INFORMAZIONI

Admo Liguria

Via Maddaloni 1

Tel. 010 541784

Internet: www.admoliguria.it

Sezione Loano “Alessandra Mazza”

Corso Roma 9 (Palazzo Kursaal) – Loano (Savona)

Tel. 019 672956 – 334 7952984

E-mail: admo-loano@libero.it

LETTERA APERTA DEL PROFESSOR MICHELE TROILO, DOCENTE ALLA FACOLTÀ DI INGEGNERIA, SUL TEMA DELLE STRADE SICURE: MIGLIORARE LA SEGNALETICA, AFFIDARSI A ESPERTI DI INFORTUNISTICA E PROGRAMMARE LE MANUTENZIONI

venerdì 13 agosto 2010

ING. MICHELE TROILO 2Sul tema “Strade sicure”, sempre di strettissima attualità nel capoluogo ligure, interviene con una lettera aperta il Prof. Ing. Michele Troilo, Docente Ordinario di Macchine presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova, esperto in infortunistica stradale.

“Nell’unirmi al plauso generale per le regole più restrittive del nuovo Codice della Strada, vorrei essere rassicurato di non essere ancora una volta di fronte alla caccia alle streghe. In questo caso le streghe sono i giovani neopatentati, le persone mature che hanno bevuto un bicchiere ad una cena, quelli che vanno a 35 km/h dove il limite è di 30 km/h.

Non vi è alcun dubbio che quanto maggiore è il rispetto della normativa tanto minori sono le probabilità di sinistro, o comunque minori le conseguenze: ormai tutti sanno che l’energia cinetica è proporzionale al quadrato della velocità, per cui andiamo tutti piano e non succederà nulla.

Ma altrettanto certo è che la maggior parte degli incidenti non dipendono da comportamenti scorretti, ma da cause strutturali. La cosa è poco sentita e poco creduta in quanto siamo fuorviati, in queste analisi, dall’impellente bisogno di trovare a tutti i costi un colpevole, sia esso penalmente perseguibile o civilmente tenuto ai risarcimenti. Per cui la nostra attenzione è concentrata pressoché esclusivamente sulla ascrivibilità di un sinistro ad una condotta scorretta.

La cosa è assai grave in quanto ci fa dimenticare le cause strutturali che sono invece preponderanti, e la loro eliminazione si riassume in un principio assai semplice: rendere sicure le strade, indipendentemente dalle deviazioni comportamentali. Ciò si ottiene mediante un disegno tecnico delle sedi stradali affidato ad esperti di infortunistica, mediante una segnaletica orizzontale e verticale disambigua, mediante una intelligente programmazione della manutenzione.

Il principio che guida tale progettazione è a sua volta assai semplice: favorire la percezione precoce del pericolo. Chi mai infatti (a parte un insano di mente, per il quale purtroppo non c’è rimedio) non porrebbe in atto una manovra di emergenza per evitare un disastro? Ma la manovra riesce solo se il pericolo è percepito in tempo utile: la maggior parte dei sinistri, sotto tale profilo, risulta inevitabile, e la tragedia si consuma solitamente per una differenza di uno o due decimi di secondo.

Non posso non lamentare l’atteggiamento di molte amministrazioni che di fronte al ripetersi di sinistri in certi punti, detti punti neri, preferiscono apporre un incredibile cartello di limite di velocità (30 km/h, anche meno), piuttosto che assumersi la responsabilità di scrivere: attenzione, pericolo! Già perché così scrivendo ne ammetterebbero l’esistenza e potrebbero, dovrebbero essere chiamate a rispondere dei guai conseguenti. Ancora una volta prevale il principio che accada ciò che accada, purché la colpa sia di qualcun altro.

Strade sicure è un motto da affiancare, se non sostituire, a sicurezza stradale. “Strade sicure” pone un problema urgente: che fanno i gestori al riguardo? Quali sono i piani di intervento e di manutenzione? Non vorrei sentirmi dire ancora una volta che soldi non ce ne sono, perbacco ma come li spendiamo? La sanità è in crisi: soldi non ce ne sono. La scuola è in crisi: soldi non ce ne sono. La giustizia è in crisi: soldi non ce ne sono. Cavolo, dove sono finiti i soldi? Allora, quanto alle strade sicure, un calcolo prudenziale mostra che il costo alla comunità, cioè a tutti noi, dei sinistri stradali in Italia è di circa 40 miliardi di Euro l’anno (sì avete capito bene, più di una finanziaria). Quindi i soldi ci sono eccome, non è che manca la volontà politica?

In cauda venenum. Ma chi sono le vittime più frequenti degli incidenti stradali? Gli ubriachi? I giovani del sabato sera? Gli aspiranti piloti F1? No: sono i pedoni, ossia la parte più debole, che fa le spese non tanto degli eccessi altrui ma dell’altrui maleducazione stradale vera e propria. Mi trovavo un giorno in un paesino della Svizzera, Ruswil per l’esattezza, fermo ad un attraversamento in attesa di far passare un autocarro per poter attraversare. Sapete che cosa successe? Non capivo, non credevo ai miei occhi, l’autocarro si fermò, dandomi la dovuta precedenza. Da allora, quando guido in centro, se vedo un pedone fermo sul marciapiede alle strisce, mi fermo. Al di là di tante chiacchiere, vuole essere un mio piccolo contributo alla sicurezza, cui amerei veder associate adeguate sanzioni, nel caso contrario”.

MICHELE TROILO. Profilo

Il Prof. Ing. Michele Troilo ha conseguito, nel dicembre 1965 presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova, la laurea in Ingegneria Meccanica con punti 110 su 110 con lode. Nella stessa facoltà ha iniziato l’attività accademica ottenendo, nel 1966, il titolo di Assistente alla cattedra di Macchine. Dal 1973 è Professore associato di Propulsione aerospaziale e di Macchine presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Genova e dal 1980 è Professore ordinario di Progetto di macchine. Dal 1986 al 1989 è stato direttore del Dipartimento di Ingegneria Energetica dell’Università di Genova. L’attività professionale si svolge nei campi dei collaudi di opere pubbliche nel settore impiantistico (illuminazione, ascensori, riscaldamento, condizionamento, refrigerazione), della consulenza tecnico-scientifica per grandi aziende nei settori energetico e propulsivo aerospaziale, e nel campo della consulenza giudiziaria relativa all’infortunistica stradale, agli autoveicoli civili ed industriali, all’estimo immobiliare e agli impianti meccanici. Dal 29 gennaio 1968 è iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova. Dal 1995 al 1999 è stato Consigliere Segretario dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova.